ESCHER FRANCO

ESCHER FRANCO (1859 - 1939)

compositore, insegnante, organista

Immagine del soggetto

Il compositore Franco Escher.

Non si hanno molte notizie sulla vita di E., noto anche con lo pseudonimo Franco del Frassino (frassino, traduzione italiana del tedesco “Escher”). Nato a Trieste il 5 dicembre 1859, studiò musica a Vienna per quattro anni; nel 1880 si trasferì a Udine (Regno d’Italia) per sottrarsi al servizio di leva austriaco e qui, eccettuato il primo anno trascorso a Milano per studiare canto, visse fino al 1901, insegnando nelle più facoltose famiglie, dirigendo cori (anche all’interno del Teatro Sociale) e, per un breve periodo, facendo l’organista presso la chiesa di S. Cristoforo (1900-1901). Grazie all’amicizia col cantante Pontotti, era stato introdotto in casa del commerciante musicofilo G. Hocke in via Mercatovecchio, ove si faceva buona musica in una sorta di cenacolo musicale guidato da L. Cuoghi. Le domeniche e le feste, invece, il ritrovo era nella tenuta di Planis e qui E. imparò a conoscere la villotta friulana popolare autentica. Tale conoscenza gli tornò utile quando nel 1882 fu chiamato a dirigere la Società corale Mazzucato (fondata nel 1878). Nei venti anni della sua direzione, E. divulgò un tipo di villotta, da lui composta sulla falsariga di quelle popolari, ma ampliata nello sviluppo della linea melodica, elaborata con opportune modulazioni nell’ambito di due periodi musicali, su testi autenticamente popolari. Queste sue composizioni ebbero tale diffusione e popolarità che Bindo Chiurlo l’accusò di aver «variato artisticamente motivi popolari autentici» ed esse furono al centro di una polemica epistolare con V. Gui e P. Jaher. Comunque sia, l’esempio di E. e della Mazzucato fece sorgere in Friuli altre corali organizzate e il nuovo indirizzo stimolò molti compositori. ... leggi Lasciata Udine, visse alcuni anni a Milano, finché fu chiamato a Trieste, per certo dal 1910 al 1914, per insegnarvi canto accademico nella sezione corale del Conservatorio G. Verdi, ma allo scoppio della grande guerra dovette fuggire. E. soggiornò nuovamente a Udine dal 1923 al 1927, per trasferirsi poi definitivamente a Torino, città dove il 6 maggio del 1939 morì. E., insieme con Luigi Garzoni, Giovanni Battista Marzuttini, Alberto Mazzucato, Cesare Augusto Seghizzi e Arturo Zardini, è considerato uno dei migliori cultori di musica popolare friulana. Collaborò anche con la Società filologica friulana, curando con E. Morpurgo due fascicoli di Villotte e canti popolari friulani, pubblicati nel 1922 e nel 1924. La sua produzione, vasta e varia, comprendeva quartetti per archi, messe, composizioni corali tra cui una cinquantina di villotte (diverse delle quali furono tradotte anche in serbo-croato, tedesco ed inglese, ed eseguite nei rispettivi Paesi), opere, operette, romanze, ma risulta per buona parte dispersa. Tra le opere musicate meritano un ricordo: La maridarole, Martin todesc e Il miò tratament (prima rappresentazione Udine, 1892), su libretti di F. Nascimbeni, che ebbero, stando alle cronache dell’epoca, uno strepitoso successo; Le signorine della villa accanto, sulla commedia di U. Farulli; I gespui furlans, sul dramma storico di L. Grassi (Palmanova, 1926). Sopravvivono manoscritte presso la Biblioteca civica di Udine: Zurìn, coro patriottico a quattro voci (datato Torino, 3 gennaio 1918), Bùssimi, Nina, ch’i doman ti lassi, romanza a quattro voci su testo di V. Cadèl (Torino, 15 gennaio 1931), Ricuart di guere, coro descrittivo a quattro voci su testo di A. Pozzo (Torino, 1931?); presso la biblioteca privata di G. C. Rostirolla a Roma si conservano un’Ave Maria, per baritono e coro a quattro voci pari con accompagnamento d’organo (verosimilmente Udine, 1891), e una Toccata per organo, op. 244 (Udine, 26 marzo 1924; partitura autografa dedicata all’avv. G. Comelli); infine, presso la Biblioteca pubblica del Seminario teologico centrale di Gorizia, una quarantina di composizioni copiate da don E. Volani tra il 1909 e il 1928 da testimoni a stampa, tranne forse il Canto degli agricoltori, a quattro voci pari (ante 1928), e Libera me Domine, coro funebre a quattro voci (ante 1913), che al momento non trovano riscontro in edizioni. Di altri brani, oggi introvabili, si ha informazione nella stampa periodica coeva.

