MANGILLI FABIO

MANGILLI FABIO (1911 - 1986)

campione, maestro di equitazione

Nato a Flumignano (Udine) il 13 luglio 1911 da nobile famiglia, giovanissimo si arruolò nel reggimento Savoia Cavalleria di Milano. Nel 1931, allievo caporale, durante un’esercitazione salvò la vita a un suo superiore che stava per essere travolto da un treno, in quanto gli zoccoli del suo cavallo erano rimasti intrappolati nelle rotaie. Nel 1934 M. si iscrisse alla Scuola di cavalleria di Pinerolo e successivamente a quella di Tor di Quinto (Roma). Dopo la seconda guerra mondiale fu selezionato per le Olimpiadi di Londra del 1948, dove ottenne l’ottava posizione assoluta nel Concorso completo. Con il fratello diede impulso a un’attività imprenditoriale legata a una distilleria, che in origine voleva soddisfare soltanto la produzione di una piccola azienda familiare, ma ne lasciò al fratello stesso la gestione. Tutti i suoi interessi furono rivolti all’equitazione, convinto che «ogni cavallo deve essere studiato, capito e addestrato nel modo più appropriato alla sua natura ed alla sua indole» e che «l’equitazione eccelsa è un insieme di scienza e di arte» in una continua ricerca di perfezione, come scrisse nell’opera postuma Il cavallo e il cavaliere. Insieme ad amici friulani allestì un centro di addestramento a San Martino di Codroipo con base presso la scuderia Kechler, insieme con una piccola tenuta a Lignano che egli stesso dotò di ostacoli. Come cavaliere conseguì trofei e vittorie fino alla medaglia d’oro nel concorso di Piazza di Siena del 1957. Gli fu poi affidata la preparazione della squadra nazionale di equitazione per le Olimpiadi di Tokyo del 1964: in quella occasione l’Italia vinse, grazie al lavoro di M., l’oro di squadra e quello individuale nel concorso completo con Mauro Checcoli. ... leggi M. fu giudice, presidente di giuria, tecnico in altri giochi olimpici (Città del Messico, Monaco di Baviera, Montreal, Mosca) e campionati mondiali ed europei fino alla preparazione delle Olimpiadi di Los Angeles del 1984. Morì a Udine nel 1986, dopo avere continuato ad allenare giovani e a insegnare loro la disciplina interiore che dovrebbe costituire la base dell’arte equestre.

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Bibliografia

F. MANGILLI, Il cavallo e il cavaliere, s.l., s.n., 1987.

U. MARTUSCELLI, Uomini e cavalli nelle Venezie. Storia e sviluppo dell’equitazione triveneta, Milano, Edizioni Equestri, 1988; P. PATUI, Il cavaliere silenzioso, «Il Gazzettino», 25 aprile 2002; V. VERRATTI, Una circolazione di élites: gli sport equestri, «Memoria e ricerca», 16/27 (2008), 91-106.

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