CORONINI CRONBERG CARLO

CORONINI CRONBERG CARLO (1818 - 1910)

medico, scrittore

Immagine del soggetto

Carlo Coronini Cronberg, seconda metà del XIX secolo (Gorizia, Fondazione Palazzo Coronini Cronberg).

Discendente dell’illustre famiglia dei conti Coronini von Cronberg, scrittore poliglotta, predilesse il tedesco ma non trascurò il friulano goriziano, che utilizzò in alcune composizioni di carattere tradizionale. Conservatore e filoasburgico, fu un esponente di spicco della parte di cittadinanza che guardava all’Impero. Nato a Gorizia il 20 aprile 1818 dal conte Michael Johann Anton e dalla contessa parigina Sophie de Fagan, fu battezzato con i nomi Hieronymus Nikolaus Karl. Studiò medicina e legge, e ricoprì in seguito incarichi amministrativi a Trento, come presidente di governo, e a Gorizia, come podestà nel 1872, ma per soli dieci mesi: si dimise dopo il passaggio per la stazione di Gorizia di Vittorio Emanuele II, in viaggio verso Vienna. Nel 1877 e 1878 fece parte del direttivo del Casino del teatro. Nel 1887 fu presidente della Società promotrice per la cura climatica, la quale, fondata nel 1875, dopo che Carl von Czoernig aveva definito Gorizia la “Nizza austriaca”, provocò polemiche per il timore di una eccessiva germanizzazione della città a causa dell’arrivo dei turisti tedeschi. Sotto la sua presidenza fu fondato a Grado l’Ospizio marino austriaco per curare le malattie linfatiche dei bambini. Sulle «Pagine friulane», e nella varietà goriziana, propose in quartine cantabili La Primavera, un componimento in quattro strofe dal titolo Furlàns e Mallorquìns [Friulani e Maiorchini] in cui stabilisce un parallelo non soltanto linguistico tra friulani e catalani di Maiorca («Lis dos lenghis si somejin / Si someja il nestri cùr» [Le due lingue si assomigliano, / si assomiglia il nostro cuore]), e ancora, in quartine di ottonari, Và galiota di sorzìnt! [Va’ sorgente galeotta]. Sua anche una poesia pubblicata sul «Corriere di Gorizia» del 27 febbraio 1892 e dedicata a Pietro Zorutti nel centenario della nascita. ... leggi In tedesco scrisse tra l’altro Zwei epische Gedichte (Beatrice und Anzoletto. Le sorelle), Alceo und Angiolina. Sizilianische Novelle, e gli inni patriottici Unser Kaiser. Gedicht e Das österreichische Külstenland, tradotti in friulano da G. B. Bosizio con i titoli di Il nestri Imperatôr e Il Litoral Austriac; quest’ultimo testo fu riprodotto, anche con le versioni italiana e slovena, in L’immagine di Gorizia (1974). In francese è Au Bosphore. A Maiorca C. visse presso il principe Ludwig Salvator d’Asburgo Lorena, di cui fu camerlengo. Morì il 2 gennaio 1910.

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Bibliografia

Zwei epische Gedichte (Beatrice und Anzoletto. Le sorelle), Görz, F. Wokulat, 1888; Alceo und Angiolina. Sizilianische Novelle, Leipzig, s.n., s.d.; Au Bosphore. Poesie […] par le comte c.c., Goritz, Typographie Hilarienne, s.d.; La Primavera, «Pagine friulane», 5/12 (1893); Furlàns e Mallorquìns, ibid., 9/9 (1895); Va’ galiota di sorzìnt!, ibid., 9/10 (1895).

DBF, 229; L’immagine di Gorizia, Gorizia, Comune di Gorizia, 1974, 191-197; H. KITZMÜLLER, Osservazioni sulla produzione letteraria in lingua tedesca a Gorizia, «Studi Goriziani», 68 (1988), 35-50; D. L. FAIN, Società e cultura a Gorizia nel XIX secolo, in Ottocento goriziano (1815-1915). Una città che si trasforma, a cura di L. PILLON, Gorizia, ISSR, 1991, 23-63; L. CIANCIA, «Nizza austriaca» o «Eden austriaco»? I luoghi della città, ibid., 125-140; FAGGIN, Letteratura, 143.

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