CALAME MODENA GIULIA

CALAME MODENA GIULIA (1814 - 1869)

donna di cultura, patriota, cronista

Immagine del soggetto

Giulia Calame Modena in un ritratto fotografico dell’epoca.

Nacque in Svizzera, figlia di un banchiere di Berna nel 1814. Fu una protagonista del Risorgimento italiano, consorte dell’attore e patriota Gustavo Modena. Fu autrice di un diario e di un epistolario utili quali fonti per la storia dei moti del 1848 in Italia centro-settentrionale e in Friuli. Educata con cura per adempiere alla funzione tradizionale delle signorine della buona borghesia, crebbe come un «fiore in serra», ma non tardò ad appassionarsi agli ideali risorgimentali, uscendo dal mondo ovattato dell’adolescenza per partecipare ai grandi eventi del suo tempo. Trascorse gran parte del 1847 e l’inizio del 1848 in viaggio fra Firenze, Milano, Padova e Venezia per recare corrispondenze e intessere legami con i locali comitati di emigrazione. L’8 febbraio 1848 a Firenze fu fra i patrioti che proclamarono la decadenza del seggio granducale di Leopoldo d’Absburgo-Lorena. A Venezia dopo la proclamazione della Repubblica (23 marzo 1848), accompagnò i volontari “crociati” veneziani in veste di dama di carità, prima a Udine e successivamente a Palmanova. Il 7 aprile 1848 fece il suo ingresso nella città-fortezza, dove rimase condividendo le sorti dei difensori fino alla capitolazione del successivo 24 giugno, affrontando il macabro spettacolo della morte in battaglia e partecipando delle sofferenze dei feriti negli ospedali. C. espresse nelle pagine dell’epistolario una decisa e non del tutto equanime critica nei confronti del comandante della fortezza, generale Zucchi, malgrado l’amicizia e l’impegno a favore della causa italiana condivisi con il vecchio soldato fin dai moti di Romagna del 1831. Partecipò in prima persona all’effimera, ma significativa esperienza della Repubblica romana del 1849, entrando nel comitato di soccorso per i feriti animato dalla principessa Cristina Trivulzio di Belgioioso e contribuendo alla formazione del primo corpo di infermiere volontarie accanto ad altre protagoniste femminili del Risorgimento italiano quali Enrichetta Di Lorenzo Pisacane, Margaret Fuller e Giulia Bovio-Silvestri Paolucci. ... leggi Dopo la sconfitta della Repubblica si trasferì a Torino, dove fu attiva nel sostegno ai perseguitati politici e fuoriusciti di ogni parte d’Italia. Ebbe la soddisfazione di vivere fino a veder realizzata l’unità nazionale. Morì a Torino nel 1869. I contemporanei la ritennero personalità di singolare bellezza, mente eletta e cuore gentile.

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Bibliografia

A. GAZZOLETTI, Il mio esule, «Il Politecnico», 10 (1861), 595-598; «Gazzetta del popolo», 8 marzo 1869; E. SOCCI, Umili eroi della Patria e dell’Umanità: Giulia Modena, Milano, a cura degli editori dell’«Eco dell’Olona», 1870; A. TORRIANI, Conferenza su Giulia Modena (tenuta al Liceo femminile Gaetana Agnesi di Milano il 15 maggio 1870), Milano, a cura degli editori dell’«Eco dell’Olona», 1870; P. BONINI, Gustavo Modena e il ’48 a Udine e Palmanova, «Pagine friulane», 1/8 (1888), 113-116; Epistolario di Gustavo Modena, a cura di T. GRANDI, Roma, Vittoriano, 1955; Scritti e discorsi di Gustavo Modena, a cura di ID., Roma, 1957; Epistolario di Giulia Modena, a cura di ID., «Ateneo veneto», 6/1 (1968), 87-134; 6/2, 219-265; ID., Gustavo Modena. Attore e patriota, Pisa, Nistri-Lischi, 1968 (Domus mazziniana di Pisa, collezione scientifica, 10); L. MORASSI, Il Friuli, una provincia ai margini 1814-1914, in Friuli-Venezia Giulia, I, 5-148: 25; Il Risorgimento. Storia, documenti, testimonianze, a cura di L. VILLARI, IV. 1847-1848. La prima guerra d’indipendenza, 110, V. 1848-1850. La Repubblica romana, Brescia e Venezia, 366, Roma, La biblioteca di Repubblica-L’Espresso, 2007.

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