KECHLER CARLO

KECHLER CARLO (1900 - 1965)

campione di equitazione

Nacque nel 1900 a San Martino al Tagliamento (Udine), figlio di Roberto – master della Società caccia a cavallo “San Martino” da lui costituita dopo essere rientrato dall’Inghilterra dove aveva approfondito studi di diritto internazionale – e della contessa Costanza Crotti di Costigliole. Si diplomò nel 1917 presso il Liceo Stellini di Udine e si arruolò volontario come soldato semplice nei Cavalleggeri di Monferrato, partendo per il fronte con un reparto di mitraglieri e diventando poi sottotenente nei Lancieri di Milano. Congedato dall’esercito alla fine della guerra, si iscrisse all’Università di Perugia dove si laureò in agraria. Mentre frequentava gli studi universitari, partecipò a Foligno nel 1922 alla sua prima competizione ippica pubblica. Nel 1924 si affermò in gara a Napoli, continuando poi a imporsi in importanti competizioni nazionali ed europee. In particolare, tra il 1930 e il 1935 fu il capolista dei vincitori italiani, raggiungendo tre vittorie consecutive nelle Coppe del re a Roma e partecipando a tredici Coppe delle nazioni. Nel 1935, in rappresentanza dell’Italia a Budapest, con il cavallo Coclite superò le barriere poste fino a m 1, 90 di altezza. Entrato in forza nel Centro ippico di Pinerolo, lo lasciò nello stesso anno per partire volontario in Etiopia; nel 1937 chiese di essere trasferito come volontario in Spagna. Dopo il rientro in Italia nel 1938, partecipò ancora a concorsi ippici fino all’inizio della seconda guerra mondiale. Nel 1940 combatté in Africa come ufficiale del V Lancieri di Novara, cadendo prigioniero. Fu decorato con due medaglie d’argento e due croci al valor militare. Per i suoi alti meriti sportivi ottenne la medaglia d’argento al valore atletico. Visse nel dopoguerra nella villa di San Martino, dove ospitò più volte, tra il 1948 e gli inizi degli anni Cinquanta, Ernest Hemingway, conosciuto a Cortina d’Ampezzo. Assertore del valore morale dello sport, K. sentiva l’equitazione – secondo quanto ha scritto Paolo Spezzotti indicandolo quale suo maestro – come «poesia perché è finezza e sensibilità, musica perché è ritmo e armonia». Morì a San Martino nel 1965.

Bibliografia

Udine, Archivio Paolo Spezzotti, P. Spezzotti, Carlo Kechler (dattiloscritto post 1965).

U. MARTUSCELLI, Uomini e cavalli nelle Venezie. Storia e sviluppo dell’equitazione nel Triveneto, Milano, Edizioni Equestri, 1988; G. VENEZIANI SANTONIO, Storia dell’equitazione italiana, Alessandria, Edizioni Dell’Orso, 1996.

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