È ricordato come prete e mansionario del capitolo di Concordia agli inizi del XV secolo. In questo ruolo, nel 1406 fu pagato per aver restaurato un messale e gli fu affidata la copia di un salterio, poi terminata nel 1408.
C. Scalon, Produzione e fruizione del libro nel basso medioevo. Il caso Friuli, Padova, Antenore, 1995 (Medioevo e umanesimo, 88), 64; n° 169, 259; n° 178, 276.