PASCOLO ETELREDO

PASCOLO ETELREDO (1898 - 1991)

friulanista, commercialista, politico

Immagine del soggetto

Etelredo Pascolo nel 1971, fotografia di Gianfranco Ellero.

Nacque nel 1898 a Variano, in comune di Basiliano (Udine), dove, dal 1920 al 1923, fu giovane sindaco, finché i fascisti non lo obbligarono ad abbandonare l’incarico (nel 1941, dopo cinque mesi di carcere, venne confinato in Abruzzo, fino all’armistizio del 1943). La passione per le battaglie politiche, spesa tutta nei movimenti di tutela e valorizzazione della cultura friulana, dei quali fu notevole animatore, guidò la sua lunga esistenza. Si spense a Udine nel 1991, ultranovantenne, eppure ancora in prima linea nella difesa delle minoranze etniche e linguistiche. Diplomato ragioniere, esercitò la professione di commercialista (divenne presidente, poi onorario, del collegio dei ragionieri della provincia). Nel 1962 fu tra i fondatori dell’associazione culturale Int Furlane [Gente friulana] e nel 1966 della Unione federalista delle comunità etniche europee (UFCE), di cui sarebbe stato anche vicepresidente. Nello stesso anno promosse insieme ad altri la nascita del Moviment Friûl [Movimento Friuli] e fu redattore del mensile «Int furlane», che uscì dal 1963 al 1987. Dagli anni Ottanta fece parte anche dell’Union scritôrs furlans [Unione scrittori friulani], con ingresso nel comitato direttivo. Furono frangenti cruciali, dalla rivendicazione di un riconoscimento politico-linguistico al sostegno alla cultura e alla scrittura in friulano. Tra le tante iniziative, «Int furlane» ebbe un suo ruolo e una sua posizione, e dal 1971 promosse la pubblicazione del Messâl furlan e di libri religiosi e storici (Il Vanseli [Il Vangelo]; I faz, lis letaris dai apuestui e l’Apocalisse [I fatti, le lettere degli apostoli e l’Apocalisse]; Gjudite [Giuditta]; Rut – Ester [Ruth, Ester]; I faz dai Macabeos [I fatti dei Maccabei]; Ristret di storie da l’art furlane [Compendio di storia dell’arte friulana]). Come presidente di Int Furlane e vicepresidente della UFCE, P. partecipò in tutta Europa a numerosi incontri e convegni sul tema delle minoranze, ma il suo maggiore contributo venne espresso il 15 maggio 1984 presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo, con un discorso a favore della Carta delle lingue minoritarie. Il suo impegno e la chiarezza delle motivazioni, unitamente alla tempra di friulano radicato nella propria terra, tenace e coerente, sono palesi in tanti interventi, così come la propensione alla difesa di un patrimonio culturale e linguistico minacciato da ogni lato dalla società contemporanea.

Bibliografia

Varianum, «La Panarie», 3/15 (maggio-giugno 1926), 191-196; Bressa al suo parroco don Francesco Lucis nel 25° di sacerdozio, Udine, AGF, 1937; Storia del collegio dei ragionieri del Friuli nell’ordinamento legale italiano della professione, Udine, Collegio dei ragionieri del Friuli, 19872.

DBF, 599; Mezzo secolo di cultura, 197; D’ARONCO, Nuova antologia, III, 523; F. ULLIANA, Tornare con la gente. Clero e identità friulana, Udine, Il campo, 1982; G. D’ARONCO, Friuli regione mai nata. 20 anni di lotta per l’autonomia. 1945-1964, Tricesimo, Clape culturâl furlane Hermes di Colorêd, 1983; R. BALZAN, E. P.: une vite pal Friûl, «La Vita Cattolica», 25 maggio 1991; A. DI SPERE, E. P.: une lungje vite pal Friûl, «Gnovis pagjinis furlanis», 9 (1991), 62-63; M. BLASONI, Uno dei primi autonomisti, «MV», 1° novembre 1998.

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