Figlio di Raffaele, nacque a Udine verso il 1530 e si laureò a Padova, dove seguì i corsi di anatomia e chirurgia di Gabriele Falloppio. Venne nominato chirurgo condotto della città di Udine il 12 luglio 1562, con 100 ducati di onorario; la condotta venne rinnovata nel 1571, 1577, 1580, 1583, 1586, 1589, con vari adeguamenti di stipendio ed incarichi aggiuntivi (ad esempio, nel 1563, l’«obbligo di medicar gratis li poveri»). Tra le scarsissime notizie biografiche, c’è quella lasciataci da Iacopo Bratteolo del possesso di un «praedium enim satis belle aedificatum, satisque fructuosum, quarto ab urbe Utino lapide prope Fontisboni oppidum excelso in colle, pulcherrimoque prospectu situm» detto Vallata, non lontana dal castello di Fontanabona, nel quale conservava una biblioteca ed una raccolta di monete romane, che studiava insieme con il giureconsulto Troilo Savorgnan e con il parroco Iacopo Cossio. Autore di diverse opere, delle quali le prime furono stampate a Venezia: oltre a De calvitie curatione, pare pubblicato a Venezia nel 1560, nel 1562 diede alle stampe il Tractatus De tumoribus praeter naturam De solutione continui De ulceribus dedicato a Francesco della Torre. Nel 1566 scrisse la prefazione alle Contradictiones di Nicolò Rorario. Nel 1568 durante l’esecuzione di alcuni affreschi nel salone del parlamento del castello di Udine molto verosimilmente istruì il fratello pittore Giovanni Battista a dipingere la corretta anatomia del Catone Uticense morente. Il 20 dicembre 1576 dedicò al luogotenente della Patria del Friuli Giustiniano Giustiniani una delle opere sue più importanti e l’unica scritta in volgare «in beneficio delli eserciti christiani»: il Diario empirico […] stampata a Venezia, «ab instantia di Maffio Guerrino Libraro in Udine». In essa prese in esame le ferite da archibugio, da freccia e da taglio, al capo, al petto e al ventre; chiude l’opera un capitolo sulla peste. Fu proprio di peste che nel 1588 morì prematuramente il giovane promettente figlio medico Carlo, di cui curò la stampa dei manoscritti rimasti inediti. Le opere successive sono stampate tutte a Udine: De ceraste […] nel 1593, De ratione vulnera lethalia […], dedicata al luogotenente Marco Quirini, e De cauteris […], dedicata ad Alvise Priuli provveditore sopra le fortificazioni fatte allora ad alcune porte di Udine, entrambe del 1594, De curatione vulnerum nel 1596. Si presume sia morto alla fine del secolo XVI.