SIMONETTO ANGELO (1906-1961)

SIMONETTO ANGELO (1906-1961)

ceramista, pittore

Immagine del soggetto

Angelo Simonetto, biscottiera di forma sferica in terraglia modellata a colaggio. Decoro all'aerografo in smalto marrone raffigurante motivi geometrici e gazzelle. Manico in vimini. Galvani Pordenone, (1935/40).

 

Nacque a Venezia nel 1906, figlio di Adamo, ceramista. Frequentò l’Istituto d’arte e l’Accademia di belle arti di Venezia e appena diplomato fondò a Ponte di Brenta, in provincia di Padova, una piccola manifattura ceramica in società con il socio ceramista Squercina, attiva lungo gli anni Venti. Conobbe a Venezia Enrico Galvani titolare dell’omonima manifattura di terraglie fondata nel 1811 a Pordenone che lo invitò nel 1930 ad assumere l’incarico di direttore “artistico” della Galvani, fino ad allora nota per una produzione di tipo tradizionale con prevalenza di decoro floreale e a trasporto, su pattern inglesi e popolari veneti, ma all’epoca in difficoltà anche a seguito della crisi del 1929. S. impresse una svolta alla produzione, accelerando il processo di modernizzazione delle forme e dei decori già avviato all’interno della fabbrica grazie alla presenza di artisti come Leo Leoncini, e convertendo la tradizionale produzione di carattere popolare in soluzioni decorative Art Déco (linearismo, linea spezzata, triangoli e figure di cerbiatto) e quindi Novecento (sintesi volumetriche, tematiche rurali, case-cubo), di fatto facendo transitare il cosiddetto stile “rustico antico” in“ rustico moderno”, sotto l’influsso dei maggiori progettisti dell’epoca, quali Gio Ponti e Guido Andlovitz. I  suoi repertori decorativi all’insegna della sintesi e del dinamismo, si avvalevano di spunti tratti dal secondo futurismo, celebrando lo sport, il volo, ma anche la ruralità (serie delle quattro stagioni) e rielaborando temi della ceramica antica e orientale. ... leggi Vennero introdotte  nuove volumetrie geometriche e squadrate con il “colaggio” degli impasti entro forme prefabbricate, e nel processo di meccanizzazione seriale da lui avviato, decisiva fu l’introduzione nella fabbrica di un nuovo reparto con decorazione ad aerografo e l’impiego della mascherina, per prodotti di perfetta esecuzione tecnica destinati al nuovo gusto borghese. Sotto la sua direzione la Galvani collaborò con vari artisti tra cui un giovanissimo Armando Pizzinato, ma soprattutto con Anselmo Bucci, Ruffo Giuntini, e si ampliarono le partecipazioni alle mostre d’arte regionali ma soprattutto alle Triennali di Monza e di Milano, fino alla Biennale di Venezia dove nel 1942, nel padiglione Venezia, la Galvani presentò una serie di vasi, piatti e coppe dalle forme affilatissime in smalti monocromi opera di S. Come scultore S. espose  una Testa di fanciulla in ceramica alla II Mostra d’arte della sezione di Udine del Sindacato fascista belle arti della Venezia Giulia (1934) nel cui contesto erano anche presenti le ceramiche della ditta Galvani di Pordenone, ed occasionalmente fu anche attivo anche come cartellonista, disegnando nel 1937 la locandina pubblicitaria per il Concorso ippico nazionale di Pordenone, presso le Arti grafiche Pordenone, ora nella Collezione Salce a Treviso. Morì a Pordenone il 24 febbraio 1961.

 

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Bibliografia

La Ceramica Galvani tra le due guerre. Forme e decori di Ruffo Giuntini, Angelo Simonetto. Con un saggio di Micaela Bortolotto, a cura di G. GANZER, N. STRINGA, Pordenone 1996; N. STRINGA, La Manifattura Galvani tra le due guerre, «Ceramica Antica», 60 (1996), 20-25; La Ceramica Galvani di Pordenone, a cura di A. ROSA, Pordenone 2004; I. REALE, V. SOGARO,  La collezione Galvani del Museo Civico d’Arte di Pordenone,  in Ceramica ed arti decorative del ‘900, a cura di G. ERBACCI, et Al., Verona,  Ed. Artifices, 2017, 59-78.

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