ZEGLIACCO (DI) FILIPPO

ZEGLIACCO (DI) FILIPPO

ecclesiastico, giurista, docente

F. e Corrado, due fratelli in posizione socialmente rilevata, il primo come canonico aquileiese e “magister” e l’altro dal 1245 come vescovo di Capodistria, nel secolo XIII ingemmarono l’albero genealogico degli Zegliacco. La famiglia è ricordata nella storia feudale friulana almeno dal 1171 e risulta onorata della possibilità di voto nel parlamento della Patria del Friuli, anche se non supportata da grandi sostanze, fino in epoca veneta. F. fu forse uno di quei canonici di Aquileia che, approfittando della possibilità offerta dagli statuti del suo capitolo del 1181, recedendo temporaneamente dall’obbligo della vita in comune, pur godendo della prebenda, frequentarono uno “studium” e conseguirono il titolo di “magister”, come appunto si desume dagli atti nei quali il nostro personaggio compare. È segnalato una prima volta a Padova nel 1229 (l’Università era stata fondata appena nel 1222). La sua presenza in Friuli è finora documentata a Cividale dal 29 settembre 1237. Nel gennaio del 1238 lascia una traccia come testimone in un incontro politico importante del patriarca Bertoldo di Andechs, quando a Vipacco questo si accordava con il conte di Gorizia per i problemi con i cittadini di Capodistria. In tale occasione F. era qualificato come “magister” e canonico aquileiese. Non sembra casuale la sua presenza in una delegazione del genere, dato che egli apparve con gli stessi titoli il 28 aprile dello stesso anno a Villaco a una cerimonia del patriarca per la riconferma del giuspatronato della parrocchia di Frasslau a Corrado di Sanek. Nell’elenco dei testimoni il notaio lo collocava, sì, dopo gli abati di Rosazzo e di Moggio, ma prima di altri due canonici di Aquileia, di un vicedomino e del decano della Saunia. ... leggi Il titolo di “magister”, oltre a riferirsi a una probabile “licentia docendi” ottenuta in uno studio, potrebbe riferirsi a una reale attività didattica da lui svolta in una scuola cividalese. Uno dei 145 libri della biblioteca dei domenicani di Cividale inventariata nel 1440 registra infatti una Compilatio iuris canonici legata da F. di Z. Effettivamente in quella città si erano già distinte personalità come Corrado detto Butul e Manino da Cremona e si andavano coagulando altri maestri che avrebbero creato quella fama di eccellenza che in seguito avrebbe indotto il patriarca Ottobono al tentativo di istituirvi uno “studium”. Si trattava per F. evidentemente di una cultura specifica. Il Necrologium Aquileiense ne ricorda la morte il 1° aprile senza indicare l’anno, che però dovette essere posteriore al 1259, data nella quale era ancora ricordato a Padova, e ricorda il suo lascito di 40 lire di piccoli veneti, cui il fratello vescovo che era pure canonico di Aquileia, ne aggiunse 12.

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Bibliografia

UGHELLI, Italia sacra, V, 384-386; GLORIA, Monumenti, I, n° 387; V. JOPPI, Documenti goriziani del secolo XII e XIII raccolti da Vincenzo Joppi, «Archeografo triestino», n.s., 19 (1893), estr. Tip. Hermastorfer, 28; G. DELLA PORTA, Gli antichi signori di Zegliacco, Udine, Tip. Del Bianco, 1903; A. VON JAKSCH, Die Kärntner Geschichtsquellen 811-1202-1269, I-II, Klagenfurt, 1896-1898 (Monumenta historica ducatus Carinthiae, III-IV), n° 2161, 255; P. PASCHINI, Bertoldo di Merania patriarca d’Aquileia (1218-1251), «MSF», 16 (1920), 27; H. WIESFLECKER, Die Regesten der Grafen von Görz und Tirol, Pfalzgrafen in Kärnter, Band, 957-1271 mit Bentitzung der Abschriften Dr. ANDREAS VELDERS gesammelt, bearbeitet und herausgegeben von Dr. HERMANN WIESFLECKER, Innsbruck, Universitätsverlag Wagner, 1949, 125-126; SCALON, Necrologium, 181, n. 1.

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