Nato dall’antica famiglia dei Torriani, un tempo signori di Milano, fu uomo colto e amante delle lettere. Scrisse sonetti, egloghe pastorali e componimenti poetici in ogni metro, alcuni dei quali furono raccolti nella miscellanea intitolata Poesie di autori diversi per il signor Carlo Maria conte della Pace, stampata a Venezia nel 1766. Tradusse dal francese diverse commedie e a lui si deve presumibilmente anche la traduzione della tragedia di C. J. Dorat, Adelaide l’ungara, che il tipografo Valerio Valeri aveva reclamizzato sulle pagine della «Gazzetta goriziana» nel settembre 1774 e che non risulta sia stata mai pubblicata. Fu aggregato all’Accademia dei Filomeleti nel 1744 e poi a quella degli arcadi romano-sonziaci con il nome di Ardelio Salamineo.
F. di Manzano, Cenni, 208; P. A. Codelli, Scrittori friulano-austriaci, 215; G. Pitacco, Il conte Sigismondo d’Attems e l’Accademia dei Filomeleti, in Miscellanea di studi in onore di Attilio Hortis, Trieste, Stabilimento artistico tipografico G. Caprin, 1910, 759-772; G. Podrecca, Guida dell’Isonzo, Milano, Mercurio, 1919, 160; R. M. Cossar, La cultura goriziana e l’Accademia settecentesca dei Filomeleti, Trieste, Arti grafiche L. Smolars e nipote, 1945; G. L. Formentini, Contea di Gorizia, 59-60; A. Grossi, Annali della tipografia, XXXIX, 25.