JOPPI ANTONIO

JOPPI ANTONIO (1821 - 1906)

ingegnere, erudito, letterato, bibliofilo, collezionista d'arte

Fratello maggiore del medico e bibliotecario Vincenzo, nacque a Udine da Luigi ed Angela Crasti il 17 luglio 1821, primogenito di sei figli. Diventato ingegnere architetto laureandosi a pieni voti a Padova il 24 marzo 1843, entrò nello stesso anno nel corpo reale degli ingegneri di delegazione come ufficiale governativo. Tra i lavori affidatigli in zone diverse (per oltre un decennio fu lontano da Udine, prevalentemente a Belluno e a Venezia), dall’imperial regio Ufficio provinciale delle pubbliche costruzioni e poi dalla Direzione delle pubbliche costruzioni per le Province venete, seguì il progetto della strada per Pulfero e la costruzione del primo tronco della strada da Udine a Palma. Gli venne affidata poi la ricostruzione del ponte sul Tagliamento, presso Casarsa, parzialmente distrutto nel novembre del 1851; nel 1854 ebbe l’incarico di restaurare il vetusto edificio dell’Accademia di belle arti di Venezia, nel 1855 preparò il progetto per la strada di Pontebba. Nel luglio 1866 assunse la rischiosa, ma a lui gradita, opera, in vista dell’atteso arrivo dell’esercito nazionale, dell’allestimento dei ponti provvisori sul Tagliamento, compromessi dagli austriaci, dirigendo poi la costruzione del ponte stabile. Già a partire dagli anni Quaranta iniziò a compiere ricerche raccogliendo tutto ciò che potesse concorrere a ricostruire la storia friulana nei suoi vari aspetti. Come ricorda il nipote Antonio Battistella, testimone diretto delle vicende di casa Joppi, nella Commemorazione dello zio, letta all’Accademia di Udine nell’anno della sua scomparsa, già da studente iniziò a gettare «le fondamenta di quella meravigliosa collezione di manoscritti, di pergamene e di libri riguardanti in qualsivoglia modo questo antico stato aquileiese la quale rese illustre il nome dei fratelli Joppi». Solo successivamente in questo progetto ebbe accanto il fratello Vincenzo e, più tardi, anche l’altro fratello Alessandro (scomparso però in giovane età), costituendo una piccola società di studiosi di cui Antonio fu «l’anima e la guida». Nella casa condivisa con la famiglia di origine, si venne formando una raccolta patria di documenti originali o in copia, che Antonio trascrisse, soprattutto nei periodi in cui si fermava per lavoro a Venezia, durante i quali diventò un assiduo frequentatore della Biblioteca Marciana. ... leggi Raccogliere per lui non era un semplice accumulare, perché ogni opera veniva letta, annotata, commentata, messa in relazione con altre. La “Libreria dei fratelli Joppi” è infatti costellata dalle annotazioni storiche, biografiche e bibliografiche apposte ai suoi manoscritti; non solo manoscritti egli cerca, ma anche testi a stampa sul Friuli ed opere d’arte, quadri e stampe. Negli stessi anni il fratello Vincenzo esercitava la professione medica, prima in provincia, poi a Udine. Dietro la spinta e la guida di Antonio, che preferì rimanere defilato, Vincenzo non solo si dedicò alla ricerca documentaria, ma cominciò a pubblicare i risultati degli studi che spesso avevano condotto insieme. J. nel 1872 venne collocato a riposo e si dedicò totalmente agli studi e a contribuire, con la sua conoscenza, capacità e disponibilità, all’attività di alcune commissioni municipali udinesi: nello stesso anno ricevette infatti la nomina a membro della Commissione civica degli studi, mentre nel 1873 venne nominato membro effettivo della Commissione sanitaria del riparto della parrocchia di S. Nicolò. Nel 1873 contrasse matrimonio con la maestra veneziana Eleonora Vezzil, che morì nel 1896. Raramente accettò di pubblicare, per lo più scritti e genealogie di famiglie friulane, come quelle sulla famiglia del poeta Zorutti e sulla famiglia Beretta, in occasione del matrimonio di Cecilia Beretta con Enrico del Torso, l’araldista e genealogista che avrebbe seguito le sue orme, o articoli su «L’Archeografo triestino», la rivista della Società di Minerva, quali Diritti di Aquileia nel marchesato d’Istria anno domini [] o Lapide scoperta a San Martino di Terzo. Solitamente preferì contribuire soltanto all’opera del fratello, come nel caso del saggio Il castello di Moruzzo e i suoi signori (Udine, 1895), nel quale curò la parte genealogica, o di qualche amico studioso, come Giovan Battista di Varmo o Ferruccio Carreri, senza che normalmente il suo nome comparisse, se non nei ringraziamenti. Socio ordinario dell’Accademia di Udine dal 1864, anno in cui era presidente Iacopo Pirona e segretario il fratello Vincenzo, con una comunicazione letta nel dicembre 1870 diede notizia di un importante ma dimenticato manoscritto del padre Giovanni Tommaso Faccioli sulle chiese di Udine, oggetto da anni di un interesse congiunto suo e di Vincenzo, che ne trassero per la loro raccolta privata una trascrizione selettiva e un lungo aggiornamento. Il suo più importante ed impegnativo lavoro di ricerca sono le genealogie di oltre cinquecento famiglie friulane, che eseguì nell’arco di cinquant’anni, desumendo le notizie dalle carte degli archivi pubblici e privati da lui frequentati, dallo spoglio degli atti dell’archivio notarile, insieme a Vincenzo, da testi propri o di biblioteche; a completamento di esse rimane, sempre manoscritto, l’Armoriale friulano. Dopo una vita trascorsa quasi sempre nell’ombra e nel silenzio, sconosciuto ai più, il «valente genealogista», come ebbe a definirlo il bibliografo Giuseppe Occioni Bonaffons, scomparve il 5 aprile 1906, senza eredi, come Vincenzo ed Alessandro, lasciando, come aveva già disposto Vincenzo, la “Libreria dei fratelli Joppi” alla Biblioteca civica di Udine.

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Bibliografia

Mss BCU, Joppi, 716, Genealogie delle famiglie friulane; ibid., 207, Armoriale friulano a colori.

A. JOPPI, Ritmo o cantilena barbarica in elogio dei re longobardi Ariberto 1., Bertarido e Cuniberto, colla notizia dei sinodi di Pavia e di Roma nei quali avvenne la riunione della chiesa scismatica di Aquileia alla comunione della chiesa romana. Epitaffio di Tommaso chierico, messo del re Cuniberto per la riunione della Chiesa d’Aquileia alla fede romana, «Archeografo triestino», n.s., 1 (1869), 85-91; ID., Di una illustrazione di Udine, «AAU», s. II, 2 (1869-1872), 87-92.

DBF, 430; A. BATTISTELLA, Antonio Joppi. Commemorazione letta all’Accademia udinese la sera del 28 giugno 1906, «AAU», s. III, 13 (1906-1907), 39-57; F. TAMBURLINI, Vincenzo Joppi: la famiglia, la carriera medica, il “collezionista”, in Vincenzo Joppi, 1824-1900. Atti del convegno di studi (Udine, 30 novembre 2000), a cura di F. TAMBURLINI - R. VECCHIET, Udine, Forum, 2004, 13-35.

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