MADOTTO ALDO

MADOTTO ALDO (1920 - 1987)

pubblicista, partigiano, studioso di etnografia resiana

Naque a Oseacco di Resia (Udine) nel 1920 da Simeone e Raffaella Di Lenardo. Nel 1925 si trasferì insieme con la famiglia a Sopron, in Ungheria, dove il padre già da due generazioni praticava il commercio di frutta e di agrumi. In Ungheria M. frequentò la scuola elementare e, rientrato in Italia nel 1930, fu allievo del collegio salesiano S. Luigi di Gorizia. Dopo la maturità classica, conseguita al Liceo Iacopo Stellini di Udine nel 1939, si iscrisse alla Facoltà di giurisprudenza, corso di laurea in scienze politiche, dell’Università di Trieste. Fu tuttavia costretto ad abbandonare gli studi a causa degli eventi bellici che causarono la perdita di tutti i beni della famiglia all’estero. M. partecipò alla seconda guerra mondiale, prima come allievo ufficiale nel 2° reggimento fanteria “RE” e, dopo l’8 settembre 1943, ritornato a Resia, si associò al movimento della Resistenza dove assunse funzioni di comando nelle formazioni partigiane italiane e slovene. Dopo aver svolto incarichi come istitutore presso un collegio di Gradisca d’Isonzo, e come sottoufficiale della Pubblica sicurezza a Pordenone e a Sacile, nel 1948 iniziò la carriera di funzionario presso il comune di Resia, come addetto ai servizi di stato civile e anagrafe, dove sarebbe stato attivo fino al 1976. Dal 1952 al 1982 fu corrispondente per Resia del quotidiano «Il Gazzettino» e dal 1955 al 1965 dell’Istituto per le ricerche statistiche Doxa. Nel 1963 M. diventò uno dei fondatori della sezione locale del Partito socialista, di cui svolse in diversi periodi la funzione di segretario, dell’ANPI e del Movimento federalista europeo. ... leggi Nel 1980 fu eletto consigliere comunale e nel 1983 promosse l’istituzione del Circolo di cultura Rozajanski Dum, di cui fu il primo presidente negli anni 1984-1985. Sotto la sua guida il Circolo iniziò a organizzare manifestazioni culturali oltre che corsi di lingua, cultura e storia locale nella scuola primaria e media inferiore a Resia. Pubblicò in proprio varie opere; la prima è intitolata La Val Resia e i suoi abitanti (1982), contenente dati di natura storica, etnografica e linguistica; seguirono Resia. Paesi e località (1985), che descrive il territorio antropico di Resia suddiviso per frazioni e località minori attraverso dati di interesse storico, demografico, onomastico nonché etnografico, mentre il volume Vivere tra le montagne (1987) si concentra sugli aspetti di vita resiana nella prima metà del secolo XX e rappresenta un chiaro tentativo di descrivere il patrimonio della cultura materiale e immateriale in una prospettiva prevalentemente etnografica. Queste opere contemplano ampio materiale documentario, in particolare fotografico, riguardante Resia. L’opera più ampia è Pagine di storia. Resoconti di Vita Resiana che apparve in più volumi ed è impostata secondo un ordine cronologico, ovvero per decennio, anno e mese. Il primo volume, edito nel 1983, raccoglie gli eventi dal 1951 al 1960, il secondo, pubblicato nel 1984, riguarda il decennio 1961-1970. Nell’ottobre del 1987, a Gemona del Friuli, M. scomparve e il terzo volume che comprende gli anni dal 1971 al 1980 uscì postumo, nel 1994, a cura della moglie Anna Negro e di Luigi Paletti, che continuò l’opera e firmò anche il quarto volume edito nel 2003. Ai fatti di cronaca locale registrata si intessono nell’opera elementi che permettono di ricostruire la memoria della comunità resiana sia in una dimensione interna che esterna. I volumi raccolgono anche numerosi documenti fotografici nonché testi di carattere memorialistico e folclorico. M. fu il primo studioso che dall’interno della comunità resiana compì un tentativo di descrivere globalmente la storia culturale, sociale ed economica del territorio di Resia, mettendola innanzitutto in relazione con il mondo sloveno e poi considerandola come risultato dei processi di interazione che caratterizzano l’area. Tale atteggiamento si rivelò in sintonia con quanto espresso dalla letteratura scientifica internazionale a partire dalla prima metà del Novecento. Nel 2000 fu pubblicato il volume Resia e i Resiani. Rez’ja i Rez’jane, curato da M. e Luigi Paletti, che rappresenta la versione italiana di un importante saggio di J. Baudouin de Courtenay edito nel 1876 e a suo tempo tradotto dal russo da Giuseppe Loschi.

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Bibliografia

L. D., L’autore, in A. MADOTTO, Vivere fra le montagne, s.l., s.n., 1987, [2]; I. TUTA, Madotto Aldo (Ćakarin), in PSBL, 20 (1994), 699-670; L. PALETTI, Una gran perdita per la Val Resia: è morto Aldo Madotto, in Pagine di storia. Resoconti di Vita Resiana, 4, [Resia], Circolo culturale resiano Rozajanski Dum, 2003, 297-299; L. PALETTI, Ricordiamo Aldo Madotto - Ćakarïn, «Näš glas», 5/1 (2005), 6.

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