PARTH MICHAEL

PARTH MICHAEL (1478 - ?)

scultore

Immagine del soggetto

San Floriano, particolare del Flügelaltar di Michael Parth nella chiesa di S. Biagio a Mediis di Socchieve, 1536-40.

Nato intorno al 1488, di origine e formazione bavarese o salisburghese, questo intagliatore operò in Friuli per circa un trentennio, dal 1524 al 1551, dato che conferma il grande favore con cui vennero accolti i suoi Flügelaltäre, oltre che in val Pusteria, anche nelle valli limitrofe del Cadore e della Carnia. Il P. è infatti attestato per la prima volta nel 1513 nelle liste dei pagamenti della parrocchiale di Brunico, relativamente all’esecuzione del Flügelaltar dell’altare maggiore, consegnato nel 1519 (perduto). Successivamente il suo nome compare nelle fonti locali fino al 1521 e quindi nel 1528, quando ne ottenne la cittadinanza. Le opere giovanili superstiti testimoniano il debito del maestro nei confronti di Hans Leinberger di Landshut e della cultura salisburghese e tirolese, caratterizzata da componenti tardo gotiche, ma già contaminata dagli accenti realistici della plastica primocinquecentesca. Appartengono a questo momento la Via Crucis in arenaria di Dobbiaco (1519); l’altare maggiore della chiesa parrocchiale della stessa cittadina (1520-22, solo in parte conservato); una figura di san Rocco e il Flügelaltar realizzati per la chiesa di S. Maria della Difesa a Villapiccola di Lorenzago (quest’ultimo documentato al 1523-25, ma di cui resta solo la predella); l’altare a battenti di Sauris di Sotto (1524) e numerose altre realizzazioni, reperibili sia in Pusteria (San Candido) sia in Cadore (Sappada). Il Flügelaltar di Sauris di Sotto, datato, è la prima esecuzione parthiana giunta fino ai giorni nostri in condizioni conservative discrete. ... leggi Realizzato per la chiesa di S. Osvaldo, meta di pellegrinaggio per le popolazioni delle zone limitrofe e non solo, è costituito da uno scrigno trilobato contenente le statue a tutto tondo dei santi Pietro, Paolo e Osvaldo; portelle decorate con quattro rilievi con storie della Vergine all’interno e i santi Lorenzo, Stefano, Andrea e Girolamo sulle facce esterne; predella con la Pietà e battenti decorati. Sul retro dell’ancona sono dipinti Cristo “uomo dei dolori” tra la Vergine e san Giovanni, in corrispondenza dello scrigno, e la Cacciata dei progenitori, sul dossale della predella. In quest’opera di alta qualità il P. dimostra di conoscere e rielaborare le soluzioni stilistiche diffuse dalla grafica tedesca coeva, Dürer, Schaufelein, Altdorfer e Luca di Leida, applicandole alla scultura. Le realizzazioni della maturità sono invece caratterizzate da una crescente italianizzazione, chiaramente percepibile nella prima opera documentata di questa fase: l’altare di Prato Carnico del 1534, commissionato allo scultore che si era domiciliato a Udine e valutato 300 fiorini del Reno da pagarsi in tre anni. In Friuli l’artista fu chiamato in seguito a realizzare, secondo la recente cronologia proposta da T. Perusini (2003), l’altare maggiore della chiesa filiale di S. Vincenzo a Tualis di Comeglians (1540 circa), del quale restano due sculture dello scrigno, ovvero i santi Bernardino e Vincenzo; l’altare maggiore della chiesa filiale di S. Floriano a Povolaro di Comeglians (firmato e datato 1541); l’altare laterale dell’Eucaristia nella chiesa di S. Lorenzo a Sauris di Sopra (siglato M. P. e datato 1551); l’altare laterale della chiesa di S. Giacomo a Priuso di Socchieve (1550-55 circa); l’altare maggiore della chiesa filiale di S. Biagio a Mediis di Socchieve, di datazione ancora incerta ma assegnabile probabilmente all’ultimo decennio di attività del maestro. La qualità degli intagli delle ancone citate varia notevolmente in relazione a diversi fattori, tra i quali un forte ruolo ebbero le possibilità economiche della committenza. A Prato Carnico infatti ci troviamo di fronte a un Flügelaltar ricco e accurato in ogni sua parte, con dipinti di buona qualità che contraddistinguono la facies feriale dei battenti e un repertorio interessante di ornamentazione (“Pressgravur”, “Pressbrokat”) eseguita con buoni standard di materiale, ideazione e capacità tecniche. L’altare a portelle di Povolaro invece, con scrigno trilobato su predella rettangolare, è di modeste dimensioni, privo di dorature e ricchezza materica. Simile doveva essere anche quello di Tualis, di cui restano due delle sculture principali, recentemente restaurate. Lo scrigno di Mediis, estremamente semplificato, contiene le statue della Madonna con il Bambino, san Biagio e san Floriano; le portelle sono decorate con santi a rilievo all’interno e santi dipinti all’esterno; la predella, priva di battenti, presenta un bassorilievo raffigurante Cristo nel sepolcro tra la Madonna e san Giovanni. Il piccolo altare di Priuso ha invece uno scrigno rettangolare diviso in tre settori da paraste e contiene le statue dei santi Valentino, Rocco e Sebastiano; è privo di portelle e ha una predella in cui a rilievo piano si osserva una ingenua raffigurazione dei membri della locale confraternita dei Battuti. Il Flügelaltar di Sauris di Sopra, di medie dimensioni, presenta infine l’Ultima cena intagliata nello scrigno e portelle decorate con episodi cristologici a rilievo, mentre si sono perduti gli intagli decorativi dello scrigno e parte della predella. Nelle ancone mature della Carnia, così come in quelle di Cortina e di Vigo di Cadore, si evidenzia lo sforzo del P. di dialogare con la cultura friulana e veneta: il linguaggio che ne scaturisce è tuttavia meno felice e innovativo rispetto a quello delle opere giovanili, forse anche a causa dell’intervento della bottega e del figlio Thomas. L’ultimo documento che cita lo scultore è una commissione del 1559; l’anno successivo il maestro era verosimilmente deceduto quando il figlio acquisì la sua casa di Brunico.

