ZOLLI PAOLO

ZOLLI PAOLO (1941 - 1989)

storico della lingua, lessicografo, docente universitario

Immagine del soggetto

Il professore Paolo Zolli.

L’immagine complessiva della personalità e dell’attività di Z. che ci è stata trasmessa è quella di un espertissimo storico della lingua italiana, di un acuto dialettologo, di un infaticabile lessicografo, di un brillante giornalista e divulgatore. Ma, accanto a questi nuclei fondativi, c’è da ricordare anche il versante della ricerca religiosa e teologica. Era nato a Venezia l’8 maggio del 1941. Compiuti gli studi classici nella città natale, era approdato alla Facoltà di lettere dell’Università di Padova: questo momento rappresentò una tappa decisiva della sua formazione. Fondamentale fu l’incontro con alcuni prestigiosi maestri dell’Ateneo patavino, come Carlo Diano, Vittore Branca, Gianfranco Folena, ma la personalità che avrebbe esercitato il maggior fascino e la più duratura influenza su Z. fu certo quella del grande linguista Carlo Tagliavini, leggendario poliglotta, docente vivace e disponibile, emerito studioso. Tagliavini fu relatore della tesi di laurea di Z. su L’antica toponomastica urbana di Venezia. In un primo momento l’orientamento di Z. per il latino medievale fu confermato dall’edizione degli Atti duecenteschi del podestà di Torcello, ma subito il baricentro dei suoi interessi si spostò verso la grande questione dei francesismi in italiano. Da questo punto di vista, decisivo risultò l’incontro (propiziato da Manlio Cortelazzo) con la Raccolta de’ proverbii, detti, sentenze, parole e frasi veneziane di Francesco Zorzi Muazzo, vera miniera di informazioni linguistiche e di costume e (al contempo) testo vivace e molto piacevole. Attingendo alla Raccolta, Z. avrebbe preparato il suo fondamentale lavoro L’influsso francese sul veneziano del XVIII secolo (Venezia, 1971), che traeva origine dalla sua tesi di perfezionamento in glottologia, discussa con C. Tagliavini, G.B. Pellegrini e M. Cortelazzo: questo libro avrebbe costituito il punto di partenza e, in qualche modo, l’archetipo di un intero filone di ricerca. ... leggi Nel 1976 Z. pubblicò il prezioso volume Le parole straniere (Bologna, 1976), che costituisce il primo tentativo organico di offrire un panorama complessivo dei termini entrati in italiano, lungo i secoli e nelle circostanze più diverse (dai francesismi agli anglicismi, dagli arabismi ai russismi, fino alle voci provenienti dall’Africa e dall’Oceania). È un testo acuto e informatissimo, di piacevole lettura, che offre un vivace spaccato storico, sociale e di costume. Originale e mirata è la scelta che presiede all’antologia Letteratura e questione della lingua (Bologna, 1979). Qui l’attenzione dello studioso si concentra non sulla lunga ed emblematica storia della “questione della lingua”, ma sul concreto rapporto culturale, ideologico, esistenziale che molti scrittori, in orizzonti e prospettive diversi, dal Quattrocento al Novecento, instaurano con la lingua: si tratta di scelte di fondo, a volte lineari, a volte sofferte o addirittura drammatiche. Il volume ci consente di disegnare un quadro eloquente degli interessi e delle opzioni dello studioso: così, ad esempio, per quel che riguarda il Novecento, colpisce una scelta che punta in direzione di un “italiano medio”, seguendo i percorsi di scrittori come Cecchi, Cassola, Pratolini e Bilenchi. Significativamente Z. conclude il volume con il celebre saggio di Pasolini Nuove questioni linguistiche [1964], in cui lo scrittore, dopo aver tracciato un efficace diagramma della lingua letteraria degli anni Sessanta, segnalava la nascita di un nuovo italiano “tecnologico”. L’Ottocento, a vari livelli e in diverse prospettive, fu uno dei campi prediletti di indagine e di studio di Z. Si segnala innanzitutto la preziosa Bibliografia dei dizionari specializzati italiani del XIX secolo (Firenze, 1973). Il lavoro riflette l’attenzione di Z. per i linguaggi settoriali, spesso trascurati rispetto al campo tradizionalmente letterario. Da questo punto di vista la lessicografia specializzata italiana, nata nel Settecento sulle orme di quella francese, trova proprio nel XIX secolo una sua particolare fisionomia e una propria peculiare linea di sviluppo: questo libro costituisce, come è facile immaginare, una miniera di curiosità, di informazioni, di approfondimenti. Nel bel volume Saggi sulla lingua italiana dell’Ottocento (Pisa, 1974) la lingua del secolo è affrontata e analizzata da diverse angolazioni: un’attenta ricognizione dei dizionari di neologismi e barbarismi del periodo, un meticoloso studio del linguaggio burocratico dell’età napoleonica, una assidua ricerca dei termini di origine dialettale presenti in varie opere e un’ampia, originale e freschissima analisi della lingua dei Dialoghetti di Monaldo Leopardi (opera particolarmente cara allo studioso). Dall’intero volume (e anche da parecchi altri lavori) emerge chiaramente una mappa degli interessi, delle predilezioni, delle simpatie “ottocentesche” di Z.: l’indefesso lavoro dei puristi, l’antirisorgimento, la ricostruzione del complesso e variegato mondo della restaurazione, la decisa riabilitazione culturale di autori prima (per svariate ragioni estrinseche) sostanzialmente emarginati. Anche in questa occasione si conferma la personalità