JACOLUTTI GEDA

JACOLUTTI GEDA

scrittrice in poesia e prosa, traduttrice, operatrice culturale

Immagine del soggetto

Geda Jacolutti in un ritratto di Silvio Maria Buiatti.

 

Nacque da genitori cividalesi il 28 marzo 1921 a Udine, dove è mancata il 20 maggio 1989. Nel 1944 si laureò in Lettere all’Università di Trieste con una tesi sugli affreschi udinesi della chiesa di San Francesco, affreschi che sarebbero stati distrutti da un incendio nell’anno successivo. Docente di Storia dell’arte, J. è stata una delle figure più interessanti e originali nella vita culturale del Friuli a partire dal secondo dopoguerra, molto apprezzata a livello locale e nazionale come raffinata autrice di scritti in prosa e poesia, di traduzioni dal latino di Marziale e dal gradese di Biagio Marin oltre che come curatrice ed editrice, ruolo in cui si è dimostrata scopritrice di talenti che ha saputo guidare con mano ferma e sicura. L’originalità dei contenuti, unita alla ricerca della perfezione formale, allo spessore culturale e all’attenzione costante agli aspetti più validi e innovativi della cultura contemporanea, le hanno guadagnato la stima e la considerazione dell’ambiente letterario più esigente. Fa parte del gruppo friulano di nuovi autori (ricordiamo Elio Bartolini, Sergio Maldini, Vittorio Marangone, Pier Paolo Pasolini, Mario Cerroni) e artisti (come Giuseppe Zigaina, Fred Pittino, Tranquillo Marangoni) che nel secondo dopoguerra si raccolsero prima intorno ad Oliviero Honoré Bianchi per poi in gran parte confluire negli altri due centri culturali di quegli anni: l’“Academiuta di lenga furlana” di Pier Paolo Pasolini e il movimento neorealista. ... leggi Pur scegliendo una collocazione indipendente e personale, come altri autori friulani J. fu una delle protagoniste della rinascita e della vita culturale della regione. Nel 1943 iniziò la sua carriera letteraria con dei brevi racconti che definì ‘Raccontini’. Negli anni Settanta passò dalla prosa alla poesia con varie raccolte. La prima e la più estesa raccolta di liriche è il Giardino all’italiana che nel 1976 si aggiudicò il Leone di Muggia per la poesia inedita. Seguirono Gli Itinerari (1979), Singolare femminile (1983), Il passo degli angeli (1984), e Il passo degli dei del 1986. Nel 1977 l’editore Franco Riva di Verona pubblicò La mosca sulla rosa corredata da un’acquaforte di Moreno Zoppi, in 100 copie numerate. Nello stesso anno sei poesie della J. comparivano in un’altra edizione a tiratura limitata, Variazioni su la rosa, ognuna accompagnata da un’incisione di Zoppi. L’editore era Alfio Fiorini di Verona che, sempre nel 1977, pubblicò 44 epigrammi di Marco Valerio Marziale, La vanità e le rose, nella traduzione di J. Della poetessa, nel 1978 l’editore Arrigo Bugiani pubblicò – nella collana “I Libretti di Mal’Aria” – L’angelo segnavento ed altra poesia e, di Biagio Marin, El melongarnao con la traduzione a fronte della J. che dello stesso autore curò la raccolta Stele Cagiùe per Rusconi (1977). Nel 1979 curò la raccolta di scritti in memoria di Dino Menichini per «La Panarie» (marzo 1979), in cui gli dedicò la rubrica di poesia Pagine provinciali, da lei ideata e curata dal 1978 al 1988. La presentazione della rubrica illustra l’originalità e la libertà di scelta in campo estetico che  caratterizzarono la sua attività letteraria ed editoriale e che risuonano ancora oggi molto attuali. Prendendo spunto dalla distinzione che Alberto Moravia operava fra metropoli e provincia, secondo la quale la prima crea e la seconda imita, J. affermava invece che «assai spesso, volendo applicare tale definizione alla poesia, creativa è la provincia. L’isolamento infatti (la possibilità di isolamento), la meditazione, la lentezza (il piacere della lentezza) attenuano in parte l’influenza di elementi troppo fragorosi e di ingombrante presenza, (pur in un momento in cui i mass-media, le comunicazioni, i viaggi, le letture consentono di sapere tutto su tutto, e in ogni istante, mentre accade e si forma). … Ed è ciò che intendiamo dire dichiarando provinciali queste pagine, scegliendo questi autori, puntando l’obiettivo proprio su chi risulta staccato dalle correnti non per ignoranza, ma per consapevolezza, scelta, decisa personalità…». Le Pagine provinciali realizzano queste premesse e rappresentano inoltre un felice connubio di grafica e poesia, entrambe di livello qualitativo decisamente alto. A ogni poeta (fra gli altri Siro Angeli, Novella Cantarutti, Carolus L.Cergoly, Biagio Marin, Dino Menichini, Pier Cesare Ioly Zorattini, la stessa J.) viene infatti affiancato un incisore. Le Pagine provinciali ospitano anche traduzioni di opere poetiche greche, latine, italiane, inglesi, indiane e friulane. Le sue ultime opere, sia in poesia che in prosa, dimostrano una maturità stilistica grazie alla quale la forma e la parola aderiscono perfettamente al contenuto. J. è classicista nel senso più alto del termine, la cifra della sua opera è contenuto ‘colto’, comunque mai avulso dalla realtà, reso in forma accurata ed elegante, dove la forma estetica non è solamente una superficie gradevole e attraente, ma lo strumento attraverso il quale disciplinare e potenziare il contenuto, sfrondandolo da ogni elemento ridondante che ostacolerebbe l’efficacia del messaggio.

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Bibliografia

Geda Jacolutti stese una nota bibliografica che qui viene riportata: Poesia: La mosca sulla rosa, Verona, Franco Riva, 1977; M. Zoppi, Variazioni su la rosa con sei poesie di Geda Jacolutti, Verona, A. Fiorini, 1977; L’angelo segnavento, in “I libretti di Mal’Aria” di Arrigo Bugiani, C. Cursi e F., Pisa, 1978; Gli itinerari, Udine, La Nuova Base, 1979; Singolare femminile, Udine, La Nuova Base, 1983; Il passo degli angeli, Udine, La Nuova Base, 1984; Il passo degli dei, Udine, La Nuova Base, 1986. Traduzioni: Marco Valerio Marziale, La vanità e le rose, quarantaquattro epigrammi tradotti da G. Jacolutti, Verona, A. Fiorini, 1977; Biagio Marin, El melongarnao, ne “ I libretti di Mal’Aria” di A. Bugiani, C. Cursi e F, Pisa, 1978: Pietro Zorutti, Gli epigrammi, Udine, La Nuova Base, 1987. G. JACOLUTTI, …Il tempo contratto nel volume di un giorno eterno- Poesie e traduzioni -, a cura di M. PIVA, P.C. IOLY ZORATTINI, con una nota al testo di L. CADAMURO, Rimini, Raffaelli Editore, 2015. In memoria di Geda Jacolutti - …Il tempo contratto nel volume di un giorno eterno…, a cura di M. PIVA, F GIORDANI, Udine, La Nuova Base, 1991 [estratto da «La Panarie», 89-90-91 (1990-1991), 39-69], contiene un’ampia rassegna bibliografica su G.J. e la bibliografia ed emerografia complete.  

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