PUPPINI CLAUDIO

PUPPINI CLAUDIO (1941 - 1999)

architetto, storico

Immagine del soggetto

L'architetto Claudio Puppini.

Immagine del soggetto

Volta della piazzetta interna nel complesso direzionale della Comunità  montana della Carnia a Tolmezzo, progettata da Claudio Puppini nei primi anni Ottanta del Novecento.

Nacque il 3 settembre 1941 a Tolmezzo da Maria Marzona di Verzegnis e Serafino, un bravo artigiano originario di Cavazzo, con laboratorio in un antico edificio di borgo S. Caterina. Frequentò il liceo scientifico nella città natale, mostrando grandi interessi per le arti classiche, storia e letteratura, recitazione e musica, disegno e pittura, e si iscrisse poi all’Istituto universitario di architettura di Venezia, seguendo gli insegnamenti di due grandi maestri dell’architettura italiana, Ignazio Gardella e Carlo Scarpa. Si laureò nel 1969 con una tesi sul paesaggio e sugli insediamenti della Carnia, dedicando attenzione alla chiesa matrice di S. Pietro. Iniziò a insegnare costruzioni edili all’Istituto tecnico Malignani, nella sede tolmezzina, muovendo i primi passi nella libera professione dapprima nello studio dell’architetto Tiziano Della Marta (con il quale collaborò nella stesura del programma di fabbricazione del comune di Cavazzo Carnico), e poi aprendo un proprio studio di progettazione. Nel 1970 venne eletto consigliere del comune di Tolmezzo nelle file del Partito comunista italiano; oltre alla passione per l’impegno politico, di P. si ricorda la capacità oratoria: in una seduta consiliare parlò interrottamente per quasi quattro ore, argomentando sulla città di Tolmezzo e sulla Carnia nel contesto regionale e nazionale. Coltivò sempre l’interesse per la ricerca sugli avvenimenti che coinvolsero – nel corso dei secoli – Tolmezzo e il territorio carnico, dando alle stampe, nel 1996, il volume: Tolmezzo. Storia e cronache di una città murata e della Contrada di Cargna. Dalle origini al XVII secolo. Primo lavoro organico sulla storia di Tolmezzo e della Carnia, era il risultato di oltre sette anni di ricerche in archivi e di una attenta lettura di documenti, mai prima esaminati. ... leggi Non riuscì a vedere conclusa la parte seconda di quell’opera, Il Settecento, la cui pubblicazione, postuma, è stata curata dagli amici Giorgio Ferigo e Claudio Lorenzini che hanno lavorato, riordinandoli e completandoli, sui materiali raccolti da P. La sua attività professionale è ricca di progettazioni edilizie localizzate perlopiù nel territorio carnico: il condominio Quadrato a Tolmezzo (1975), che riprende la tipologia delle “case di ringhiera” e colloca gli accessi agli alloggi al centro del fabbricato e le stanze tutte all’esterno sui quattro lati del complesso edilizio; il complesso residenziale per vacanze Bellavista a Ravascletto (1980-1987), che riprende e interpreta varie regole compositive e costruttive dell’edilizia tradizionale locale; il centro direzionale di Tolmezzo (1986-1987), con una piazzetta interna – che “rompe” il grande parallelepipedo imposto dal piano particolareggiato – aperta in alto da un lucernaio a sezione troncoconica, che illumina i ballatoi distributivi di ogni singolo piano; i complessi IACP a Ovaro (1980-1982) e a Bordano (1983), realizzati con i finanziamenti della ricostruzione dei paesi terremotati per l’edilizia economica e sociale; l’articolato lungoroggia di Tolmezzo (1984-1988); il complesso commerciale e direzionale “Nostalgia”, sempre a Tolmezzo (1989-1992). In generale questi progetti rincorrono – in maniera diretta o mediata – la “nostalgia” di espressioni architettoniche e artistiche care al progettista, interpretando con le forme della contemporaneità e le geometrie classiche brani compositivi presi in prestito dai maestri dell’architettura storica e dalla tradizione costruttiva locale. L’architetto affrontò più volte nella sua attività professionale temi a carattere religioso. Inizialmente, nella tesi di laurea; poi con la ricostruzione della chiesa di S. Valentino a Somplago (1984-1988, consacrata nel 1992), che riservò non poche preoccupazioni al progettista, costretto a un percorso creativo sofferto, con la elaborazione di tre progetti di massima: il primo ispirato alle forme di Alvar Aalto, il secondo alla poetica di Le Corbusier, per approdare – nel terzo – a una composizione di impianto tradizionale e un uso accorto dei materiali tipici del luogo, che fece dire a P. poco tempo prima della fine dei lavori: «la chiesa di San Valentino, così come ci appare oggi ancora incompleta, dà l’impressione di aver sempre fatto parte del luogo: e questo, ritengo, può essere per la popolazione, ma anche per l’architetto, un buon risultato!» (Puppini, 2002, 41); infine, con il centro ecumenico Polse di Côugnes (ultimo suo lavoro del 1997-2000, che ha visto poi altri tecnici intervenire nel completamento del progetto e nella direzione dei lavori), il cui nome ricorda il luogo di sosta o di riposo (“polse” in friulano) dove gli abitanti di Fielis (piccola località del comune di Zuglio) interrompevano il faticoso trasporto dei defunti dalla pieve al cimitero, nel quale progettò e diresse i lavori di costruzione della cappella ed elaborò il progetto di massima del centro. P. morì a Tolmezzo il 13 giugno 1999, dopo una breve, ma inesorabile malattia.

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Bibliografia

C. PUPPINI, Architetti friulani, Pordenone, Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 1989; G. ELLERO - C. PUPPINI, Case in Carnia e nell’Alto Friuli, Udine, AGF, 1993; C. PUPPINI, Tolmezzo. Storia e cronache di una città murata e della Contrada di Cargna. I. Dalle origini al XVII secolo, Udine, CO.EL., 1996; II. Il Settecento, a cura di G. FERIGO - C. LORENZINI, Udine, CO.EL., 2001; C. PUPPINI, La chiesa di San Valentino a Somplago, Gemona del Friuli, Rosso grafica & stampa, 2002.

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