MORETTO GIUSEPPE

MORETTO GIUSEPPE (1540 - 1618)

pittore

Nato a Portogruaro nel 1550 circa, da Angelo, la prima testimonianza documentaria che lo riguarda è del 1570, in occasione del suo matrimonio a San Vito al Tagliamento con Quintilia Amalteo, figlia di Pomponio; la morte è da collocare attorno al 1628. Il M. si era formato proprio presso la bottega del suocero e al suo stile avrebbe fatto riferimento lungo tutta l’attività (attingendo quindi, attraverso il maestro, alla lezione del Pordenone, sulla quale innestò richiami bassaneschi), sebbene con una resa qualitativa decisamente inferiore, ereditandone in ogni modo la clientela. La produzione del M. riguarda soprattutto la Destra Tagliamento e in special modo i dintorni di San Vito al Tagliamento dove risiedeva. Qui nella chiesa di S. Rocco è conservata la sua prima opera nota, la pala firmata e datata 1571 che raffigura la Vergine con Bambino e santi; inoltre si trova la Madonna del Rosario, ora nel duomo, ma in origine nella chiesa di S. Lorenzo, realizzata in collaborazione con l’Amalteo nel 1588; nella stessa cittadina tra il 1582 e il 1595 sono attestate delle commesse affidategli dalla nobile famiglia Altan. Nel 1592 per la chiesa di S. Giovanni a San Giovanni di Casarsa licenziò la Discesa dello Spirito Santo; all’ultimo lustro del Cinquecento appartengono la Madonna in trono con santi e la Santa Trinità con i santi Michele arcangelo e Giorgio nella parrocchiale di Orcenico Superiore, la Vergine con il Bambino e i santi Giuseppe e Giovannino nella parrocchiale di S. Martino di Colle Umberto e la Madonna con Bambino e santi nella parrocchiale di S. Vidotto di Camino al Tagliamento. Agli inizi del XVII secolo si collocano le sei tele con scene della vita della Vergine per il santuario della Madonna di Cordovado e, nel duomo della stessa località, una Madonna del Rosario. Tutte opere in cui sono evidenti i cospicui debiti inventivi contratti nei confronti del suocero-maestro, senza mai riuscire a rinnovarne i modelli, ma anzi svilendoli in un’esecuzione negletta. ... leggi Al M. si devono pure ascrivere un trittico (dopo il 1573) in S. Margherita ad Arzene, l’Adorazione del Santo nome di Gesù (dopo il 1610) nella parrocchiale di Savorgnano, la pala di San Gottardo nella chiesa di S. Rocco di Morsano al Tagliamento (1623), i Santi Giuseppe, sposo della Vergine, e Antonio abate del Museo civico di Pordenone (proveniente da Gemona) e la decorazione della facciata della parrocchiale di Pradipozzo.

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Bibliografia

F. METZ - P. GOI, Giuseppe Moretto pittore, «Il Noncello», 37 (1973), 171-208 (con bibliografia precedente); G. MIES, Arte del ’500 nel Vittoriese, [s.l.], Dario De Bastiani, 1987, 84-87; D. PINNI, Vita, opere e sogni di Giuseppe Moretto pittore di Portogruaro, in Portogruaria, Portogruaro, Informa, 1995, 32-42; S. ALOISI, Contributi alla pittura friulana del Cinquecento: I - Giuseppe Moretto pittore di corte degli Altan, «Ce fastu?», 75/1 (1999), 99-115; P. GOI, Sui pittori pordenonesi del tardo Cinquecento, «Atti dell’Accademia San Marco di Pordenone», 1 (1999), 250-252, 254; ID., Le vicende d’arte, in Madonna di Cordovado, a cura di P. GOI, Cordovado, Comune di Cordovado, 2002, 131-136; F. METZ - P. GOI, ‘Pomponii Amalthaei alumnus’. Annotazioni sulla scuola sanvitese dell’Amalteo, in Pomponio Amalteo Pictor Sancti Viti 1505-1588. Catalogo della mostra (San Vito al Tagliamento, 29 settembre-17 dicembre 2006), a cura di C. FURLAN - P. CASADIO, Milano, Skira, 2006, 99-101.

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