completa di Z. “italianista”, che sa felicemente congiungere lo specialista di storia della lingua con lo studioso dei più svariati fenomeni letterari. La vera punta di diamante dell’attività di Z. è certo il monumentale Dizionario etimologico della lingua italiana (DELI) (Bologna, 1979-1988; 1992), elaborato, con fatica ventennale, in collaborazione perfetta con Manlio Cortelazzo: un sodalizio esemplare, non facile da trovare nella variopinta giungla accademica. Il DELI è opera di frequentazione quotidiana: non solo inesauribile ricerca scientifica di etimologie, ma storia viva e palpitante delle parole e del loro uso, viaggio nella cultura e nella società lungo i secoli. Il lontano punto di partenza di Z. e Cortelazzo è rappresentato dalla revisione completa della sezione etimologica della decima edizione del noto vocabolario Zingarelli (Bologna, 1970): il DELI, invece, traccia un bilancio complessivo della ricerca etimologica, discutendo puntigliosamente ogni voce, distinguendo i risultati acclarati dalle proposte in fieri. Due sono stati i meriti precipui di Z.: un amplissimo lavoro di postdatazione di centinaia di voci, individuando brillantemente l’incredibile opera di falsificazione operata da Francesco Redi; lo scioglimento di oltre cinquecento sigle del Tommaseo-Bellini, contribuendo così a battere piste in parte inesplorate e invitanti. In questi due meriti emergono le doti native di Z.: una vivace e inesausta curiosità a tutto campo e una personalità di proteiforme ed esperto indagatore nelle pieghe delle parole e dei vocabolari. Al perfezionamento del DELI con aggiunte, correzioni, retrodatazioni Z. ha continuato a lavorare sempre con accanimento e con entusiasmo, consapevole che si trattava di un’opera in fieri, il classico lavoro che dura una vita. Con il vivace e scorrevole volume Le parole dialettali (Milano, 1986) lo studioso compie un approfondito viaggio nelle regioni italiane per analizzare e segnalare il ruolo dei termini dialettali nell’arricchimento dell’italiano comune: il viaggio spazia efficacemente dalla gastronomia alla malavita, dal linguaggio burocratico alla vita militare. Attingendo a un eccezionale bagaglio scientifico, Z. ci propone un libro che, offrendo una concreta miniera di informazioni, si legge come un romanzo. Anche in questo caso, tra l’altro, si tratta di un documentatissimo lavoro di insieme, che prima mancava. Anche Come nascono le parole italiane (Milano, 1989) è un testo informato e molto scorrevole: con tocco ironico e panziniano, con uno stile affabile, l’autore ricostruisce l’origine delle parole italiane, attraverso un viaggio trasversale e a tutto campo. Dopo il grande “blocco” dell’origine latina, si descrivono in seguito i passaggi dai nomi di persona e dai toponimi ai nomi comuni: da derivati, composti e sopravvissuti (termini che derivano da una parola ormai scomparsa, fenomeni di arcaismo, ecc.) si passa ai cambiamenti di categoria grammaticale, agli eufemismi e alle etimologie popolari. Si tratta di un viaggio che è garbatamente giocato sul piano della curiosità, nobile molla dell’autore e del lettore. Ampia attestazione della vena e della volontà divulgativa di Z. è rappresentata dall’intensa collaborazione con il quotidiano udinese «Messaggero Veneto»: nel giro di un decennio si contano oltre 650 articoli, schede e recensioni. In questo filone della sua attività Z. era animato dal gusto vivace e genuino del bibliografo, felice se riesce a scovare qualche ghiottoneria dispersa, orgoglioso di poter illuminare e consacrare il lavoro, anche minimo, di uno studioso poco noto o emarginato. Per accostarsi alle riflessioni in materia teologica, religiosa e politica di Z. è opportuno partire dal vivo profilo tracciato da M. Cortelazzo: «Persona retta, di radicate opinioni e di propri convincimenti, non temeva l’anticonformismo. Aveva le sue idee, come tutti, ma, non come tutti, aveva anche il coraggio di sostenerle e difenderle apertamente». Così Z., in molti suoi scritti e in una intensa attività, propugnò posizioni sostanzialmente anticonciliari, in difesa della tradizione cattolica, contro ogni possibile “inquinamento” da parte dell’indifferentismo, del liberalismo, del relativismo, del collettivismo. Resta famosa la polemica sul quotidiano «Il Gazzettino» di Venezia con l’allora patriarca cardinale Albino Luciani (destinato a diventare papa con il nome di Giovanni Paolo I). Negli anni scorreva parallelamente la rapida e brillante carriera accademica di Z. Dal 1971 fu professore incaricato, prima di storia della lingua francese e poi di dialettologia italiana, presso la Facoltà di lingue di Udine. Dal 1972 fu nominato assistente presso la cattedra di storia della lingua italiana, tenuta da Manlio Cortelazzo. Dal 1974 diresse l’Istituto di storia della lingua e letteratura italiana. Nel 1980 divenne titolare della cattedra di dialettologia italiana presso la Facoltà di lingue dell’Università di Udine. Dal 1981 al 1985 fu preside della stessa Facoltà dell’Ateneo udinese e negli anni accademici 1983-1985 prorettore vicario. Dal 1985 si trasferì alla cattedra di dialettologia italiana della Facoltà di lettere dell’Università di Venezia. L’8 maggio 1989, nel giorno del suo compleanno, chiudeva improvvisamente a Venezia la sua operosa giornata terrena.

