METALLO GRAMMAZIO

METALLO GRAMMAZIO (1539 - 1615)

ecclesiastico, maestro di cappella, compositore

Immagine del soggetto

Frontespizio del "Secondo libro di canzoni" (Napoli 1577).

Originario di Bisaccia (Avellino), vi nacque tra il 1539 ed il 1540. Una datazione che si deduce sia dal frontespizio dei Ricercari a due voci, editi nel 1614, nel quale campeggia un suo ritratto «in aetate annorum LXXIV» sia da quanto affermato dal collega pre Romano Michieli che afferma di averlo incontrato in Venezia nel 1615, quando contava settantaquattro anni. Né è questa la sola incertezza che riguarda la lunga ed avventurosa vicenda biografica del M. di cui si riescono a recuperare slegati segmenti. Se è certo che fu prete, lo si vuole comunemente allievo, in Napoli, di Tommaso Cimello. Il 1 settembre 1577 si trovava nel paese natale e da lì dedicava a Francesco Braida «degnissimo et utilissimo padrone della città di Bisaccia dolcissima patria mia» e fresco sposo di Eleonora Salazar, il suo Secondo Libro di canzoni […] con una moresca a 3.4 voci. Dal 23 aprile 1581 al 1583 ricoprì in San Vito al Tagliamento il ruolo di maestro di cappella di quella parrocchiale «dopo haver esercitato in città d’importanza et ultimamente in Treviso», come verbalizzava il cancelliere della comunità sanvitese all’atto della triennale condotta. Le referenze in verità erano ottime: «musico eccellentissimo et di fama celebre sì per le degne opere che ha dato in luce sì per l’officio di maestro di capella». Negli ambiziosi programmi di pre G. è possibile che San Vito rappresentasse solo una tappa verso ben più prestigiosi e lucrosi incarichi. Infatti proprio da qui, nel 1582, si iscriveva al concorso bandito dal capitolo di Aquileia per la copertura del posto di maestro di cappella di quella basilica resosi vacante per la morte di Giorgio Mainerio. All’esame, al quale partecipavano pre Pandolfo Rappa (Rapa) di Mantova, fra Giovanni Clementini di Cividale del Friuli ed Alberto de Marchettanis da Udine, nonostante egli avesse presentato «nonnulos libros musicales sub suo nomine impressos et editos», gli fu preferito il Rappa. ... leggi Il M. ritornò quindi in San Vito, donde però, munito di lusinghiero benservito consiliare, si allontanava, nel maggio 1583. Dopo circa un decennio, investito dello stesso ruolo di maestro di cappella, operava nel 1594 in Bassano del Grappa. Raggiungeva quindi, in date non precisabili e passando attraverso disavventure e «perigli» di cui si hanno solamente degli accenni, Creta, la Terra Santa ed Alessandria d’Egitto, località quest’ultima dalla quale, il 15 settembre 1601, dedicava a Marcantonio Viario il suo Primo libro de motetti a tre voci con una messa. Rientrato in Italia, nel 1602 e almeno fino al 1610 ricoprì il ruolo di maestro di cappella nella chiesa di S. Marcuola in Venezia. Morì non molto dopo, nel 1615. Nessuna delle molteplici opere date alle stampe dal musico è riferibile agli anni della permanenza sanvitese. Attorno al 1600 il cameraro della fabbrica della collegiata di Udine faceva acquisto di non meglio specificati mottetti «del Metallo a 5 et 6 [voci]».

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Bibliografia

METZ, S. Vito al Tagliamento, 105-134: 121-124 (con bibliografia precedente); Metallo Grammatio, in DEUMM, V, 65 (con bibliografia); D. NUTTER, Grammatio Metallo, in NGii, XVI, 509-510 (con ulteriore bibliografia); COLUSSI, Nuovi documenti, 221-267: 227; COLUSSI, Bibliografia, 169-198: 182; Grammazio Metallo, in Genthilomeni, 406-407; COLUSSI, La compagnia strumentale, 125-262: 158; D. BRYANT, Cosa c’è di locale nelle edizioni di musica sacra di autori friulani?, ivi, 475-482: 475.

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