MASIERI ANGELO

MASIERI ANGELO (1921 - 1952)

architetto

Immagine del soggetto

Angelo Masieri (Udine, Civici musei, Fototeca).

Immagine del soggetto

Casa Giacomuzzi in via Marinoni a Udine, progettata da Angelo Masieri, 1948-1950.

Figlio secondogenito dell’ingegner Paolo (esponente di una delle famiglie udinesi più benestanti e titolare di una impresa di costruzioni che aveva collaborato con il genio militare) e di Olga Passalenti, nacque a Villasantina, in Carnia, nel 1921. Dopo aver frequentato il Liceo classico Iacopo Stellini a Udine, si iscrisse alla Facoltà di architettura di Venezia (1940). Ricorda Francesco Tentori che in quegli anni a Venezia aveva grande influenza l’opera di Frank Lloyd Wright, in particolare nell’insegnamento di Giuseppe Samonà, Bruno Zevi e Carlo Scarpa, docente con il quale M. avrebbe stretto un rapporto di amicizia, stima e collaborazione. Dopo la laurea (febbraio 1946) cominciò l’attività professionale e datano 1947 i primi progetti, un asilo e una casa del fanciullo a Bannia di Fiume Veneto, casa e ufficio a Tricesimo, ma anche la prima realizzazione, la sede della Banca Cattolica del Veneto a Tarvisio (costruita tra il 1948 e il 1949). Sempre nel 1947 entrò a far parte del consiglio direttivo dell’Associazione per l’architettura organica (APAO) veneta, insieme con Scarpa, Samonà, Egle Trincanato e Edoardo Gellner. La collaborazione con Scarpa, al quale lo accomunava l’ammirazione per Wright, cominciò con il progetto per la banca a Tarvisio. Il recente ritrovamento, a opera di Massimo Bortolotti, di un carteggio inedito, consente di mettere a fuoco un elemento centrale dell’opera di Masieri, vale a dire la sua autonomia ideativa, spesso messa in subordine dalla personalità carismatica del maestro, tanto che molta storiografia anche recente ha indicato Scarpa come coprogettista, se non progettista tout court di alcune architetture di M. (Banca Cattolica a Cervignano del Friuli, 1948; casa Giacomuzzi a Udine, 1949-1950; villa Bortolotto a Cervignano, 1950-1952; tomba Veritti nel cimitero monumentale di Udine, 1951). Il carteggio documenta una collaborazione fatta di confronto, in particolare durante la fase ideativa, ma anche di visite in cantiere (villa Bortolotto), a certificare uno scambio reciproco, dove il maestro interveniva, sosteneva, proponeva, ma senza mai togliere all’allievo la libertà nella scelta finale. ... leggi Da parte sua M. offrì a Scarpa la possibilità di misurarsi con l’esperienza di cantiere, visto che a questa data le opere da lui realizzate non erano molte e si riferivano «per lo più a allestimenti di mostre, sistemazione di appartamenti e tombe» (Bortolotti). I riferimenti all’architettura di Wright che accomunano Scarpa e M. sono meno evidenti negli edifici nei quali il maestro veneziano non viene coinvolto, come l’ampliamento della Società Friulana di Elettricità (1949-1950), l’edificio commerciale e residenziale in viale Duodo (1949-1950) e il progetto per la ricostruzione del palazzo di Prampero in piazza Duomo (1951), tutti a Udine, dove affiorano echi delle architetture di Le Corbusier e dei maestri del Movimento Moderno. La rilettura critica dell’opera di M. fa capo a Marco Pozzetto, il quale superata la definizione di “epigono”, ne riconosce il «contributo all’innovamento dell’architettura friulana», in particolare nell’interpretazione del tema tradizionale della casa, aggiornato con l’architettura di Wright. Nel 1951 M. sposò Savina Rizzi e si trasferì ad abitare in una delle adiacenze del seicentesco palazzo di famiglia (palazzo Porta di via Treppo, a Udine), in attesa di trasferirsi a Venezia nella casa sul Canal Grande. Ebbe occasione di conoscere personalmente Wright a Firenze nel 1951, quando fu allestita a palazzo Strozzi la mostra dedicata al grande architetto americano, e lo incontrò nuovamente a Venezia in occasione del conferimento della laurea honoris causa: qui gli chiese di progettare la ricostruzione del palazzo di famiglia a Venezia, un sogno che condivideva con la moglie. L’architetto americano rimandò ogni decisione a un successivo incontro nello studio del maestro a Taliesin, nel Wisconsin, e nel 1952 i coniugi Masieri partirono per gli Stati Uniti dove, prima di recarsi da Wright, visitarono alcuni suoi edifici, ma anche le recenti realizzazioni di altri maestri del Movimento moderno, come casa Farnsworth di Mies van der Rohe. Di ritorno da Taliesin, dove Wright però non si trovava, l’auto su cui viaggiava M. venne coinvolta in un incidente a Bedford (Pennsylvania) che ne causò la morte. Fu il padre Paolo a suggerire a Italo Romanelli di incaricare Scarpa del completamento della villa di sua proprietà, progettata da M. (1951), a Udine in via Filzi, dove il cantiere era alle fondazioni: l’architetto veneziano apportò delle modifiche e venne successivamente affiancato da un allievo di Wright a Taliesin, Bruno Morassutti. A dimostrazione di quell’affetto sincero e speciale che lo aveva legato in vita al giovane e brillante allievo, Scarpa realizzò l’arredamento per l’appartamento della vedova (1953-1954) e, per suo incarico, elaborò il progetto per la tomba di famiglia Rizzi (1954), dove Savina intendeva tumulare la salma del marito. Ma fu soprattutto Wright a onorarne la memoria. Infatti, tenendo fede all’incarico ricevuto per il palazzo a Venezia nel 1953, elaborò il progetto per il Masieri Memorial. Ernesto Nathan Rogers, Giuseppe Samonà, Alfonso Gatto ricordarono il giovane architetto nel numero che la rivista «Metron» nel 1954 dedicò al palazzo di Wright, una delle grandi occasioni perdute per l’architettura italiana. Tale omaggio a M. da parte di autorevoli esponenti della cultura architettonica italiana denota la stima in un talento emergente che aveva intrapreso un percorso innovativo che avrebbe potuto portarlo lontano.

