STECCATI RENATA

STECCATI RENATA (1903 - 2000)

insegnante, studiosa di tradizioni popolari

Immagine del soggetto

L'insegnante Renata Steccati (collezione privata).

Nacque a Tricesimo (Udine) il 24 luglio 1903. Conseguì l’istruzione media presso l’Istituto magistrale di Piacenza e sostenne gli esami di stato all’Istituto magistrale di Parma nel luglio del 1924. Divenne insegnante di ruolo nella scuola elementare in seguito a concorso nel 1925; nell’autunno del 1926 vinse un comando di missione per un biennio nell’Istituto superiore di magistero di Firenze e il 3 novembre 1928 si diplomò in vigilanza didattica, insegnando nello stesso anno nella scuola elementare di Forame d’Attimis presso Udine. Si laureò presso l’Istituto superiore di magistero di Firenze con Michele Barbi il 16 giugno del 1931, con una tesi sulla conversione dell’Innominato nei Promessi Sposi. Dopo la tesi, su suggerimento di Barbi, S. si dedicò alla ricerca sulla poesia popolare, apportando contributi rilevanti alle indagini del maestro, che stava approntando la sua monumentale raccolta sui canti popolari italiani, rimasta inedita presso la Biblioteca della Scuola Normale Superiore di Pisa. Il magistero di Barbi e il rigore filologico appreso attraverso gli studi e la frequentazione scientifica con il maestro, formarono il “metodo d’indagine” che adottò nel reperimento dei canti popolari sul territorio friulano. S., donna attiva intellettualmente, accanto all’attività didattica, per l’intera sua esistenza continuò a coltivare interessi riguardanti la letteratura popolare, guidata sempre dal Barbi, con cui rimase in contatto e per il quale raccolse canti popolari, solo in parte utilizzati. Appassionata ricercatrice, nel 1931 vinse una borsa di studio che le permise di approfondire la sua preparazione e di frequentare per un biennio l’Università Clementinum di Praga, ove sostenne gli esami riguardanti una dissertazione sulla letteratura popolare, riportando il massimo punteggio. ... leggi Il risultato delle ricerche intraprese in territorio friulano costituì l’oggetto di una relazione che tenne al congresso delle tradizioni popolari svoltosi a Udine nel settembre del 1931, su suggerimento di Barbi, e di cui vi è notizia nel giornale «La Patria del Friuli». A questo periodo (1931-1936) risalgono alcune lettere e cartoline di S. indirizzate al noto storico delle religioni Raffaele Pettazzoni, originario di San Giovanni in Persiceto. La loro amicizia risale probabilmente agli anni del dopoguerra, quando portò il Pettazzoni a chiamare la studiosa, affettuosamente, “bambinute”, termine con il quale la stessa S. firmava le sue lettere. La relazione che S. espose al congresso di Udine, riguardante il progetto di una raccolta completa dei canti popolari del Friuli, ebbe come presidente proprio il Pettazzoni (segretario Paolo Toschi), che intervenne con una sua relazione Sul valore magico-religioso della favola popolare. In quest’ambito, le ricerche di S. la portarono ad indagare anche quella zona, detta Slavia friulana, considerata un ricco serbatoio d’interesse per il patrimonio linguistico e per i canti popolari in lingua slovena; tali studi furono resi noti attraverso il saggio Sulla poesia popolare slovena in Friuli pubblicato nel 1933, preceduto dalle pubblicazioni del 1932 Studio sulla poesia popolare friulana e Canti popolari sloveni in Friuli, apparso nella «Rivista di letteratura slava». S., per questo ambito di indagine, ebbe rapporti anche con lo studioso sloveno Milko Matičetov, che la conobbe nel 1940, secondo la sua testimonianza. L’insigne ricercatore nel campo della letteratura popolare trovò in S. un’attenta informatrice di materiali, spesso reperiti nei luoghi dove insegnava, appunto a Forame d’Attimis, nei pressi di Udine. Il Matičetov, che si formò subito dopo la seconda guerra mondiale presso l’Ateneo patavino alla scuola di Manara Valgimigli, Carlo Diano, Arturo Cronia, Concetto Marchesi, Luigi Stefanini, si era occupato dei canti popolari fin dalla giovinezza ed ebbe rapporti con i maggiori studiosi dell’epoca: Ugo Pellis, Giuseppe Vidossi, Paolo Toschi, Giovanni Bronzini ed altri. Pubblicò nel 1947 nella rivista «Razgledi» un contributo dedicato agli studi della S.: Renata Steccati in njeni zapisi beneškoslovenskih ljudskih pesmi. Parecchi anni più tardi Pavle Merkù si occupò della diffusione della poesia popolare nel Friuli orientale. Fu anch’egli in contatto con S.; pubblicò un articolo sugli studi della ricercatrice friulana: Una nuova raccolta di tradizioni popolari slovene in Italia. S. fu in corrispondenza anche con Paolo Toschi e Giovanni Bronzini. Fu inoltre legata da amicizia con Luigi Russo, che la definiva “antica scolara”, attestando stima e ammirazione nei suoi confronti. Russo la incontrò a Udine nel 1954 in occasione di una conferenza che egli tenne all’Università popolare, dal titolo La fortuna critica di Giovanni Pascoli. Testimonianza, questa, degli intensi rapporti e del fermento di studi che correvano tra il Friuli e il resto d’Italia, che includevano anche personalità come Luigi Ciceri e Andreina Nicoloso Ciceri – che Russo chiamava affettuosamente “la Nicolosa” –, noti friulani, studiosi e appassionati di storia e letteratura popolare, e Alcide Paolini. Gli impegni di ricerca non la distraevano però dall’attività didattica: i documenti attestano che dall’anno 1934 S. partecipò a vari concorsi per ottenere un posto di ruolo per l’insegnamento dell’italiano e della storia negli istituti medi e superiori (1934, 1936, 1937), acquisendo l’abilitazione; risultò vincitrice di cattedra nel 1939. Dal 1933 aveva comunque iniziato la sua docenza presso gli istituti superiori, ricoprendo la cattedra di lettere italiane e storia a Udine, dapprima nell’Istituto tecnico A. Zanon (1933-1935), poi presso l’Istituto magistrale C. Percoto (1935-1936), e insegnando fino al 1939 in altri istituti udinesi: Liceo scientifico G. Marinelli, Istituto magistrale Uccellis, Istituto tecnico industriale A. Malignani. Dal 1960 fu preside dell’Istituto magistrale C. Percoto di Udine, fino al 1973. Importante fu anche la sua attività culturale: dal 1960 fu membro della Commissione per le borse di studio del “legato Bartolini”, nonché della Commissione comunale di toponomastica. Diresse il corso di cultura storico-artistica regionale della Società filologica friulana dal 1950 al 1963. S. fu anche autrice di pubblicazioni di carattere didattico: ricordiamo le Lezioni tenute dai proff. Steccati Renata, Forni Ivo, Gottardis Odone, Zambruno Camillo e Bozolini Mario al 2º corso di preparazione agli esami di concorso magistrale del 1940, il contributo Chiusura del corso di cultura friulana, uscito nel 1955 sulla rivista «Sot la nape», e Il terzo corso di cultura friulana, apparso ne «Il Friuli» nello stesso anno. S. morì a Udine il 22 agosto 2000.