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Bibliografia

G. MARCHETTI, Intagli tedeschi in Carnia, «Ce fastu?», 1-2 (1942), 12-29; ID., Michele da Brunico, «Sot la Nape», 4 (1955), 3-12; MARCHETTI - NICOLETTI, Scultura lignea, 87-100; E. EGG, Eine Pustertaler Altarwerkstatt am Ende der Gotik. Michael Parth und Nikolaus von Brunevk, «Veröffentlichungen des Tiroler Landesmuseums Ferdinandeum», 42 (1962), 99-109; T. PERUSINI, Due sculture di Michele Parth a Tualis, in La scultura lignea in Friuli. Atti del simposio internazionale di studi ([Udine], 20-21 ottobre 1983), Udine, Istituto per l’enciclopedia del Friuli Venezia Giulia, 1985, 84-89; S. CASTRI - G. PERUSINI - T. PERUSINI, Il restauro del Flügelaltar di Sant’Osvaldo a Sauris di Sotto e l’attività di Michael Parth in Friuli, in Michael Pacher e la sua cerchia. Un artista tirolese nell’Europa del Quattrocento. Atti del convegno (Brunico, 24-26 settembre 1998), Bolzano-Lana, Cooperativa editoriale Athesia, 1999, 173-188; S. CASTRI, Botteghe sudtirolesi attive nei domini della Serenissima: un bilancio delle ricerche in corso, in La scultura lignea nell’arco alpino. Storia, stili e tecniche. Atti del convegno internazionale di studi (Udine, 21 novembre 1997 - Tolmezzo, 22 novembre 1997), a cura di G. PERUSINI, Udine, Forum, 1999, 133-152; S. CASTRI, Il Flügelaltar della chiesa di San Floriano di Povolaro, in Comeglians. Catalogo dei beni culturali, a cura di M. VILLOTTA, 2001 (Quaderni del Centro regionale di catalogazione dei beni culturali, 29), Udine, AGF, 253-258; T. PERUSINI, L’attività di Michael Parth nella diocesi patriarcale di Aquileia, «Vultus Ecclesiae», 4 (2003), 15-59; ID., schede n. 70, 71, 72a, 72b, 73, 74, 75, in A nord di Venezia, 354-369.

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