MARCHI FELICE (FELIX)

MARCHI FELICE (FELIX) (1889 - 1986)

autonomista, politico

Immagine del soggetto

Felix Marchi con don Giuseppe Marchetti.

Nacque a Udine il 26 luglio 1889, figlio di Giuseppe, impiegato e di Ersilia Pertoldi, maestra. Dopo aver aderito al Partito clericale, abbracciò la causa anarchica durante una sua permanenza dal 1913 al 1915 a Buenos Aires. Tali e altre notizie sono fornite dal fascicolo del Casellario politico centrale, nel quale M. viene schedato come «Anarchico, Pericoloso». Al suo ritorno dal Sudamerica, nel giugno del 1915, venne allontanato dal Friuli, che era zona di guerra, a causa della sua pericolosità sociale, e internato prima a Firenze, poi a Licata, in Sicilia, e di seguito a Ventotene ed infine a Tiana, paese della Barbagia. Non mancò di creare, in ognuna di queste località, problemi alle autorità con la conseguenza di condanne per oltraggio, resistenza e vilipendio alle istituzioni. Nel gennaio del 1917 M. fu arruolato in una compagnia di fanteria. Dopo la prima guerra mondiale, aderì al Partito socialista (PSI) e anzi, per un breve periodo, nel 1920, diventò un esponente di spicco a livello friulano, eletto nel Comitato provinciale della Federazione socialista, oratore in occasioni importanti, delegato al convegno nazionale di Firenze. Questa posizione di rilievo non durò a lungo e le ipotesi sulla sua “eclissi” sono molteplici e vanno dall’emigrazione temporanea, non documentata, a una crisi della frazione che M. rappresentava nel PSI, quella massimalista. Durante il ventennio fascista M., oltre ad un foglio di via da Tarvisio per «attività sovversiva», si guadagnò una costante attenzione delle autorità. In questo periodo, probabilmente con il decisivo apporto ideale dell’ormai anziano Achille Tellini, M. maturò una posizione politica che univa l’afflato per la giustizia sociale all’autonomismo friulano radicale. ... leggi Tale sensibilità si sarebbe concretizzata, dopo la seconda guerra mondiale, nella partecipazione, da protagonista, alle esperienze della Associazione per l’autonomia friulana di T. Tessitori e della prima organizzazione politica autonomista friulana il Movimento popolare friulano per l’autonomia regionale (MPF), ma soprattutto nella creazione, nel febbraio del 1946, del settimanale integralmente in lingua friulana (poi quindicinale e mensile) «Patrie dal Friûl». È infatti a M. che si deve l’idea rivoluzionaria di un giornale che parlasse di un Friuli autonomo e, in friulano, del mondo. Fu suo l’impegno per il finanziamento e la gestione del periodico, insieme con la moglie Maria Del Fabro; fu sua l’idea di coinvolgere Giuseppe Marchetti nella redazione, anche con l’intendimento di proporre un foglio che fosse modello linguistico di “buon friulano”. Questo impegno, svolto senza alcuna forma di protagonismo (fino al punto di non firmare gli articoli), proseguì testardamente (ci fu persino l’esperienza, nel 1952, di un periodico parallelo alla «Patrie», più connaturato alle sue idee federaliste libertarie, «Il cjavedâl») dopo la crisi del MPF, sul finire degli anni Quaranta, anche dopo la rottura con il gruppo dei “marchettiani” di “Risultive” nel 1953. L’esperienza della «Patrie» di M. si chiuse nel 1965, quando il fondatore, ultrasettantenne, si ritirò in Carnia, a Socchieve, dove sarebbe morto, quasi centenario, il 17 aprile 1986. Sepolto nel cimitero di Castoia, sulla sua tomba sono incise poche, ma significative parole: OMP FUART E LIBAR, AL À SPINDUDE LA SÔ LUNGJE VITE PE DIGNITÂT E PE LIBERTÂT DE SÔ TIERE [Uomo forte e libero, ha dedicato la sua lunga vita per la dignità e la libertà della sua terra].

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Bibliografia

ACS, Casellario politico centrale, 3032, fasc. Marchi Felice.

R. BALZAN, Quanche jo e pre’ Josef o vin metude su la “Patrie”, «La Vita Cattolica», 7 maggio 1983; ID., Memoreant tre granc’ furlans: Marchi, Londar e Placerean, «Gnovis pagjinis furlanis», 5 (1987); M. MAURO, Felix Marchi e il sium dal furlan furlan, «La Comugne», 1 (1998); P. ROSEANO, Identità friulana. Così è e così l’hanno prodotta i miti, i parroci, le élite locali, Gorizia, ISIG, 1999; Toni Beline, Felix Marchi e Marie Del Fabro: une vite par une idee, «La Patrie dal Friûl», setembar 2006; D. TOFFOLI, Felix Marchi: un soversîf te Grande Vuere, ibid., zenâr/fevrâr 2008.

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