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Bibliografia

Udine, Civici musei, Gallerie del Progetto, archivio Masieri.

La casa sul Canal Grande di Frank Lloyd Wright, «Metron», 49-50/1 (1954); M. POZZETTO, Note sull’architettura moderna in Friuli, «Parametro», 135-136 (1985), 12-79; Angelo Masieri architetto. Casa Giacomuzzi Udine 1949, Udine, Istituto per l’Enciclopedia del Friuli Venezia Giulia, 1986; F. TENTORI, Friuli: anni 50, in Guida critica all’architettura contemporanea. Friuli Venezia Giulia, a cura di S. POLANO - L. SEMERANI, Venezia, Arsenale, 1992, 146-148, 150-151; Angelo Masieri architetto 1921-1952. Catalogo della mostra, a cura di M. BORTOLOTTI, Udine, AGF, 1995; M. POZZETTO, L’architettura del Novecento a Udine, in Arti a Udine, 140-157; A. BRUCIATI, Fra tradizione e innovazione. L’architettura organica e il genius loci nelle elaborazioni architettoniche negli anni della ricostruzione, in Arti a Udine, 188-199; M. BORTOLOTTI, Carlo Scarpa e Angelo Masieri, Udine, Accademia di scienze, lettere e arti, 2008 (Quaderni dell’Accademia, 16); Angelo Masieri/Masieri Memorial. Catalogo della mostra, a cura di F. MARCONI - A. TONICELLO, Venezia, Fondazione Angelo Masieri, 2009.

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