MADRISIO NICOLÒ

MADRISIO NICOLÒ (1656 - 1729)

medico, erudito, verseggiatore, viaggiatore

Immagine del soggetto

Antiporta ben incisa e siglata AF dei Viaggi per l’Italia, Francia e Germania di Nicolò Madrisio, Venezia 1718.

Nato a Udine il 26 gennaio 1656 dal conte Stefano e da Caterina Fabrizio, conseguì a Padova le lauree in filosofia ed in medicina. Tornato nella città natale, esercitò per qualche tempo la professione di pubblico medico e venne anche ammesso al consiglio della capitale friulana (1689). Il vivace e versatile intelletto del M. tuttavia lo indusse ben presto ad intraprendere altre strade e a dedicarsi agli studi eruditi ed alla poesia. Infatti sin dal 1675 il M. aveva pubblicato versi di occasione in raccolte uscite in varie città venete ed italiane. Gli interessi per la cultura, la storia e la geografia italiana ed europea lo portarono anche ad intraprendere una serie di viaggi. I resoconti di queste esperienze vennero pubblicati nel 1718: si tratta dei Viaggi per l’Italia, Francia e Germania, redatti in versi e dedicati alla «parte superiore dell’Italia, Savoia e Francia sino a Parigi», a «Fiandra, Olanda e Germania» ed alla «Parte inferiore d’Italia, Roma e Napoli». L’opera venne accolta con favore dall’importante «Giornale de’ letterati d’Italia» che usciva a Venezia. Parte rilevantissima del resoconto del M. fu la cronaca del viaggio a Parigi, città che destò vivissima impressione in un nobile “di provincia” quale era il M. Dopo aver conosciuto a Roma il Crescimbeni, il M. (che era già stato membro dell’Accademia udinese degli Sventati, di cui fu “principe” nel 1677 e nel 1702) volle avviare in Friuli una filiazione dell’Arcadia, che insieme a Giuseppe Bini istituì a Udine il 24 luglio del 1704. Nella nuova colonia, detta “Giulia”, il M. assunse il nome di Cleone Epitese. In Friuli il prestigio del conte era ormai ampiamente consolidato, non da ultimo grazie alla vasta ed importante rosa di illustri amicizie, specialmente veneziane, e per i contatti con eminenti eruditi. ... leggi Non a caso, il patriarca Dionisio Dolfin lo considerò come un vero e proprio punto di riferimento nel campo della letteratura e dell’erudizione, allorquando decise di avviare le numerose iniziative che tanta importanza ebbero per la cultura udinese del XVIII secolo. Nel 1711 fu proprio il M. a pronunciare l’orazione per l’apertura della Biblioteca patriarcale (poi divenuta arcivescovile) di Udine, opera stampata a Venezia nel 1711. Lo stesso M. peraltro creò nella sua residenza udinese una notevole biblioteca privata, che venne poi dispersa dagli eredi (1762). Il medico friulano, intanto, non aveva mai cessato di comporre versi che ebbero il più importante riscontro editoriale nel 1713 presso il Seminario di Padova, con la pubblicazione di una corposa raccolta di Poesie toscane […] con un saggio ancor di latine, che contava quasi 350 composizioni, in parte inedite. Sul versante dell’erudizione, il principale intervento del M. venne alla luce nel 1721: si tratta dell’Apologia per l’antico stato e condizione della famosa Aquileia, dedicato al patriarca Dolfin. In questo lavoro il M. non esitò a polemizzare apertamente con Scipione Maffei, il quale aveva sostenuto (Dell’antica condizion di Verona, Venezia, 1719) che anticamente Aquileia non era stata “metropoli” di Venezia, negando indirettamente un importante legame storico tra il Friuli veneto e la Dominante (cui il M. era fedelissimo). La controversia ebbe una notevole risonanza e venne citata anche nel «Giornale de’ letterati d’Italia». Le appassionate argomentazioni del M. tuttavia sembrarono poco convincenti a diversi eruditi italiani e non a caso il Maffei non si dimostrò interessato a ribattere alle accuse. L’ultima pubblicazione notevole del M. fu un volumetto di Meditazioni cristiane per ciascun giorno del mese, uscito nel 1722: è un lavoro di carattere religioso che si aggiungeva alla già ricca produzione di versi sacri. Morì a Udine il 31 marzo 1729. Fu ricordato da una lapide nella chiesa udinese di S. Pietro e da un anonimo elogio funebre che lo definiva «grande ornamento della nostra città».

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Bibliografia

N. MADRISIO, Viaggi per l’Italia, Francia e Germania, Venezia, Hertz, 1718; ID., Apologia per l’antico stato e condizione della famosa Aquileia, Udine, Fongarino, 1721; ID., Meditazioni cristiane per ciascun giorno del mese, Venezia, Lovisa, 1722.

LIRUTI, Notizie delle vite, IV, 406-407; R. GORIAN, Madrisio, Niccolò, in DBI, 67 (2006), 167-169; G.M. CRESCIMBENI, La bellezza della volgar poesia, Venezia, Baseggio, 1730, 288, 427, 428; G. SILVESTRI, Un europeo del Settecento: Scipione Maffei, Treviso, Canova, 1954, 39-40; L. MILOCCO, L’accademia udinese degli «Sventati» (sec. XVII-XVIII), in Più secoli di storia dell’Accademia di scienze, lettere e arti di Udine (1606-1969), a cura di V. FAEL, Udine, AGF, 1970, 220, 221, 225, 226, 240, 241; SCALON, Biblioteca, 8, 12; P. CAVAN, Niccolò Madrisio viaggiatore. Un gentiluomo udinese in Francia ai tempi del Re Sole, Udine, Del Bianco, 1989; ID., Allibramento Madrisio del 1762: gusti dei lettori eruditi nel Friuli del Settecento, in Memor fui dierum antiquorum. Studi in onore di Luigi De Biasio, a cura di P.C. IOLY ZORATTINI - M. CAPRONI, Udine, Campanotto, 1995, 51-67; U. ROZZO, Tra biblioteche accademie e tipografie nel Friuli del Settecento, in Nel Friuli del Settecento: biblioteche accademie e libri, a cura di U. ROZZO, I, Udine, AGF, 1996, 3, 4.

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