MASSIMILIANO DA UDINE

MASSIMILIANO DA UDINE

organaro

Di origine udinese fu prevalentemente attivo in Venezia. A partire dal 1558-59, ma di certo nel 1560, 1563, 1569 teneva in concio l’organo vecchio della chiesa veneziana di S. Fantin. Nel 1561, sempre a Venezia, dotava di un suo strumento la chiesa di S. Daniele di Castello. Nel 1567, aiutato dal figlio, potrebbe aver attuato il trasferimento di luogo dell’organo della chiesa veneziana di S. Sofia che sicuramente rivedeva e dotava di tre nuovi mantici. Nel 1569 collaborava, unitamente a Giulio Zacchino «tergestinus», alla riparazione dell’organo della cattedrale di Capodistria.

Bibliografia

G. RADOLE, Musica e musicisti in Istria nel Cinque e Seicento, «Atti e memorie della Società istriana di archeologia e storia patria», LXV, n.s., 13 (1965), 147-214: 185; ID., Gli organi nelle chiese istriane, Ibid., LXVIII, n.s., 16 (1968), 127-142: 134; RADOLE, Istria, 10, 27, 144; LUNELLI, Studi, 202, 232; PARONI - BARBINA, Arte organaria, 20, 25; G. VIO, Documenti di storia organaria veneziana, «L’Organo», 16/1-2 (1976), 36-37; STELLA - FORMENTINI, Valvasone, 57; G. RADOLE, La musica a Capodistria, Trieste, Centro studi storico-religiosi del Friuli-Venezia Giulia, 1990, 20-21; G. VIO - L. STELLA, Documenti di storia organaria veneziana, V, «L’Organo», 36 (2003), 227-284: 246-248, 264.

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