Nato il 1° settembre 1914 a Isola d’Istria, F. è diventato per tutti, con riconoscimento unanime, il patriarca e il padre della viticoltura friulana intrecciando lungo un secolo la storia della sua azienda con quella di una terra posta all’estremo Nord Est dell’Adriatico, punto di contatto fra il Mediterraneo e l’Europa centrale. È la vicenda di una famiglia che è passata attraverso due guerre mondiali, è vissuta nell’Impero austroungarico prima e nel giovane Regno d’Italia poi, ha abitato sulla costa rocciosa della penisola istriana e nella Grado lagunare, per stabilirsi quindi sulle colline friulane. Ne è nata così una consolidata consuetudine di lavoro e di amore verso questa attività rafforzatasi grazie a cinque generazioni, fin da quando – inizialmente in Istria – la famiglia produceva il Refosco e la Malvasia. Alla fine della guerra, F. trasferì l’attività in Friuli dove negli anni Cinquanta fondò la cantina a Brazzano di Cormons e consacrò la passione per la collina, acquistando con felice intuizione i primi vigneti a Rosazzo, fino a condurre l’azienda a un’estensione, nel Collio e nei Colli Orientali del Friuli, di oltre 160 ettari di proprietà, dei quali 155 sono a vigneto. A questi si aggiungono quelli storici dell’Abbazia di Rosazzo, che l’azienda cura dal 2009. I vini della “Carta Geografica”, dai profumi e dagli aromi inconfondibili, sono riconoscibili grazie alla storica etichetta che da oltre sessant’anni rende omaggio ai luoghi e alla terra in cui F. ha creato e operato. In questa impresa, ha avuto accanto la sua famiglia: la moglie Bruna e i figli Andrea, Elda, Filippo e Maurizio, che ne continuano l’attività. Quando l’Università di Udine gli conferì nel 2009 la laurea honoris causa in Viticoltura, enologia e mercati vitivinicoli, quale riconoscimento per essere uno dei protagonisti nella rinascita vitivinicola italiana, F. ringraziò e disse: «Oggi tocco il cielo con un dito perché la cultura significa libertà e ha il potere di abbattere tutti i muri». Nel Vinitaly del 2015 ottenne invece il prestigioso Premio Internazionale che per la prima volta andava a un’azienda del Friuli Venezia Giulia. Dopo la scomparsa, avvenuta a Brazzano il 22 dicembre 2016, a 102 anni, F. è stato ricordato «per lo spirito contadino da indomito visionario» con cui ha sempre creduto nelle inesauste possibilità della terra friulana.