Nato a Mantova il 21 dicembre 1923, dopo gli studi classici si laureò in lettere a Trieste nel 1955. Per qualche anno insegnò nelle scuole medie e superiori della regione, per poi diventare assistente e quindi professore associato di lingua e letteratura italiana presso la Facoltà di magistero dell’Università di Trieste, incarico che tenne fino alla morte. Appassionato cultore di storia e di musica, oltre che di letteratura, si dedicò alla critica e alla ricerca letteraria, fu autore di scritti comparsi su riviste e quotidiani e di saggi ed antologie critiche su Virgilio Giotti (Lettura breve di Giotti, 1953), Giani Stuparich (Problematica e mondo morale nella narrativa di Giani Stuparich, 1964), Lina Galli (La poesia di Lina Galli, 1967), Italo Svevo (Introduzione e guida allo studio dell’opera sveviana: storia e antologia della critica, 1976) e Silvio Benco. Nel 1958 curò l’edizione di Moby Dick, o la Balena di Herman Melville (più volte ripubblicato) e dieci anni dopo quella de Il Cortegiano di Baldassarre Castiglione; nel 1974 tradusse le Poesie di Paul Eluard. Costantemente si interessò allo studio della produzione letteraria e artistica regionale, attraverso le tesi di laurea delle quali era relatore o correlatore e con dei contributi personali su autori quali Biagio Marin, Silvio Domini e Vincenzo Alesi, o con gli articoli destinati a «Pagine istriane», «Sot la nape» e «Il Territorio». Oggetto di una particolare attenzione è stata la cultura locale del Monfalconese, della quale approfondì – anche con intenti divulgativi – gli aspetti storici (Monfalcone – origini e vicende, 1960), linguistici (Un dialetto in evoluzione – il ‘bisiàc’ tra fenomeni di inquinamento, esigenze evolutive e necessità di ricupero, «Il Territorio», 8, 1983), artistici e letterari: nel Saggio introduttivo a Aria de casa, raccolta di liriche di Walter Dusatti e Aldo Franco (1981), propose il primo inquadramento della letteratura bisiaca nel più ampio panorama della letteratura dialettale italiana. L’impegno e la serietà richiesti da questi studi non gli impedirono di coltivare il “divertissement” letterario: suo è il Canto della rabbiosa setta, parodia dantesca pubblicata nel 1960 sul numero unico umoristico «La Cantada». Negli ultimi anni di vita si impegnò nella ricerca e nello studio del carteggio epistolare di Ciro di Pers, recuperando inediti sparsi in biblioteche italiane e straniere e riscontrando sistematicamente il materiale già edito con i manoscritti. Stava per stendere il saggio introduttivo all’epistolario del poeta friulano – per il quale aveva già pronti i materiali necessari – quando la morte lo colse improvvisamente a Monfalcone il 17 novembre 1987; l’opera, destinata ad essere pubblicata dalla Libreria editrice goriziana, è rimasta inedita.