FRACASTORO GIROLAMO

FRACASTORO GIROLAMO (1476 - 1553)

scienziato, letterato

Immagine del soggetto

Ritratto di Girolamo Fracastoro, incisione.

Nato a Verona da Paolo Filippo e da Filippa Mascarelli, di origine vicentina, nel 1476-78, si laureò a Verona “in artibus” nel novembre 1502, avendo seguito anche le lezioni di Pietro Pomponazzi. Già da studente fu lettore di logica, incarico che mantenne fino al 1509 insieme a quello di “conciliarius anatomicus”. Con tutta probabilità nell’autunno-inverno 1508-09 fu cooptato nell’Accademia Liviana di Bartolomeo d’Alviano a Pordenone, che frequentò con qualche continuità, forse anche seguendo il condottiero nelle campagne militari, come medico addetto alla sua persona, fino alla sconfitta di Agnadello (Ghiaradadda) nel maggio 1509. Ritornato a Verona, dove già nel 1505 era entrato a far parte del collegio dei medici, per poi diventarvi anche priore, strinse amicizia con Gian Matteo Giberti che della città divenne vescovo, del quale fu medico personale. Per coltivare gli studi predilesse, tuttavia, il soggiorno nella villa di Incaffi, che lasciò nel 1545 per l’incarico di medico ufficiale del concilio di Trento. Morì ad Incaffi nel 1553. La figura di autore di F. si contraddistingue per una importante produzione varia e diversificata, frutto di una poliedricità di interessi scientifici e letterari. Un cospicuo numero di lettere – da cui emerge anche il rapporto epistolare di argomento fisiologico e speculativo con il medico e letterato di Oderzo Girolamo Amalteo – fa da sfondo alla composizione di un insieme di opere, manoscritte e a stampa, assegnabili a diversi campi delle scienze e generi della letteratura, come gli scritti di astronomia (gli Homocentrica; un trattato manoscritto inedito di cosmogonia e cosmologia), di medicina (il De contagione, il De diebus criticis e altri testi inediti), di psicologia e gnoseologia (i dialoghi Turrius sive De intellectione e Fracastorius sive De anima), di estetica (il Naugerius sive De poetica), di argomento religioso (come un’inedita Controversia teologica veronese) e altre opere scientifiche di varia natura; riguardo alla materia poetica, accanto a un buon numero di poesie latine e anche volgari, il F. scrisse poemi come il Syphilis sive de morbo gallico, dove, alla fine del primo libro, sembrerebbe alludere alla cattura del d’Alviano nella battaglia di Ghiaradadda, e l’incompiuto Ioseph, in due libri, che fu completato da Francesco Luisini attraverso l’aggiunta di un terzo volume.

Bibliografia

E. PERUZZI, Fracastoro, Girolamo, in DBI, 49 (1997), 543-548 (cui si rinvia per i precisi e ricchi riferimenti bibliografici); A. BENEDETTI, La cultura umanistica in Pordenone, «Il Noncello», 1 (1950), 37-38 e n.

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