TAMBURLINI DOMENICO

TAMBURLINI DOMENICO

speziale, cambiatore, filantropo

La prima testimonianza della presenza di D.T. a Udine risale al 1387. Figlio di Odorico da Monte Albano, ebbe tre mogli: Caterina, Lucia di Antonio Brunelli da Portogruaro e Veronica di Giovanni da Gemona. Da questi matrimoni nacquero almeno due figli, Paolo e Andrea, premorti al padre. Sono attestati due nipoti: uno naturale, Nicola, e l’altra legittima, Caterina Tamburlini, figlia di Andrea e Amorosa. Facoltoso speziale, definito speciarius nelle fonti notarili almeno dal 1390, esercitò la professione presso la sua bottega sita in Mercato Nuovo a Udine, dove svolse contemporaneamente anche un’importante attività di cambio. Il suo ruolo di cambiatore e prestatore di denaro è comprovato non solo dalla definizione nelle fonti coeve di cambium stacionis ma anche dalla cospicua quantità di denaro liquido a sua disposizione. Infatti l’ingente ricchezza del T. è documentata sia dal migliaio di debitori morosi nei suoi confronti sia dal patrimonio immobiliare, costituto da varie case nel cuore commerciale della città: in Mercato Nuovo, in borgo ‘Spelevilan’ e in borgo Poscolle. Noto anche per la sua filantropia, T. fu per la maggior parte della sua vita un membro influente della confraternita di Santa Maria della Misericordia dei Battuti di Udine. Lo speziale giunse a ricoprire le cariche più alte: per molti anni membro del Consiglio, nel 1400 figurava già come camerario della confraternita, fino ad essere nominato più volte priore (nel 1404, 1405 e 1417). Attraverso il suo lascito testamentario alla medesima congregazione, nominata erede universale dei suoi beni, divenne il principale benefattore dell’ospedale di Santa Maria della Misericordia che gioverà delle sue rendite per secoli: nel 1834 riscuoteva ancora un censo per una casa proveniente dall’eredità del T.

Bibliografia

ACU, Archivio dell’Ospedale di Santa Maria della Misericordia, manoscritti miscellanei: 644; 734, passim; 779, passim; 801, passim; 884, passim; ASU, NA, bb. 5122/4; 5123/9; 5127/3, 4, 6, 11, 12, 15, 16, 17, 18, 21 e 23; 5130/8; 5131/2, 4, 6 e 8; 5131/4, 6, 8, 10, 13, 15, 16 e 17; 5134/1, 3, 4, 5, 6, 7, 11, 12, 13, 15, 16, 22, 23, 26, 27, 28, 33, 34 e 35; 5135/2, 3, 6, 7 e 9; 5136/9, 16, 17, 18 e 27; 5154/1, 9 e 12; 5177, cc. 129r-135r; BCU, Principale, 1315: pergg. 13 e 18.
L. CARGNELUTTI, L’evoluzione istituzionale, in Ospitalità sanitaria in Udine. Dalle origini all’ospedale della città, secoli XIV-XVIII, a cura di L. MORASSI, Casamassima, Udine, 1989, 82; L. DE BIASIO, Dalle confraternite agli ospedali, Ivi, 65, 71; DELLA PORTA, Case, 45, 281; M. ZACCHIGNA, Le memorie di un notaio udinese al tramonto dello stato patriarchino: Quirino di Odorico Cerdone detto Merlico (1413-1426), Bagnaria Arsa, Edizioni Goliardiche, 2003, 66-67, 80-81.

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