KUBIK RODOLFO

KUBIK RODOLFO (1901 - 1985)

compositore, direttore di coro

Immagine del soggetto

Il compositore Rodolfo Kubik.

«Nato istriano, vissuto da giovane a Ronchi e divenuto friulano per amore e per scelta culturale»: con queste parole Celso Macor sintetizza la vita movimentata e spesso drammatica di K., nato a Pola nel 1901 e giunto a Ronchi dei Legionari due anni dopo. Il padre, direttore della banda cittadina locale, lo avviò ben presto allo studio della musica e alla pratica di diversi strumenti. Superati i difficili anni della guerra, che lo avevano portato come profugo a Wagna in Stiria, iniziò a seguire le lezioni di composizione di Antonio Illersberg, che notò subito in lui «una straordinaria facoltà creativa» e «una specialissima naturale attitudine quale istruttore ed animatore di complessi corali». All’attività compositiva K. iniziò ben presto ad affiancare quella organizzativa, fondando la Società filarmonica Giuseppe Verdi e dirigendo il coro e l’orchestra cittadini. Il mancato ottenimento della cittadinanza italiana rese molto difficile la sua permanenza in Friuli, cosicché nel 1923 si recò a Vienna per seguire le lezioni di Arnold Schoenberg. Nella capitale ebbe modo di approfondire il proprio bagaglio culturale e di farsi conoscere in molte sale e teatri. Non senza rimpianti fu costretto a rientrare in Italia nel 1926, ma, già l’anno seguente, era in partenza per l’Argentina per sfuggire al regime fascista. Dopo un inizio molto faticoso, in cui le ristrettezze economiche si unirono alla malinconia per la lontananza dalla patria, egli iniziò una brillante carriera direttoriale, compositiva e didattica. Sostenuto dai circoli italiani, K. divenne ben presto un punto di riferimento della vita musicale di Buenos Aires. Fu, infatti, a capo del coro dell’Associazione argentina di musica da camera, direttore delle orchestre e dei cori di LR 2 Radio Argentina, Radio Cultura e di molte altre emittenti. ... leggi Nel 1940 fondò il Coro universitario di La Plata e venne nominato direttore dell’Associazione argentina di musica corale, realizzando il sogno che aveva sempre nutrito nel corso della sua vita. Tutti questi impegni non lo portarono a trascurare la composizione. Le sue opere ricevettero lusinghieri apprezzamenti anche da parte di Hector Villa-Lobos, a testimonianza della maniera con cui allora K. era tenuto in considerazione nell’ambito della vita musicale sudamericana. Il ricordo costante del Friuli lo portò a scrivere ed elaborare molte villotte e una commedia quale omaggio alle varie comunità friulane che vivevano in America: Va vilote puartade dal vint. Qui K. cercò una singolare fusione tra la musica popolare del Paese latinoamericano e i colori tenui e nostalgici della villotta. Nel 1944 fece anche rappresentare la commedia musicale in tre atti su temi popolari friulani e musiche originali Furlans pal mont. Il rientro a Ronchi negli anni della vecchiaia – «perché forse non si è di nessun paese, più che del paese dell’infanzia», scrisse citando Rilke – non comportò la rinuncia al consueto attivismo, che lo spingeva instancabilmente a fondare cori e formazioni musicali. Celebre fu una sua direzione delle opere di Iacopo Tomadini nel duomo di Cividale il 3 marzo 1963. Allo stesso tempo, grazie anche all’amicizia con il poeta Silvio Domini, mantenne vivo il contatto con l’amata cultura bisiaca, alla quale dedicò molte pagine musicali. Le sollecitazioni del maestro Pietro Poclen, direttore della Corale monfalconese S. Ambrogio, lo fecero anche avvicinare alla poesia di Biagio Marin di cui K. musicò Che l’ha, che l’ha, Me ‘speto sempre, Mamole d’aprile e Fogie, fiori, fruti. Le ultime due sarebbero state eseguite nell’autunno del 1983 a Grado, nel giardino della casa del poeta, due anni prima della scomparsa del maestro avvenuta a Buenos Aires nel 1985.

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Bibliografia

Edizioni: Va vilote puartade dal vint, a cura di O. ROSSO - A. RICOTTI, Udine, Ente Friuli nel mondo, 1981; Cori e canti bisiachi, a cura di S. DOMINI, Ronchi dei Legionari, Centro pubblico polivalente/Associazione culturale bisiaca, 1989.

V. BRESSAN, Il maestro Rodolfo Kubik, «Sot la nape», 22/3 (1970), 53-64; S. DOMINI, La vita e l’opera del maestro Kubik, «Il Territorio», 3/5 (1980), 81-91; A. PICOTTI, «Va, vilote puartade dal vint», «Sot la nape», 33/2-3 (1981), 59-60; Rodolfo Kubik, «Fogolâr furlàn», gennaio-giugno 1985, 22; G. RADOLE, I musicisti e la poesia di Marin. Rassegna della produzione musicale su versi di Biagio Marin, Trieste, Arti grafiche noghere, 1991; V. BALANZA, Rodolfo Kubik. compositor y músico, Buenos Aires, Asociación Dante Alighieri, 1993; R. DELLA TORRE, Alcuni protagonisti della vita musicale a Udine tra Otto e Novecento, in Studi sul Novecento musicale friulano, a cura di R. CALABRETTO, Udine, SFF, 2004, 55-67.

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