PIGANI GIOVANNI

PIGANI GIOVANNI (1892 - 1965)

ecclesiastico, musicista, insegnante

Immagine del soggetto

Il musicista Giovanni Pigani.

Compositore e didatta, nacque a Zompitta di Reana del Rojale (Udine) il 22 agosto 1892. Studiò musica dapprima con lo zio don Valentino, quindi con don Ubaldo Placereani, maestro di cappella del duomo di Udine. Diplomatosi in organo e in canto corale a Bologna sotto la guida di Guglielmo Mattioli, nel 1923 divenne socio dell’Accademia filarmonica. Concluse a Trieste, al Conservatorio Giuseppe Verdi, gli studi di composizione con Antonio Illersberg nel 1930. Ordinato sacerdote, dal 1919 fu cooperatore e organista alla B. V. delle Grazie di Udine e, dal 1924 al 1959, assistente spirituale della Casa di invalidità e vecchiaia di Udine; non ottenne, come avrebbe desiderato, la cura parrocchiale. Nel 1924 assunse l’incarico di organista e maestro di cappella del duomo di Udine; insegnò canto in collegi e istituti scolastici cattolici (Tomadini, Magistrale arcivescovile, Seminario diocesano); fu a lungo membro e presidente della Commissione diocesana per la musica sacra. Docente di armonia contrappunto fuga e composizione, organo e composizione organistica, fu infine direttore dell’allora Istituto musicale Iacopo Tomadini di Udine dal 1950 al 1961; morì il 29 agosto 1965. Rinunciò a diversi incarichi in altre sedi (Loreto come successore di Tebaldini, Pompei, Cagliari) per rimanere «punto di riferimento e guida» in Friuli per compositori e organisti delle generazioni successive, come disse di lui mons. Albino Perosa. Nel solco della tradizione friulana di riforma della musica sacra, inaugurata da Giovanni B. Candotti e da Tomadini, si preoccupò di dare rilievo al testo, sostenendo che «la vera devozione da se stessa produce il canto, ed il canto eccita la devozione, e questo reciproco influsso accresce il valore dell’uno e dell’altra». Le sue opere, un’ottantina a quel che consta dal catalogo, sono per la maggior parte brani a destinazione liturgica, dal 1930 editi da Carrara di Bergamo, ma anche da Zanibon di Padova e da Musica Sacra di Milano. ... leggi Comprendono messe, una messa da requiem, inni, salmi, mottetti, a voci pari o miste e organo, su testi latini, più raramente su testi italiani; questa scelta, obbligata fino a quel momento, decretò il loro oblio subito dopo il Concilio Vaticano II. Altre composizioni devote rivestono carattere occasionale e sono destinate ad associazioni e istituti (Circolo femminile cattolico di S. Quirino e del santuario della B. V. delle Grazie, Istituto Blanchini di Udine, oratorio Don Bosco di Pordenone, santuario di Ribis di Reana del Rojale) o dedicate a ricorrenze e personalità (beata Elena Valentinis, beato Odorico da Pordenone, per il cinquantennio di sacerdozio di mons. Pellizzo). I lavori strumentali sono rari e raggiungono poche unità: il poema sinfonico Trittico pasquale del 1936, una sonata per violino e pianoforte, alcuni brani per organo.

Chiudi

Bibliografia

DBF, 638; DEUMM, 6 (1988), 16; M.F. SARTORELL I, Giovanni Pigani. Il sacerdote, l’insegnante, l’artista, «Quaderni della FACE», 26 (1964), 2-4; MARCHETTI, Friuli, 1001; PRESSACCO, Musica, 2031, 2034, 2037; Giovanni Pigani (1892-1965). Catalogo delle opere, a cura di O. CONTARDO, con Appendice a cura di N. Drusin, Reana del Rojale, Cassa rurale ed artigiana, 1985; G. N. VESSIA - M. ROSSI, Le firme dell’organo. Compositori e repertorio organistico del ’900 italiano, Bergamo, Carrara, 2003, 322-323; NASSIMBENI, Gorizia.

Nessun commento

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *