FONTANELLI FILIPPO

FONTANELLI FILIPPO (? - 1437)

ecclesiastico. Giurista

Originario di Conegliano, studente a Padova presso il collegio Pratense, conseguita la laurea in diritto canonico il 2 marzo 1402, già nel dicembre di quell’anno nella causa fra la comunità di Udine e l’ex patriarca Antonio Caetani  affiancava una serie di notabili personaggi procuratori della prima, tra i quali lo zio Benvenuto scrittore e abbreviatore papale e canonico aquileiese, nonché Nicolò Rugi che ricopriva lo stesso ruolo. Divenuto canonico di Aquileia, F. di Giovanni Fontanelli il 6 luglio 1412 ricevette l’incarico, insieme con il decano Federico di Polcenigo e il canonico Giovanni Manco, di procedere all’elezione canonica a patriarca di Aquileia di Ludovico di Teck, nominato dal re Sigismondo nel febbraio di quell’anno. L’interesse per il diritto canonico, non disgiunto da quello della cultura classica della quale doveva essersi nutrito in gioventù, lo indusse il 1° aprile 1415 ad acquistare per dieci ducati un libro delle Decretali e le commedie di Terenzio che il capitolo di Aquileia aveva ereditato dal canonico Giovanni Manco. Dal 16 aprile 1414 quasi ininterrottamente fino al 29 aprile 1419 rappresentò il capitolo di Aquileia nella voce che questo aveva nel parlamento della Patria, talvolta anche l’abbazia della Beligna. Alla sua presenza, considerato l’ufficio che rivestiva, Polidoro di Francesco Foscari, chierico della diocesi di Castellana, nominò a Udine otto procuratori incaricati di prendere possesso dei due canonicati rispettivamente di Udine e Cividale assegnatigli da Martino V sei anni prima. ... leggi Il Friuli stava ormai capitolando alla Repubblica Veneta. Dal 24 marzo 1419 il F. comparve al parlamento come arcidiacono di Aquileia. Come tale solo il 28 aprile 1432 investiva Giacomo teutonico della pieve di Chiopris. Si stava allora occupando da qualche anno delle liti di ville soggette al capitolo di Aquileia, segnatamente di quella di Flaibano. Del resto la sua posizione gl’imponeva di assistere e testimoniare a vari processi anche nei primi anni del dominio veneziano, quando in ultima istanza amministrava la giustizia il luogotenente o il suo vicario, come il dottor Monflorido da Coderta al tempo del luogotenente Leonardo Giustinian nel 1432. In quell’anno il nuovo abate di Sesto dottore in utroque Tommaso Savioli, succedendo a Federico d’Attimis, veniva coinvolto in processi con comunità friulane legate in qualche modo al monastero; in tali circostanze il F. era chiamato a testimoniare. Si ricoagulavano così personaggi dell’ambiente padovano, da dove proveniva il Savioli, dove aveva studiato anche il Monflorido che qui era stato assessore del podestà Dandolo nel 1418-1419. Al capitolo di Aquileia il F., morto nel 1437, nel testamento lasciava una casa in Udine presso il cimitero del duomo e cento ducati, dei quali sessanta furono impiegati per acquistare un messale «secundum usum Romane curie».

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Bibliografia

BCU, CA, Annales civitatis Utini, XIV, f. 31v.

DE RUBEIS, MEA, 1037; A. GLORIA, Dei podestà e capitani di Padova dal 1405 al 1509. Serie cronologica provata coi documenti, Padova, Randi, 1859, 17; E. DEGANI, L’abbazia benedettina di Sesto in Silvis nella Patria del Friuli, «Nuovo archivio veneto», n.s., VII, 14 (1907), 213, 288, 313; ZANUTTO, Iacopino del Torso, 39; LEICHT, Parlamento, I/2, CCCCX, 451; DV, 476; DVIII, 481-483; DIX, 483-484; DX, 484-485; DXII, 486-487; DXVI, 490; DXVIII, 495-496; DXIX, 496-497; DXXI, 498-501; DXXIII, 504-505; DXXIV, 505-506; DXXVI, 507; DXXVII, 511; DXXVIII, 511-512; DXLV, 519-520; DLVI, 524-525; DLVII, 525-526; DLXIII, 529-530; DLXV, 531; DLXX, 534; DLXXII, 535-536; DLXXIII, 536-538; DLXXIV, 539; P. PASCHINI, Antonio Caetani cardinale aquileiese. Notizie storiche, «Archivio della R. Società romana di storia patria», 52 (1929), 147; SCALON, Necrologium, 173; MASUTTI, Incontri, 122.

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