PORCIA (DI) GIOVANNI FERDINANDO

PORCIA (DI) GIOVANNI FERDINANDO (1605 - 1665)

consigliere imperiale

Nacque nel 1605 a Venezia da Giovanni Sforza, maggiordomo maggiore dell’imperatore Ferdinando II, nonché capitano della contea di Gorizia. Fu educato alla corte asburgica, assieme al giovane principe e futuro imperatore Ferdinando III che in seguito, salito al trono, nel 1652 lo nominò precettore del secondogenito arciduca Leopoldo. Quando quest’ultimo divenne imperatore, nel 1658, non fu da meno nel ricompensare la fedeltà del P. alla casa d’Austria, conferendogli l’onore prima del “Toson d’oro”, antica e prestigiosa carica cavalleresca prima, e l’ancor più illustre titolo di principe poi, con il diritto di trasmetterlo ai suoi eredi. Non possedendo il neo eletto principe una proprietà terriera adeguata al suo nuovo ruolo, acquistò il 30 aprile 1662, per 370.000, fiorini l’antica contea di Ortenburg, fissando la sua residenza nel castello di Spittal. Avendo sposato in prime nozze la contessa Anna Elisabetta di Auersperg, appartenente a nobile e influente famiglia della Carinzia, il P. si risposò successivamente con la contessa Maria Caterina Altan ed in terze nozze con Beatrice de Kzaczan. Per i cinquant’anni durante i quali rimase sul trono l’imperatore Leopoldo, periodo denso di avvenimenti e guerre che sconvolsero l’Europa, come l’invasione dei Turchi, la guerra dei trent’anni, la minaccia del protestantesimo, il P. fu costantemente suo abile e saggio consigliere, riuscendo a destreggiarsi anche nelle situazioni più critiche. Per i suoi fedeli servigi fu generosamente ricompensato, ricevendo molti diritti imperiali, tra cui quello di coniare moneta e di erigere zecche, di nominare maestri, tutori e notai all’interno dei propri possedimenti. Oltre a questi privilegi, i Porcia avrebbero poi potuto godere dell’onore di creare nuovi nobili, elevando a loro discrezione e con pompa magna semplici borghesi allo stato nobiliare. ... leggi Essendo inoltre comune alle posizioni di prestigio manifestare insegne visibili della propria nobiltà, l’imperatore Leopoldo concesse pure al P. e ai suoi discendenti il diritto di usare il tamburo dell’armata, in ogni occasione in cui servisse all’onore e prestigio della casata. Ma l’elenco delle concessioni cesaree è assai nutrito, comprendendo anche il privilegio di poter concedere stemmi ai borghesi, affrancare i servi, stabilirsi in tutte le città del regno secondo il proprio desiderio rimanendo esenti dalle tasse ivi in uso. Altro privilegio straordinario era la protezione garantita dell’imperatore con il “salvaguardia”, l’aquila imperiale che veniva esposta in tutte le residenze e possedimenti durante lo stato di guerra o di rivolta. G. F., primo principe della famiglia friulana, morì a Vienna nel 1665 all’età di sessant’anni e nel periodo burrascoso che seguì nella storia dell’Austria, l’imperatore Leopoldo rimpianse molto il suo antico consigliere, pur trovando appoggio in validi generali e in altri abili diplomatici, primo fra tutti Marco d’Aviano.

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Bibliografia

A. DE PELLEGRINI, Genti d’arme della Repubblica di Venezia: i condottieri Porcia e Brugnera, 1495-1797, Udine, Del Bianco, 1915; Personaggi illustri nel castello di Porcia e suo territorio, Pordenone, Cosarini, 1924; A. BENEDETTI, Giovanni Ferdinando, conte di Porcia e Brugnera principe del S. R. I., «Il Noncello», 31 (1970), 3-40; I Porcia: avogari del vescovo di Ceneda, condottieri della Serenissima, principi dell’Impero. Atti del convegno (Vittorio Veneto, 9 aprile 1994), Vittorio Veneto, Circolo Vittoriese di Ricerche Storiche/Ed. Grafiche De Bastiani, 1994; Mille protagonisti, 374.

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