RINUCCIO DA PIACENZA

RINUCCIO DA PIACENZA

giurista, docente

La città di Cividale al tempo del patriarca Raimondo della Torre nel 1294 in un clima di ansiosa apertura culturale chiamava un gruppo di giuristi a insegnare diritto nelle scuole pubbliche. Il progetto denunciava chiaramente la preoccupazione d’irrobustire il nucleo di docenti che con l’autorevolezza della loro dottrina convogliassero verso il centro forogiuliese la futura classe dirigente a supporto sia della burocrazia cittadina sia della diplomazia nei rapporti con il patriarca. Tra i maestri a Cividale riuniti si trovò R. da P., uno dei tanti padani qua convenuti anche con il favore dei Torriani e di Raimondo in particolare. Circa la politica della città nei riguardi di quest’ultimo giova ricordare che solo nel 1291, per esempio, costui aveva chiesto ai Cividalesi di far chiarire le funzioni dell’avvocato della loro città, affidando l’incarico al decano, che aveva risposto dopo aver interrogato parecchie persone (“interrogatis pluribus”). E solo qualche mese più tardi si era dovuto discutere con i camerari patriarcali per pignorazioni su taluni cittadini avvertite come illegali. Su ordine ancora di Raimondo nei chiarimenti su norme statutarie del 1292 erano intervenuti due canonici rappresentanti del capitolo, sei consiglieri del comune nonché l’avvocato della città con i suoi giudici per collazionare e sistemare ordinamenti relativi alla vendita di generi alimentari. Cividale quindi avvertiva la necessità di disporre di uomini di legge esperti e capaci di affrontare questioni giuridiche di vario impegno e di dettare nelle scuole con larga competenza in una città che sicuramente a quel tempo concentrava gl’intellettuali più famosi del patriarcato. Di questo personaggio tuttavia finora non si sono trovate altre tracce oltre alla notizia dell’ingaggio. Un Rinuccio, privo però di qualsiasi titolo, indicato soltanto per il borgo di residenza (S. Domenico) è segnalato come defunto il 14 maggio 1321 nel Libro degli anniversari dei domenicani cividalesi. Non sarebbe però fuori luogo intravedere un rapporto fra un giurista e un ordine che notoriamente cercava legami con gli intellettuali.

Bibliografia

BIANCHI, Documenta, n° 610, 182-184; n° 612, 185; n° 617, 186.

GRION, Guida, I, 278-279; SCALON, Libri, 39; SCALON, Libri degli anniversari, 129, 609, 979.

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