SCALA GIOVANNI

SCALA GIOVANNI

ingegnere militare

È autore di un fortunato trattato di geometria ed ingegneria militare con indicazioni tecniche molto utili per le operazioni di misurazione e rilievo. In esso sono rappresentati con cura e con istruzioni adeguate, molti strumenti del disegno tecnico e della topografia, riservando una particolare attenzione all’uso dello squadro. Il manuale viene stampato a Roma alla fine del Cinquecento con diverse edizioni anche nel secolo successivo che testimoniano l’interesse e la validità del testo. Esemplari in originale si trovano nella capitale, a Bologna, a Milano, a Firenze, a Torino e a Parigi. Nel frontespizio dell’edizione del 1691 si afferma con ragione che dallo scritto «…con facilità si possono apprendere tutte le cose che al buon geometra appartengono…». Secondo G. Costantini anche la tiratura settecentesca (1772) ad opera di Carlo Lusi mercante di stampe, ebbe buona diffusione. La stessa fonte precisa che la pubblicazione a stampa è preceduta di qualche anno da un codice autografo richiamante nel titolo la provenienza geografica dell’autore, che si dichiara «mathematico della patria del Friuli». Il testo dello scritto (che viene riportato per esteso dal Costantini) recita Della fortificazione di fabrica dei Moderni Recinti, ove con varie et diverse inventioni di beloardi etc. di Giovanni Scala mathematico della patria del Friuli in Roma l’anno 1593. Questa unica nota dello S. è il documento su cui si incentra la sua appartenenza agli uomini illustri del Friuli. Non sono infatti ad oggi disponibili altre notizie biografiche su di lui, e la conoscenza della sua figura è affidata interamente all’analisi comparativa della sua opera. La dicitura «mathematico della patria del Friuli» non viene ripetuta nelle successive edizioni a stampa, che recano un titolo diverso, inclusivo del contributo del matematico Giovanni Pomodoro. Geometria prattica è la denominazione con cui il testo è più conosciuto: la seconda edizione del 1603 nel titolo recita: Geometria prattica dichiarata da Giovanni Scala sopra le tavole dell’ecc. ... leggite mathematico Giovanni Pomodoro tratte d’Euclide et altri autori: opera per generali da guerra, capitani, architetti, bombardieri e ingegnieri cosmografi, non che per ordinarii professori di misure. Novamente ristampato, in Roma, appresso Giovanni Martinelli, 1603. Lo Scala dovette temere possibili critiche o accuse di plagio ed in questa ristampa dichiara di aver integrato il testo di geometria del matematico Giovanni Pomodoro arricchendolo di illustrazioni esplicative, e specifica con scrupolo quali parti siano di suo pugno e quali siano dovute al Pomodoro. Nella riedizione del 1691, per i tipi di M. G. Rossi di Roma, Giovanni Pomodoro vien detto «Venetiano», di lui non si conoscono altre informazioni biografiche, né altre opere stampate. Resta comunque il fatto che la parte più interessante dell’opera, è costituita dalle illustrazioni dello S. che ci descrivono in modo puntuale gli strumenti del disegno e le tecniche di rilevamento topografico in uso alla fine del Cinquecento in Italia. A questa specificità è dovuta la discreta notorietà di cui il manuale gode fra gli storici della rappresentazione architettonica. Per completezza si riporta la descrizione dell’opera tracciata da Pietro Riccardi nei suoi Cenni di storia della geodesia: «Vi troviamo nella prima [tavola] stupendamente rappresentati gli strumenti grafici, archipenduli, righe, squadre e compassi, la squadra zoppa con la bussola nell’asse del pernio, il quadrante geometrico e lo squadro agrimensorio, coll’aggiunta di un traguardo superiore. Le successive tavole fino alla ventiquattresima contengono le figure relative alle definizioni e costruzioni geometriche elementari, alle determinazioni delle linee e delle aree rettilinee ed alla loro divisione. Le figure relative alla determinazione delle aree terminate da contorni curvilinei sono contenute nelle cinque tavole successive e nella trentesima quelle relative alla misurazione dei volumi. Altre undici tavole contengono le figure esplicative della più completa esposizione degl’usi dello squadro agrimensorio al rilevamento delle aree e delle distanze accessibili ed inaccessibili, quale oggi non si potrebbe meglio dichiarare. Solo nella quarantesima tavola è indicato il modo di rilevamento topografico relativo all’uso della squadra zoppa fornita di bussola e nelle tre ultime i consueti problemi di lungimetria e di altimetria col mezzo del quadrato geometrico, delle aste degli specchi e dell’ombra proiettata dalle parti superiori degli edifizi. Le sei [sic] tavole aggiunte dallo Scala contengono alcune costruzioni di geometria piana ed una specie di trattatello di stereometria applicata particolarmente alla determinazione dei volumi delle diverse parti dei fabbricati.»

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Bibliografia

G. COSTANTINI, Friulani poco noti o dimenticati, Udine, Del Bianco, 1904, 15-28; D. ZANVERDIANI, La geometria pratica, La prospettiva pratica, in C. BALISTRERI TRINCANATO - P. PIZZATI - D. ZANVERDIANI, Dalla geometria euclidea al rilievo architettonico, Mestre-Venezia, CETID, 2000; Il compasso di Fabrizio Mordente Per la storia del compasso di proporzione […], a cura di F. CAMEROTA, Firenze, Olschki, 2000; F. CAMEROTA, La prospettiva del Rinascimento. Arte, architettura, scienza, Milano, Electa, 2006.

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