LONGO PLINIO

LONGO PLINIO (1875 - 1925)

medico

Nacque a Porcia (Pordenone) il 2 maggio 1875 da Augusto ed Annunziata De Mattia. Laureatosi a Padova in medicina, divenne medico condotto a Pinzano al Tagliamento. Nella biografia del 1906 presso il casellario dei sovversivi si legge: «Nel partito socialista ha molta influenza estesa in tutta la provincia. È in corrispondenza cogli Onor.li Ferri e Turati […]. Vuolsi che sia collaboratore del giornale socialista l’Avanti e corrispondente dell’altro Il Lavoratore Friulano. Riceve l’Avanti e l’Asino». La sua attività politica fu multiforme ed unita ad un’intensa opera di promozione sociale. L. fu la tipica figura di “medico dei poveri”, alternando la propaganda politica, un’intensa attività pubblicistica e la promozione di iniziative sociali, come il forno cooperativo nella frazione di Valeriano, cardine della prevenzione antipellagrologica attraverso il superamento della monoalimentazione maidica tipica dell’epoca. Le sue posizioni politiche furono spesso eterodosse: al congresso socialista di Tolmezzo nel gennaio 1906 sostenne la necessità di superare il prevalente anticlericalismo dell’epoca; nel dopoguerra assunse posizioni astensioniste, in linea con quelle della sinistra socialista guidata da Amadeo Bordiga. Venne anche denunciato per istigazione a delinquere (ma fu assolto) per un suo articolo sul movimento insurrezionale della “settimana rossa” del giugno 1914, apparso su «Il Lavoratore friulano». Dopo l’espulsione dei riformisti dal Partito socialista nel 1922, aderì al Partito socialista unitario (PSU). Morì il 7 luglio 1925 a Pinzano, in seguito ad un violento pestaggio da parte degli squadristi fascisti, che lo prelevarono a casa e lo abbandonarono morente in un viottolo fuori dal paese.

Bibliografia

ACS, Casellario politico centrale, 2831/86257; Intervista a Spartaco Serena, Pinzano al Tagliamento, 2006.

G.L. BETTOLI, Una terra amara. Il Friuli Occidentale dalla fine dell’Ottocento alla dittatura fascista, Udine, IFSML, 2003.

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