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Bibliografia

Una accurata Bibliografia degli scritti di P. Z., a cura di P. VESCOVO, apre il volume Saggi di linguistica e di letteratura. In memoria di P. Z., a cura di G. BORGHELLO - M. CORTELAZZO - G. PADOAN, Padova, Antenore, 1991. Tra i lavori principali dello studioso si segnalano: Podestà di Torcello. Domenico Viglari (1290-1291), a cura di P. ZOLLI, Venezia, Comitato per la pubblicazione delle fonti relative alla storia di Venezia, 1966; L’influsso francese sul veneziano del XVIII secolo, Venezia, Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, 1971; Bibliografia dei dizionari specializzati italiani del XIX secolo, Firenze, Olschki, 1973; Saggi sulla lingua italiana dell’Ottocento, Pisa, Pacini, 1974; Le parole straniere, Bologna, Zanichelli, 1976; M. CORTELAZZO - P. ZOLLI, Dizionario etimologico della lingua italiana, 1-5, Bologna, Zanichelli, 1979-1988; Letteratura e questione della lingua, a cura di P. ZOLLI, Bologna, Zanichelli, 1979; U. FORTIS - P. ZOLLI, La parlata giudeo-veneziana, Assisi-Roma, Carucci, 1979; L’Ottocento fino all’unità, in Una lingua per tutti: l’italiano, I. Lingua e storia, a cura di R. SIMONE, Torino, ERI, 1980, 230-259; Le parole dialettali, Milano, Rizzoli, 1986; Come nascono le parole italiane, Milano, Rizzoli, 1989.

Per un profilo complessivo di Z.: D. CASTELLANO, Ricordo di Paolo Zolli, «Instaurare omnia in Christo», 5 (1989), 3-8; ID., Paolo Zolli e il problema dello stato cattolico, in Saggi di linguistica e di letteratura, cit., 5-13; M. CORTELAZZO, Paolo Zolli (1941-1989), in M. CORTELAZZO - P. ZOLLI, Tre lezioni di lessicografia, Bologna, Zanichelli, 1989, 1-8; F. MARINO, Paolo Zolli e la liturgia, «Instaurare omnia in Christo», 2 (1999), 6-11; F. MARRI, Il lascito di Paolo Zolli, dieci anni dopo, in Testi e linguaggi. Per Paolo Zolli, Modena, Mucchi, 2001, 173-197; G. BORGHELLO, Paolo Zolli, un amico, ibid., 199-204; F. MARRI, Paolo Zolli italianista ‘revisionista’, in Lessicografia dialettale. Ricordando Paolo Zolli, a cura di F. BRUNI - C. MARCATO, I, Roma-Padova, Antenore, 2006, 9-23.

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