SIRI AMBROGIO

SIRI AMBROGIO

domenicano, organaro

Frate domenicano ed organaro originario di Firenze, risiedeva già nel 1567 in Udine, dopo un soggiorno padovano, nel convento di S. Pietro Martire. Il 14 giugno di quell’anno proponeva al consiglio cittadino, per 200 scudi e 50 ducati, di costruire uno strumento per la collegiata cittadina, «unisono» con il dirimpettaio di recente redazione, mediante il recupero del somiere e di altri materiali del vecchio. Per il nuovo organo egli immaginava un impianto sonoro assicurato dai registri: Tenori, Ottava, Quintadecima, Vigesimaseconda, Vigesimasesta, Vigesimanona, Flauto in Quintadecima, Tromboni e Flauto in Duodecima «detto voce humana, che [con i Tromboni] son cose nuove, et armoniose, né sono in uso in queste bande». Ottenuta la sospirata autorizzazione, l’organaro iniziava il lavoro alla cui ultimazione, nell’agosto del 1568, mancava solamente la fattura di «tre canne grosse e dieci tromboni di stagno». Nel 1570 il consiglio della comunità, prendendo atto di come il religioso, che si era spostato da Padova, avesse provveduto al decoroso funzionamento degli organi, lo gratificò di 5 ducati e lo incaricò della manutenzione ordinaria e straordinaria di entrambi gli strumenti della chiesa. Nell’estate del 1570, si recò a Treviso per provvedere al restauro dell’organo della chiesa di S. Nicolò con l’aggiunta, previo ampliamento del somiere, dei registri della Decimanona e della Vigesimasesta.

Bibliografia

G. D’ALESSI, L’organo di S. Nicolò di Treviso. Spigolature d’archivio, «Canentes Domino in organis», numero unico, Treviso, 1933, 7; VALE, Organo, 40-41, 88-94; LUNELLI, Studi, 221; PARONI - BARBINA, Arte organaria, 26, 92; STELLA - FORMENTINI, Valvasone, 64; SARTOR, Treviso, 5, 21-22.

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