Nacque il 3 maggio 1919 a Firenze, unico figlio maschio del poeta gradese Biagio e di Giuseppina Marini, toscana di Pescia. Prima di lui, infatti, erano nate Gioiella, nel 1915, e Marina, nel 1917. Serena, ultimogenita della famiglia, nacque invece nel 1920. Educato in casa dalla madre, dopo gli studi elementari si spostò a Gorizia per frequentare il Ginnasio liceo classico e da qui, dopo la maturità, a Milano, nell’inverno 1937-1938, dove si iscrisse al Politecnico nel corso di laurea in ingegneria chimica. Non riuscì ad ultimare gli studi perché si arruolò volontario come sottotenente di complemento d’artiglieria. Morì sul campo a Trebnje, in Slovenia, il 25 luglio 1943. I diari e le lettere vennero raccolti dal padre e pubblicati nel 1950 con il titolo La traccia sul mare. Alcuni critici, tra cui Gaetano Salvemini, lo hanno considerato un rappresentante di quella generazione di giovani che, cresciuti e maturati durante il fascismo e la guerra, hanno cercato nell’incertezza e nella crisi interiore una via alla salvezza; altri lo hanno invece accostato alla famiglia degli scrittori giuliani della prima metà del Novecento, vedendo nella sua forte spinta morale e civile, nella concezione problematica della vita e nel costante scavo interiore, dei chiari legami con Michelstaedter, Slataper, Carlo e Giani Stuparich; altri ancora, tra cui Bacchelli e Contini, hanno sottolineato la sua capacità narrativa e le sue qualità di scrittore.