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Bibliografia

Ms BCU, Principale, 3720, Canti friulani.

Edizioni: Jo no sai, Udine, Moretti, 1897; Oh! tu stele, Udine, Morgante, 1900 (cartolina postale); Villotte e canzoni friulane per tre e quattro voci d’uomo, Udine, Morgante, 1900 (contiene sedici villotte, le prime dieci a tre voci, le restanti a quattro voci, su testi principalmente tratti dalla antologia Villotte Friulane di V. Ostermann e dalle «Pagine friulane»: La rosade, Carnevàl, E vó stele, Un ricuart d’amôr, Lontàn lontàn lontàn, Tramont, Oh tu stele, L’ombre nere, La stele, Jo no sai, Oh ce biel lusôr di lune, Maridaile, L’aghe cor, L’Ave Marie, Serenade, Il don de viole); Amarezza: romanza per mezzo soprano o baritono, parole di N. Lenau, versione di D. Sant’Ambrogio, Firenze, G. Venturini, [ca. 1900]; Chiar Friul, villotta a tre voci e riduzione ad una voce con accompagnamento di piano di F. del Frassino, parole di A. Lazzarini, Torino, Officine grafiche della STEN, [1918]; Ma parzè? “Ma perché”, parole di Alfonso Deperis, versione libera in italiano da X, romanzetta friulana di A. Deperis, op. 241, Udine, C. Montico, [1924]; La rosade: villotta friulana, musica di F. del Frassino, Udine, C. Montico, [19…] (riedita ne «Il Strolic furlan» del 1928); Lontan, lontan, lontan: anin, varin fortune…, villotta friulana [per] canto e piano [di] F. Escher, Udine, C. Montico, 1930; Volubile Dorè: gran valzer (per orchestrina), versi di F. Caressa, Torino, Casa Editrice Musicale Silmar, 1931; La mode: canzonetta, parole di A. Deperis, musica di F. Escher, «Ce fastu?», 9/9-12 (1933), 271-273; Un ricuard d’amor: villotta friulana, musica di F. del Frassino, Udine, C. Montico, [193?]; L’Ave Marie: villotta friulana, musica di F. del Frassino, Udine, C. Montico, [19…]; Maridaile: villotta friulana, musica di F. del Frassino, Udine, C. Montico, [19…]; Oh! tu stele: villotta friulana, musica di F. del Frassino, Udine, C. Montico, [19…].
DBF, 317; A. POZZO, Franco Escher, «La Panarie», 7 (1930), 274-277; C. SCHMIDL, Supplemento al Dizionario universale dei musicisti. ... leggi Appendice, aggiunte e rettifiche al primo e econdo volume, Milano, Sonzogno, 1938, 283; [E. CARLETTI], La morte del M.° Escher, «Ce fastu?», 15 (1939), 167-169; A. FIOR, Villotte e canti del Friùli. Antologia di canti friulani, con versioni in italiano e saggi di notazione musicale. Premessa di G. Nataletti, Milano, Ed. Piva, 1954 (= Udine, Fûrclap, 2003), 99, 101, 176, 245, 295, 332, 335, 344; PRESSACCO, Musica, 2025, 2029, 2030, 2038; M. MACCHI, Etnofonia friulana. Breve storia della Villotta, Gemona del Friuli, Comune di Gemona del Friuli, 1988, 100-101.
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