LEICHT MICHELE

LEICHT MICHELE (1827 - 1897)

magistrato e storico

Nacque a Tarcento nel 1827, da Pietro e da Teresa Cociancigh. La famiglia risiedeva a Venezia, dove L. compì i suoi primi studi, che completò all’Università di Padova. Mentre era a Padova partecipò ai moti del 1848, poi, rientrato a Venezia, alla proclamazione della Repubblica prese parte con il grado di tenente d’artiglieria alla difesa della città. Nel 1850 si laureò in giurisprudenza ed entrò in magistratura. La sua carriera lo portò in varie sedi: nel 1855 fu a Udine; nel 1862, divenne sostituto procuratore di Stato a Padova, ma, per le sue posizioni politiche filo-italiane, nel 1866 fu declassato e trasferito a Vicenza. Con l’annessione del Veneto all’Italia, venne nominato sostituto procuratore superiore a Venezia, di lì a poco, però, fu trasferito a Belluno con una carica di minore rilievo e pose fine alla sua militanza politica, pur rimanendo vicino alle posizioni della destra storica; nel 1871, promosso e trasferito a Macerata, incontrò Maria Teresa Arnulfi che sposò nel 1873. L’anno dopo rientrò a Venezia e vi rimase sino al 1889, quando divenne giudice di Cassazione a Torino. Nel 1891 abbandonò la magistratura e trascorse gli ultimi anni della sua vita tra Padova – dove frequentò alcuni irredentisti istriani – e Cividale del Friuli. Ai margini della sua attività di magistrato L. condusse ricerche in numerose direzioni: agli anni Sessanta risale la pubblicazione di una raccolta di villotte (Canti popolari friulani. ... leggi Prima, seconda e terza centuria, ristampa anastatica, Bologna, 1980), corredata da ampi saggi introduttivi dedicati allo studio della storia della lingua friulana e da edizioni di antichi testi di diverse tipologie scritti in friulano. Mentre era magistrato a Belluno prese ad occuparsi dell’età del bronzo conducendo scavi archeologici, cui si sarebbe dedicato in seguito anche nell’area cividalese. Dalla fine degli anni Sessanta svolse ricerche di storia dell’arte e studiò la storia del diritto in Friuli dal periodo tardo antico agli anni della dominazione veneziana. Muovendo dalla sistematica schedatura dei volumi manoscritti che costituiscono l’Otium Foroiuliense di Gian Domenico Guerra, L. si occupò di numerosi aspetti della vicenda istituzionale friulana mettendo in risalto quegli elementi della storia del diritto che ponevano in evidenza la continuità della tradizione romana (così, ad esempio, nella lettura I limitanei della patria del Friuli, presentata all’Accademia di scienze, lettere e arti di Udine nel 1895). La passione politica segnò questi studi: l’intento di rivendicare la tradizione italiana delle regioni friulana, isontina ed istriana è sempre esplicito nei suoi scritti, accompagnato da un timido anticlericalismo, comprensibile in un patriota liberale che aveva visto nel papato un ostacolo per la riunificazione nazionale. L., inoltre, aveva la consapevolezza di avventurarsi in un settore di ricerca ancora tutto da esplorare, e per questo motivo dichiarò di preferire la pubblicazione di ricerche circoscritte (così si espresse, ad esempio, nel saggio Giudizi feudali nella marca del Friuli, pubblicato nell’«Ateneo veneto» del 1882). Si tratta di articoli in cui lo studioso era solito aprire l’esposizione redigendo ampi quadri d’insieme che prendevano le mosse dalla caduta dell’impero romano o dall’insediamento dei longobardi in Friuli, per poi passare ad esporre dati puntuali relativi ai secoli bassomedievali. Egli, inoltre, talvolta utilizzava nell’analisi delle fonti le sue competenze di storico della lingua come, ad esempio, in quelle pagine di un saggio pubblicato nell’«Ateneo veneto» del 1885 in cui si è soffermato a spiegare le ragioni che indussero Antonio da Brazzà a stendere il suo Catapan in veneto piuttosto che in friulano. L. avvertì anche la necessità di redigere opere di sintesi e diede alle stampe il volumetto Linee generali sulla costituzione della Marca del Friuli (Udine, 1893). Decise, invece, di non pubblicare le più ampie Vicende del diritto in Friuli – di cui un riassunto è apparso postumo nelle «Memorie storiche forogiuliesi», 24 (1928) – perché, mentre procedeva nello studio, si accorse che le sue interpretazioni del passato regionale andavano mutando. L. morì a Cividale del Friuli nel febbraio 1897.

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Bibliografia

P.S. LEICHT, Introduzione, in M. LEICHT, Monografie cividalesi, Udine, Del Bianco, 1898, V-XVI; ID., Memorie di Michele Leicht, «Rassegna storica del Risorgimento», 22 (1935), 56-109.

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