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Bibliografia

Lettere autografe di S. sono conservate presso la Biblioteca della Scuola Normale Superiore di Pisa e presso la Biblioteca G.C. Croce di San Giovanni di Persiceto (Bologna). Altre sono presso privati. M. MATIČETOV, Renata Steccati in njeni zapisi beneškoslovenskih ljudskih pesmi, «Razgledi», 2 (1947), 120-128; P. MERKÙ, Una nuova raccolta di tradizioni popolari slovene in Italia, «Ce fastu?», 48-49 (1972-1973), 169-170; M. GANDINI, Raffaele Pettazzoni negli anni della prima Guerra Mondiale (1914-1918). Materiali per una biografia, «Strada maestra», 43 (1997), 142; ID., Raffaele Pettazzoni intorno al 1930. Materiali per una biografia, ibid., 49 (2000), 240, 246-247; F. SAVORGNAN DI BRAZZÀ, Filologia e canti popolari nel carteggio Michele Barbi-Renata Steccati, 1930-1940, Firenze, Olschki, 2000 (Lettere italiane, 64); G. D’ARONCO, La questione dei canti narrativi in Friuli, in Miscellanea di studi e contributi (1945-2000), Udine, SFF, 2003, 449; La filologia di Michele Barbi e i canti popolari, a cura di A. GUIDA, Udine, Forum, 2011 (Libri e Biblioteche, 27).

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