SAMASSA GIOVANNI GIACOMO

SAMASSA GIOVANNI GIACOMO (1744 - 1803)

fonditore di campane

Immagine del soggetto

Ritratto anonimo di Giovanni Giacomo Samassa, olio su tela (Lubiana, Narodna galerija).

La famiglia Samassa che durante i secoli XVIII e XIX creò l’impianto industriale più famoso per la fonderia di campane e di ferro esistente a Lubiana, proveniva da Forni Avoltri. Una piccola e buona officina artigianale che iniziò l’attività nel 1729, divenne una delle più importanti fabbriche di tipo industriale. Fu con G.G. S. (17441803) che alla prevalente attività di fonderia di campane si aggiunse la produzione di diversi articoli per grosse compagnie. Dal 1767 la famiglia fuse settemiladuecento campane per un peso complessivo di 2800 tonnellate di bronzo. Sebbene fossero stati forgiati tanti modelli, la fabbrica rimase a lungo a livello artigianale. La manifattura delle campane richiedeva tecniche di abilità manuale che non si coniugavano con una produzione di massa, così l’industria rimase sempre legata alla alta qualità del prodotto: poiché suonare era la funzione principale delle campane, il loro valore era commisurato alla loro armonia e alla purezza del suono. Le decorazioni erano di secondaria importanza. G.G. S. aveva quindici anni quando iniziò un apprendistato presso una fonderia di campane a Graz. Qui dimostrò subito il suo talento, tanto che il suo datore di lavoro si dichiarò compiaciuto per la sua diligenza e bravura. La sua formazione migliorò ulteriormente con studi nell’arte del disegno e dello spegnimento degli incendi. Per completare il suo apprendistato egli viaggiò, come era costume, per fare esperienza pratica. Lavorò per anni in fonderie di campane a Passau, Straubing, Munich, Salisburgo, Innsbruck, Brixen e Bolzano. Nel 1767 ritornò a Lubiana e si fece carico della gestione della fonderia di campane su una collina, nei pressi della porta di Karlovska. Nello stesso anno fondò la compagnia Samassa e non si limitò a fondere campane, ma si occupò di meccanica e di piccole invenzioni. ... leggi Grazie alle sue versatili attività si guadagnò rapidamente una posizione rispettabile nella società di Lubiana. Fu per venti anni presidente della società dei fucilieri. Fu anche il capitano del club dei cacciatori e, grazie al suo talento musicale, fu anche un componente della locale filarmonica. Oltre che di campane egli si occupò della manifattura di autopompe, installò macchinari nelle miniere di Idria per la raccolta dell’acqua e per l’estrazione dei minerali. Il 19 agosto 1797 il giornale «Jahrbucher fur Berg und Hüttenkunde» pubblicò un esteso rapporto sulla sua invenzione di una lega per saldature. Inventò anche uno speciale macchinario che venne usato per migliorare la tenuta delle tubature di piombo. Un mese prima di morire assicurò la continuità della industria che aveva creato. Infatti nel mese di luglio 1803 fece un contratto con sua moglie e suo figlio Vicenč che all’epoca era un assistente fonditore. Quell’accordo attestava che sua moglie, fino alla morte, avrebbe tenuto i diritti della fonderia e che avrebbe agito come direttore generale con l’aiuto del figlio come capo operaio. I diritti della fonderia, la fabbrica, gli attrezzi e anche la casa di famiglia e tutti gli annessi sarebbero stati ereditati dal figlio, alla morte della madre.

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Bibliografia

A. SAMASSA, Zur Erinnerung an den Verewigten, Ljubljana, 1883; M. SAMASSA, Kzgodovini zvonartsava v Ljubljani Kronika, Ljubljana, 1934.

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