VALEGGIO NICOLÒ

VALEGGIO NICOLÒ (? - 1600)

cartografo

Capostipite dei Valeggio, originari del borgo di Valeggio sul Mincio nella provincia di Verona, non si sa in quale grado di parentela con Francesco, viste le frequenti omonimie nel casato, nel 1570 iniziò la sua fortuna a Venezia nella prestigiosa Bottega “al segno del Pozzo”. Al 1570 risale l’opera Illustrium Iureconsultorum Imagines stampata con l’indicazione NICOLAI VALEGII, FORMIS, VENE. Nell’ambito della sua prevalente attività di stampatore e diffusore di carte geografiche riciclò anche vecchie lastre, acquistate e abrase per sostituire il proprio indirizzo alla precedente proprietà. Stampò soprattutto opere di Paolo Forlani o Furlani (si firmava Forlano) che lavorava a Venezia («[…] merzaria al segno della Colona») e che nel 1564 incise ex novo sulla traccia de La Vera Descritione del Friuli di Giovan Andrea Valvassori, edita a Venezia nel 1557, una carta dal titolo Nova descrittione del Friuli che ebbe molta fortuna. N. V. stampò due edizioni di un atlante gastaldino (1546) inciso dal Forlani, rispettivamente nel 1562 e nel 1576 (Universale descrittione di tutta la terra conosciuta fin qui). Ripubblicò la Nova descrittione del Friuli del Forlani (che quest’ultimo aveva firmato nel 1564 nel cartiglio: NOVA DESCRITTIONE DEL FRIULI. ANNO M.D.LXIV. PAULO FORLANO VERONESE F.; non ci sono altre indicazioni sulla carta, che deve essere stata prodotta a Venezia, visto che altre sue portano l’indicazione «[…] merzaria al segno della Colona») e vi aggiunse NICOLAI VALEGII FORMIS, oltre a inserire nel disegno la città di Palma fondata nel 1593, appunto elemento post quem per la datazione della ristampa. Ristampò la carta Golfo di Venezia, pure del Forlani (che l’aveva realizzata nel 1568); stampò due volte, nel 1593 e nel 1598, una carta della Carniola (Ducatus Carniolae una cum Marcha Windorum) da cui aveva abraso l’indirizzo per sostituirvi il suo: NICOLAI VALEGIJ FORMIS VENETIIS 1598. Non ci è dato sapere quanto durò la sua attività di calcografo; molto limitata fu l’attività di incisore, con la produzione di stampe, secondo Salsi, alle quali avrebbe piuttosto lavorato in collaborazione con il figlio Giacomo. La sua produzione, con riferimento alle poche opere datate, non dovrebbe andare oltre il 1598, anno della carta della Carniola. Non dovrebbe comunque aver vissuto oltre il primo decennio del secolo XVII.

Bibliografia

G. MARINELLI, Saggio di cartografia della regione Veneta, Venezia, R. Deputazione veneta di storia patria, 1881 (= Bologna, Forni, 1978), 97 no 489, 107 no 537, 130 no 624; E. PASTORELLO, Tipografi, editori, librai a Venezia nel sec. XVI, Firenze, Olschki, 1924, 91; L. LAGO - C. ROSSIT, Descriptio Histriae, Trieste, Lint, 1981, 56-57; V. e P. BELLA, Cartografia rara. Antiche carte geografiche, topografiche e storiche della collezione Franco Novacco, Pero (Milano), Edizioni Cromorama delle Arti grafiche Crosignani, 1986, 59 n. 51; C. SALSI, Note sugli incisori detti «i Valesio», in Raccolta delle stampe A. Bertarelli, Raccolte di Arte Applicata, Museo degli Strumenti Musicali, «Rassegna di studi e notizie», 13 (1986), 499, 501, 512-517; L. LAGO - C. ROSSIT, Theatrum Fori Iulii. La Patria del Friuli ed i territori finitimi nella cartografia antica sino a tutto il secolo XVIII, Trieste, Lint, 1988, I, 119-123, tav. XXXVIII; L. Lago, Theatrum Adriae. Dalle Alpi all’Adriatico nella cartografia del passato, Trieste, Lint, 1989, 254 n. 120; ID., Imago Adriae. La Patria del Friuli, l’Istria e la Dalmazia nella cartografia antica, Trieste, La Mongolfiera Libri, 1998, 26.

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