MENINI OTTAVIO (OTTAVIANO)

MENINI OTTAVIO (OTTAVIANO) (1525 - 1617)

giurista, poeta

Nacque a San Vito al Tagliamento intorno alla metà del secolo XVI da Bianchino. Compì gli studi universitari a Padova dove conseguì la laurea “in utroque iure”. Cominciò la carriera professionale con la pratica forense nella Patria del Friuli e in particolare fu frequentemente consultato dai notai di San Vito per risolvere questioni particolarmente complesse. Qui sposò Cinzia Altan di Salvarolo, da cui ebbe un figlio e due figlie. Presto si pose al servizio della Repubblica Veneta e fu nominato più volte assessore dei rettori di Terraferma. All’epoca dell’Interdetto sostenne le ragioni della Serenissima con alcuni scritti pubblicati anonimi per i quali la Repubblica lo ricompensò con uno stipendio di 150 ducati annui e in seguito ricorse a lui per un parere circa il feudo di Faedis. Il M. tuttavia fu soprattutto uomo di lettere e condivise la sua passione con gli intellettuali della sua epoca intrattenendo rapporti epistolari e scambiando versi. Concorse anche per una cattedra di umanità a Venezia e fu accolto nelle più importanti accademie letterarie. Morì il 13 marzo 1617. La produzione letteraria del M. è costituita da orazioni e composizioni poetiche, per lo più in lingua latina, scritte in onore di dogi veneziani, rettori, papi, sovrani francesi e amici; essa è in parte pubblicata nei suoi Carmina ad res potissimum Gallicas, Venetas, et Romanas pertinentia, variis temporibus scripta, eiusdem panegyricus serenissimo principi Donato […] e all’interno di diverse raccolte poetiche.

Bibliografia

ASV, Consultore in jure, 62, f. 141; ms BCU, Joppi, 164.

O. MENINI, Aquileiae in concilio provinciali quod Utini celebratum est loquentis prosopopeia, Udine, Natolini, 1597; ID., Mars vel de serenissimae Galliarum reginae felicissimo partu, Udine, Natolini, 1602; ID., Panegyricus Octavii Menini serenissimo principi Leonardo Donato et excelso senatui Veneto dictus, Venezia, Deuchino, 1607; ID., Ad Paulum V pont. max. pro Republica Veneta. Oratio, s.n.t., 1607; ID., Carmina ad res potissimum Gallicas, Venetas, et Romanas pertinentia, variis temporibus scripta, eiusdem panegyricus serenissimo principi Donato, Venezia, Deuchino, 1613.

LIRUTI, Notizie delle vite, II, 392; IV, 189-198; DI MANZANO, Cenni, 129; MARCHETTI, Friuli, 988; DBF, 516; Mille protagonisti, 293; A. ALTAN, Memorie storiche della terra di San Vito al Tagliamento, Venezia, Picotti, 1832, 84-85; G. CICONI, Udine e sua provincia, Udine, Trombetti-Murero, 18622, 349; VALENTINELLI, Bibliografia, 44, 47, 70, 324, 335; G. CESARINI, Dell’origine del castello di San Vito, Venezia, Occhi, 1771 (Nuova raccolta d’opuscoli scientifici e filologici, a cura di A. CALOGERÀ, 21) 67, 86; E. A. CICOGNA, Delle inscrizioni veneziane, Venezia, Orlandelli, II, 1827, 22, 36, 331; III, 1830, 479; IV, 1834, 427, 428, 434-435, 477, 481, 501-502, 662, 668; V, 1842, 30, 36, 49, 245, 246, 251, 254, 548-549; G. MELZI, Dizionario di opere anonime e pseudonime di scrittori italiani o come che sia aventi relazione all’Italia, Milano, Schiepatti, 1863, I, 8; II, 25, 323; E. A. CICOGNA, Saggio di bibliografia veneziana, Venezia, Merlo, 1847, no1920; F. SCADUTO, Stato e Chiesa secondo fra Paolo Sarpi e la coscienza pubblica durante l’Interdetto del 1606-1607, Firenze, Ademollo, 1885, 108, 195-196, 200; G. SORANZO, Bibliografia veneziana, Venezia, Naratovich, 1885, 85, 91, 279, 213, 282; R. ZOTTI, Pomponio Amalteo, pittore del secolo XVI. Sua vita, sue opere, suoi tempi, Udine, Del Bianco, 1905, 59, 193, 223; ID., San Vito nella storia. ... leggi Uomini e famiglie notabili, Sacile, Tip. editrice sacilese, 1926, 51-52; ID., San Vito nella storia del Friuli, Portogruaro, Castion, 1929, 186; Uomini illustri e uomini notevoli sanvitesi, «Ce fastu?», 13 (1937), 225; P. SAVIO, Per l’epistolario di Paolo Sarpi, «Aevum», 16 (1942), 6-8, 17-21, 27-28, 107, 133; ID., Il nunzio a Venezia dopo l’interdetto, «Aevum», 56-57 (1956), 61; BAMPO, Contributo quinto, 13, 22-23, 41, 50; A. FAVARO, Galileo Galilei e lo Studio di Padova, II, Padova, Antenore, 1966, 61, 80, 376; G. BENZONI, I “teologi” minori dell’interdetto, «Archivio veneto», 91 (1970), 50; A. MAGGIOLO, I soci dell’Accademia patavina dalla sua fondazione (1599), Padova, Accademia patavina di scienze lettere ed arti, 1983, 199-200; F. COLUSSI, Erasmo di Valvasone: appunti per una biografia (cronologia, epistolario, testamento), in Erasmo di Valvasone (1528-1593) e il suo tempo. Atti della giornata di studio (Valvasone, 6 novembre 1993), a cura di F. COLUSSI, Valvasone/Pordenone, Circolo culturale Erasmo di Valvason/Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 1996, 203, 205, 232, 260-261; P. RIZZOLATTI, Erasmo di Valvason e la letteratura friulana del secolo sedicesimo, ivi, 279-280, 282-283; R. NORBEDO, Appunti su un’edizione dell’Angeleida di Erasmo di Valvasone, «Lettere italiane», 60, 1 (2008), 102-115 (evidenzia anche i contatti con Paolo Sarpi, oltre a quelli con E. di Valvasone, con una ricca bibliografia).

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