MEASSO ANTONIO

MEASSO ANTONIO (1886 - 1932)

architetto

Immagine del soggetto

Antonio Measso, da In memoria del cav. prof. Antonio Measso architetto, Monza 1932 (Udine, Biblioteca civica).

Immagine del soggetto

Casa Spezzotti in via della Prefettura a Udine, progettata da Antonio Measso nel 1907, in una fotografia di Luca Laureati.

Nacque a Ziracco, frazione di Remanzacco (Udine), comune dove gli è stata dedicata una via, il 19 marzo 1886 da genitori benestanti. Studiò a Venezia ma si diplomò in architettura (attorno al 1910) presso l’Accademia di belle arti di Bologna. Diresse la Scuola d’arti e mestieri di Udine (poi divenuta regia Scuola industriale Giovanni da Udine) e, a partire dal 1922, si dedicò allo sviluppo del Consorzio provinciale obbligatorio per l’istruzione tecnica della provincia friulana, del quale fu benemerito direttore-ispettore. Partecipò alla prima guerra mondiale, arruolato nella fanteria e venne decorato con la croce di guerra. Nella breve ma intensa attività professionale ebbe modo di distinguersi per la progettazione e realizzazione di diverse opere localizzate a Udine (fino alla fine della prima guerra mondiale) e in Carnia (nel periodo successivo). A Udine progettò la facciata di palazzo Spezzotti (1910), la villa Tamburlini, la villa Morandini, l’asilo d’infanzia Pecile (1920), la scuola industriale Giovanni da Udine (1914-1920) – ora istituto professionale Giacomo Ceconi – nella parte affacciata sulla via che nella toponomastica di allora si chiamava via Foscolo (lungo la roggia di Palma); quest’ultimo edificio venne realizzato a cavallo della prima guerra mondiale, con una composizione monumentale del prospetto ottenuta mediante l’impiego di elementi decorativi dell’architettura classica variamente assemblati. Successivamente la scuola venne ampliata con un nuovo corpo allineato su via Manzoni, su progetto dell’architetto Ettore Gilberti, che seppe conferire al proprio volume un deciso sviluppo verticale con la ripetizione sulla facciata di lesene in mattoni a faccia-vista. ... leggi Dell’attività svolta in Carnia si possono ricordare la facciata della chiesa e il campanile monumentale di Mione, frazione del comune di Ovaro, il monumento ai caduti di Ravascletto, la piazza e il monumento ai caduti di Treppo Carnico, la sistemazione del cimitero di Cercivento. Negli anni 1919-1921, M. ebbe modo di progettare e di dirigere, nella veste di direttore tecnico del consorzio delle cooperative di lavoro, numerosi gruppi autonomi di lavoratori impegnati in cantieri presenti in tutto il territorio carnico, per riparare e ricostruire manufatti stradali, ponti, strade, canali, opere di difesa dalle frane. A Cercivento di sopra costruì il primo (e forse unico) silos per foraggi della Carnia, accanto alla propria casa. Nei suoi progetti si riscontra sempre un forte legame a modelli compositivi e decorativi della tradizione classica; la sua abilità grafica si espresse, secondo Licio Damiani, «[…] in un’ampia serie di schizzi e disegni, nei quali la linea ferma e nuda si trasforma in ricamo, in arabesco, in fantastico gioco denso di motivi intrecciati, che si collocano, molto più delle distillate architetture, nel clima floreale». Non fu mai iscritto all’ordine degli architetti. Ebbe il piacere di ricevere, poco prima della morte, la croce di cavaliere della Corona d’Italia. Morì a Udine l’11 novembre 1932.

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Bibliografia

G. MEASSO, In memoria del cav. prof. Antonio Measso architetto, Monza, Tip. Sociale, 1932.

DAMIANI, Arte del Novecento I, 90-94; Architettura del Novecento nel Friuli-Venezia Giulia, Passariano (Udine), Centro regionale di catalogazione dei beni culturali di villa Manin, 1989 (Quaderno n. 20).

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