(1910-1993)

De Cillia

Enrico

pittore

Nacque a Treppo Carnico (Udine) nel 1910 e a soli otto anni rimase orfano di entrambi i genitori. Nel 1923 si trasferì a Udine e lì trovò impiego presso una bottega di decoratori, dove apprese i rudimenti del mestiere pittorico. Lavorò come ornatista fino al 1940, quando le migliorate condizioni economiche gli permisero di dedicarsi esclusivamente alla pittura, dedizione sancita ufficialmente dalle prime esposizioni cui partecipò a partire dal 1942, dapprima a livello regionale e in seguito nazionale. Gli esordi artistici del pittore si rintracciano in una pittura dalle intonazioni post-impressioniste, ma caratterizzata da una pennellata costruttiva che lo conduce, tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Cinquanta, ad una figurazione di impostazione neorealista, ma interpretata in maniera del tutto originale, come nel dipinto Fornaci a Cividale (1948; Udine, Galleria d’arte moderna), fino a giungere agli esiti di Casa distrutta (1953; Udine, collezione della Provincia). Nel 1956, D. C. fondò a Udine la galleria Il Girasole affidandone la direzione al figlio Giorgio, pure pittore. In quegli stessi anni l’artista portò il suo personale stile pittorico a maturazione nel contatto con il Carso triestino, che da quel momento divenne il soggetto prediletto di tutta la produzione successiva. Negli anni Sessanta, a partire soprattutto dal 1965, D. C. concentrò la propria visione poetica sul dettaglio del paesaggio carsico, che andava dilatandosi sulle tele fino ad occupare l’intero spazio visivo. Le gamme cromatiche, a tratti quasi monocrome, vanno via via accendendosi di improvvisi bagliori, come nel dipinto Fuochi in Carso (1964; collezione privata), e la pennellata si fa più corsiva, pur senza perdere la sua funzione costruttiva. Nel 1970 il suo paese natale gli dedicò una grande mostra antologica nella sala del consiglio comunale; a seguito di questo evento, nel 1975, D. C. donò a Treppo Carnico una cinquantina di opere di artisti friulani appartenenti alla sua personale collezione d’arte perché con esse si potesse costituire il nucleo di una pinacoteca, oggi aperta al pubblico e a lui dedicata. Il pittore morì a Udine nel 1993.

Leggi tutto
Bibliografia

La Pittura in Italia. Il Novecento/2. 1945-1990, Milano, Electa, 1993, 687-688; Giorgio De Cillia pittore. Catalogo della mostra (Udine, 30 aprile-24 maggio 1999), coordinata da G. BERGAMINI, Udine, Civici Musei, 1999; L. DAMIANI, Friuli Venezia Giulia. L’arte del Novecento, Pordenone, Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 2001, 144.

Leggi tutto
Voci correlate
Risorse esterne
Per citare
Vania Gransinigh, De Cillia Enrico, in Dizionario Biografico dei Friulani, https://www.dizionariobiograficodeifriulani.it/de-cillia-enrico
Ultimo aggiornamento
01/11/2016