GERVICO

GERVICO

vescovo di Concordia

Sin dalla sua prima attestazione, nel 1136, questo ecclesiastico-notaio risulta vicino agli ambienti della cancelleria patriarcale. Diviene vescovo di Concordia probabilmente nel 1139 e ben presto si propone di fornire la sua chiesa di un nuovo centro amministrativo, favorendo la fondazione del borgo di Portogruaro. Un simile impegno non lo distoglie però dai propri compiti di coadiutore patriarcale: G. rimane, infatti, particolarmente legato alla figura di Pellegrino I di Povo, a cui spesso offre i propri servizi. Nel 1140 partecipa alla consacrazione della chiesa di S. Giorgio di Verona da parte del suo metropolita. Nel 1150 è presente all’accordo tra il patriarca e Enghelberto conte di Carinzia, relativo ai danni causati da quest’ultimo alla chiesa aquileiese. L’anno seguente si reca, al seguito di Pellegrino, prima a Ratisbona per un colloquio con l’imperatore Corrado III e successivamente a Salisburgo per convincere il locale arcivescovo a schierarsi dalla parte dell’Impero e per concedere al capitolo cattedrale l’esenzione delle tasse di passaggio per il Friuli. Con il patriarca si sposta poi a Venezia, dove assiste a una donazione del vescovo di Trieste al monastero di S. Giorgio. Tre anni più tardi G. è ancora al fianco del suo metropolita, impegnato in un arbitrato richiesto dall’abate di Millstatt per alcuni danni arrecati ai suoi monaci di San Foca. Alla fine del 1154, insieme a Pellegrino, raggiunge l’imperatore Federico Barbarossa disceso in Italia e si presta a fare da testimone ad un privilegio concesso dal vescovo di Bamberga alla chiesa di Reichersperg. Nel 1158 partecipa con il patriarca alla dieta di Roncaglia: dopo questa data non si hanno più informazioni documentarie sul vescovo concordiese.

Bibliografia

BNMV, Manoscritti Latini, cl. IV c. 52 (= Iura Episcopatus Concordiensis et Portusgruariensis), f. 18r (1140 gennaio 9).

DEGANI, La diocesi di Concordia, 184-185; JONA, Note di diplomatica patriarcale, 251; HÄRTEL, Tre secoli, 258; GIANNI, Vescovi e capitolo, 29, 208.

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