Esponente della comunità ebraica, M. nacque a Gorizia il 20 gennaio 1827 da Moisè Samuele e Rachele Morpurgo. Insieme al fratello Giacomo svolse una brillante carriera tra Trieste e l’Egitto: dopo un primo periodo nel capoluogo giuliano, avviò il suo percorso professionale ad Alessandria d’Egitto dove, nel 1854, fondò con il socio Giacomo Mondolfo la banca ‘Mondolfo & Morpurgo’. Intrecciando affari e legami familiari, i fratelli sposarono due figlie del socio, nate entrambe in Egitto: nel 1854 M. convolò a nozze al Cairo con Emma Mondolfo, mentre Giacomo Morpurgo nel 1866 si unì in matrimonio con la sorella di questa, Fanny. Insieme a Pietro Sartorio, M. fondò inoltre la Banca Austro Orientale, con sede a Trieste e filiali in Egitto e nel 1871 avviò la Banca Triestina di Costruzioni. Tipico rappresentante della cultura mitteleuropea, seppe conciliare spregiudicatezza imprenditoriale, intraprendenza e accortezza amministrativa. Per le sue opere di beneficenza venne insignito del titolo di barone e completò il suo cognome con l’aggiunta del predicato ‘de Nilma’. Dal 1875 al 1881 fu nominato capo della Comunità israelitica. Nel 1875, insieme con il fratello, incaricò l’architetto Giovanni Berlam di realizzare a Trieste la sfarzosa dimora di famiglia: l’edificio, oggi di proprietà del Comune (Civico Museo Morpurgo), conserva integralmente arredi e opere d’arte, a testimoniare il gusto ecclettico del secondo Ottocento. Nel settimo decennio del XIX secolo, rientrato dall’Egitto alla fine dei lavori per la costruzione del canale di Suez, M. aveva acquistato anche le tenute di S. Andrea di Pasiano e di Varda a Brugnera. Nei successivi vent’anni si impegnò in un ampio progetto di ridefinizione urbanistica e paesaggistica di Villa Varda, ristrutturando il complesso edilizio da utilizzare quale casa di villeggiatura e azienda agricola e realizzando l’ampio parco lungo il corso del Livenza, che coniuga in modo originale i canoni del giardino romantico inglese con le tipicità locali. M. scomparve a Trieste il 29 gennaio 1899; non avendo figli, dopo la morte della moglie Emma avvenuta nel 1920, l’eredità pervenne al nipote Mario, primogenito del fratello Giacomo, il quale amministrò i beni insieme alla madre Fanny. Convertitosi al cattolicesimo, nel 1943 Mario lasciò Villa Varda al Seminario diocesano di Concordia-Pordenone che successivamente la vendette alla Regione Friuli Venezia Giulia; il complesso, sede di attività culturali e frequentato parco naturalistico, è oggi gestito dal comune di Brugnera. Le spoglie degli ultimi Morpurgo (Mario e la sorella Matilde con il marito Fabio Colonna dei Principi di Stigliano), riposano nel piccolo mausoleo all’interno del parco.