HEIMANN GUGLIELMO

HEIMANN GUGLIELMO (1840 - 1908)

ingegnere, patriota, amministratore pubblico

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Il patriota Guglielmo Heimann.

Nacque a Udine il 15 ottobre 1840 da Aronne e Rosina Musschen. Di origini ebraico-tedesche, la sua famiglia, dedita ad una fiorente attività di commercio all’ingrosso di tessuti, fu ai vertici della locale Camera di commercio. Diplomatosi all’I. R. Liceo nel 1857, studiò ingegneria a Padova e, conseguita la laurea nel 1862, si trasferì a Pavia. Nel 1866 si arruolò nei Cacciatori delle Alpi e partecipò, sottotenente del 4° reggimento, alla campagna per la liberazione del Trentino. La direzione della difesa di Incudine, in Valcamonica, gli valse un encomio militare e la nomina a cavaliere della Corona del Regno d’Italia. Alla fine della guerra fece ritorno a Udine, dove, ricongiuntosi ai famigliari, iniziò una quarantennale carriera di ingegnere ferroviario. Il primo impiego fu alla direzione dell’ufficio sorveglianza e manutenzione della stazione cittadina. Successivamente capo sezione costruzioni della Rete Adriatica, diresse i lavori di ammodernamento delle linee Milano-Pavia e Padova-Ferrara-Bologna, la costruzione di Pontelagoscuro e della Pontebbana. Capo del Riparto ferroviario di Pordenone, ebbe ancora incarichi direttivi nel collegio degli ingegneri del Friuli. Consigliere comunale liberale, socio della Dante Alighieri e della Società alpina friulana, venerabile della Loggia massonica Lionello, fu una figura molto nota nella vita pubblica cittadina in età postunitaria. Con Enrico Del Torso, Romeo Battistig, Raffaello Sbuelz ed altri, fu tra i principali artefici della costruzione di una memoria pubblica risorgimentale, militare e civile, udinese e friulana. ... leggi Nei primi anni Ottanta, aderì alla Società dei veterani e reduci delle patrie battaglie, presieduta in seguito tra il 1902 e il 1908. Il suo contributo politico, amministrativo e finanziario, soprattutto, fu essenziale per la fondazione del Museo del Risorgimento, inaugurato nella sede castellana il 26 luglio 1906, nel quarantesimo anniversario della liberazione di Udine. Dopo una breve ma dolorosa agonia, morì il 18 maggio 1908. Partecipati e solenni, i suoi funerali furono celebrati esclusivamente con rito civile e seguiti, secondo una pratica largamente diffusa tra i massoni, dalla cremazione della salma.

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Bibliografia

G. HEIMANN, Relazione degli studi, proposte e deliberazioni della Società Friulana dei Veterani e Reduci dalle Patrie Battaglie in Udine, delle diverse Commissioni e dell’on. Municipio di Udine, relative alle Lapidi ai Friulani morti per la Patria, Udine, Bardusco, 1903.

Programma dell’I. R. Ginnasio Liceale di Udine per l’anno scolastico 1856-57, Udine, Vendrame, 1857, 61; Carlo Heimann, «Giornale di Udine», 21 febbraio 1898; P.V. DE VITO, Manoscritti inediti del Museo del Risorgimento, in Il Friuli nel Risorgimento, I, Udine, Accademia udinese di scienze, lettere e arti/AGF, 1966, 244-245; A. CELOTTI, La Massoneria in Friuli, Udine, Del Bianco, 1982, 127, 137, 141; A. CEDARMAS, Presenze ebraiche nella massoneria friulana fra Otto e Novecento, «Storia contemporanea in Friuli», 32/31 (2001), 129-130; P. IOLY ZORATTINI, Gli Ebrei a Udine tra Otto e Novecento, Udine, IFSML, 2002, 36, 45-48, 138.

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