GRION GIUSTO

GRION GIUSTO (1827 - 1904)

studioso di storia, insegnante, pubblicista

Immagine del soggetto

Giusto Grion, ispettore onorario ai monumenti di Cividale alla fine dell'Ottocento (Udine, Civici musei, Fototeca).

Nato a Trieste il 2 novembre 1827, vi compì gli studi, fino al conseguimento della laurea in lettere. Nel 1850 si trasferì a Udine dove, assieme a Pacifico Valussi, Caterina Percoto ed altri, collaborò alla redazione del quotidiano «Il Friuli», palesemente antiaustriaco, in breve soppresso d’autorità. Dal 1855 G. si dedicò all’insegnamento classico, ottenendo, dal 1861 al 1865, una cattedra nel Ginnasio liceo udinese (in seguito intitolato a Iacopo Stellini), dove svolse anche l’incarico di direttore. Nel 1866 assunse la presidenza al Liceo Scipione Maffei di Verona; si trovava nella città scaligera quando, nello stesso anno, vi entravano le truppe italiane. Nel conseguente riordino istituzionale, tra i docenti fu riconfermato anche G., che rimase alla guida della scuola, pur non mancando attacchi alla sua persona da parte della stampa veronese, perplessa sulla sua trasformazione da fedele esecutore degli ordini di Vienna in «zelante patriota». Mantenne la direzione del liceo veronese fino al 1877, per divenire poi preside del Liceo Niccolò Machiavelli di Lucca dal 1877 al 1884; in seguito ricoprì l’incarico direttivo nell’Istituto liceale Pietro Verri di Lodi, dal 1884 al 1893. G., fin dalla giovinezza, condusse ricerche erudite, mostrando predilezione per la letteratura italiana del medioevo e dedicando protratta attenzione a Dante, oggetto di una corposa serie di saggi. I lavori di G. non furono esenti da critiche di colleghi a lui contemporanei: secondo Rodolfo Renier «gli nocque certa bizzarria e certa sbrigativa arditezza nei procedimenti ipotetici, che gli valsero fieri e non ingiustificati rimbrotti». Abbandonati gli studi di erudizione italiana, tradusse e commentò Beowulf, il più antico poema anglosassone, uno dei più importanti per la storia dell’epica germanica; scrisse pure su Tommasino da Cerclaria, poeta e autore nel secolo XIII del Welsche Gast, lunga opera in lingua tedesca. ... leggi Era socio di un gran numero di istituzioni, tra le quali: la K.k. Geologische Reichsanstalt di Vienna dal 1865, l’Accademia artistica letteraria Raffaello in Urbino dal 1869, l’Ateneo di scienze, lettere ed arti belle di Bassano dal 1872, la Società didascalica italiana di Roma dal 1878, l’Accademia scientifica letteraria dei Concordi in Rovigo, la R. Accademia lucchese di scienze, lettere ed arti dal 1878, e membro della R. Commissione per testi di lingua in Bologna. Collaborò alle «Pagine friulane» e ad altre riviste e giornali, anche al di fuori dell’area friulana. Un altro suo profondo interesse era la scrittura celere; nel 1848 elaborò una propria stenografia esplicitamente corsiva e fonetica – con un sistema originale e di geniale intuizione, ma di scarsa velocità –, abbandonando per la prima volta i segni geometrici e contribuendo così al cambiamento in ambito italiano di questo metodo di scrittura, riducendo il monopolio del geometrismo inglese. Nel 1861 pubblicò il manuale Sistema di stenografia italiana ideato e adoperato da Giusto Grion, edito a Rovigo. Alla fine della carriera scolastica si ritirò a Cividale, dove si dedicò a ricerche, condotte come ispettore onorario degli scavi e dei monumenti. Dalla penna di G. uscì la circolare in latino con la quale si dava notizia agli Atenei europei delle manifestazioni promosse per l’undicesimo centenario di Paolo Diacono, programmate per l’anno 1899. In previsione del convegno internazionale dedicato allo storico longobardo, furono promosse la riedizione del suo studio Della vita di Paolo Diacono, già uscito nel 1898, e, soprattutto, la pubblicazione di una corposa Guida storica di Cividale e del suo distretto, che G. riuscì a compilare e stampare, in due volumi, per il grande evento di fine secolo. G. fu anche chiamato a far parte, come vicepresidente, del comitato istituito nel 1901 per le onoranze millenarie al patriarca san Paolino d’Aquileia, previste per il 1906. I suoi incarichi di presidenza del locale ospedale civile e la presenza nei consigli di amministrazione di altre istituzioni cittadine testimoniano lo stretto legame intessuto con Cividale, ove morì il 14 dicembre 1904. Ulteriore segno della considerazione di cui godeva nella città ducale, la sua tumulazione avvenne nella tomba del municipio, in quanto «meritevole di onorata ricordanza».

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Bibliografia

Verona, Archivio storico del Liceo Scipione Maffei; Lucca, Archivio storico del Liceo Niccolò Machiavelli.

«Annali dell’I. R. Ginnasio liceo di Udine», anni dal 1861 al 1865; «Giornale di Udine», 15, 16 e 17 dicembre 1904; «Forum Iulii», 51, 17 dicembre 1904; G. COSTANTINI, Dantisti friulani, Firenze-Prato, Passerini, 1905, 14-16; Giudizî di Paul Meyer e di Rodolfo Renier intorno a Giusto Grion, «Memorie storiche cividalesi», 1 (1905), 124 (133 nella ristampa del 1978); Appendice seconda, Direttori e insegnanti del Ginnasio-Liceo Scipione Maffei dal 1807 al 1908, a cura di G. CHIAMENTI, in Studi maffeiani, con una monografia sulle origini del Liceo Ginnasio S. Maffei di Verona. Per il primo centenario dell’Istituto, Torino, Fratelli Bocca, 1909, 299-308; Figure della scuola italiana, a cura di A. DE BENVENUTI, «Annali della scuola friulana», 1948-1949, 8; MARCHETTI, Friuli, 975.

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