TOMMASINI UMBERTO

TOMMASINI UMBERTO (1896 - 1980)

attivista politico

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La scheda relativa a Umberto Tommasini (Roma, Archivio centrale dello Stato, Casellario politico centrale).

Nacque il 9 marzo 1896 a Trieste da Angelo e Bernardina Tommasini, emigranti di Vivaro. Il soprannome del ceppo paterno dei Tommasini era “Bicjcju”. Angelo partì dal Friuli monarchico, per diventare socialista attraverso la sindacalizzazione nel porto asburgico. Fu attraverso la frequentazione del Circolo di cultura popolare – promosso dai socialisti di lingua italiana – che sorse il nucleo della biblioteca popolare dello stesso Circolo, organizzata dai Tommasini nella loro minuscola abitazione a Vivaro. L’iniziativa nacque al momento del rientro da Trieste nel 1914, a causa dello scoppio del primo conflitto mondiale, e rappresentava un esempio dell’attività di educazione promossa dal movimento socialista, in particolare nelle comunità di emigranti. Combattente nella prima guerra mondiale, T. fu ferito ed internato a Mauthausen, mentre uno dei fratelli, Vittorio, veniva internato a Ponza ed in Sardegna per antimilitarismo. Operaio meccanico, anche T. abbandonò il socialismo nel primo dopoguerra, seguendo Vittorio nelle file dell’anarchismo ed impegnandosi nella resistenza armata alle bande fasciste attivissime nella Venezia Giulia. Dopo vari arresti e condanne al confino (ad Ustica ed a Ponza), espatriò nel 1932. Nel 1934 iniziò a vivere con Anna Renner: dalla loro unione nacque il figlio Renato. Fece attività antifascista a Parigi e nel 1936 fu in Spagna, in forza nella Sezione italiana della Colonna “Ascaso”, guidata da Carlo Rosselli di Giustizia e libertà e dall’anarchico Camillo Berneri. Partecipò alla battaglia di Monte Pelato. Fu arrestato nel quadro della repressione del governo repubblicano verso gli anarchici ed i comunisti non stalinisti del Partido obrero de unificación marxista (POUM); una volta rilasciato ritornò in Francia, per dedicarsi ad un fallito attentato a Mussolini. ... leggi Durante la seconda guerra mondiale, fu prima internato nel campo di concentramento francese di Le Vernet d’Ariège, poi consegnato alla polizia italiana e relegato a Ventotene, ed infine nel campo di concentramento di Renicci d’Anghiari. Durante la Resistenza si diede alla macchia, ma non volle collaborare con gruppi partigiani comunisti. Nel secondo dopoguerra partecipò all’attività degli anarchici triestini, in forte contrasto con gli opposti nazionalismi filo-jugoslavo e filo-italiano, fondando il circolo “Germinal”. Venne arrestato dalle autorità di occupazione anglo-americane. Aiutò nell’espatrio gli anarchici bulgari in fuga dal regime comunista. Dirigente nazionale della Federazione anarchica italiana, fu direttore del settimanale «Umanità Nova» dal 1970 al 1979. Morì il 22 agosto 1980 a Vivaro, il paese di origine. Quivi lasciò in eredità i libri dell’antica biblioteca popolare paterna.

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Bibliografia

ACS, Casellario politico centrale, 5139/16325; Vivaro, Biblioteca comunale, Tommasini-Bicjcju.

DBAI, II, 615-617; U. TOMMASINI, L’anarchico triestino, a cura di C. VENZA, Milano, Edizioni Antistato, 1984.

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