MASUTTI ANTONIO

MASUTTI ANTONIO (1813 - 1895)

pittore, incisore, litografo, illustratore

Nacque ad Aviano (Pordenone) il 20 luglio 1813 da Carlo e Marianna D’Olivo. Si diplomò all’Accademia di belle arti di Venezia, dove fu allievo dal 1830 al 1836 e ottenne notevoli riconoscimenti: una medaglia d’oro, tre d’argento e una di bronzo. Molto versatile, fu disegnatore, pittore, miniaturista, incisore e litografo, ma è stato rilevato che non ebbe mai un successo degno delle sue qualità. Nella Strenna Triestina per l’anno 1839 (Trieste, Marcenio editore) sono presenti quattro litografie di mano di M., il frontespizio, con scena di famiglia e, all’interno, eseguiti su suo disegno ed impressi per la Litografia Kier di Venezia: un ritratto di Gaspara Stampa (a fronte, Cenni sulla vita della stessa); una figura di donna seduta (a lato, sonetto dedicato a Rosa Taddei); una scena tragica (a fronte, romanzetto La vigilia di S. Fedele). Nel 1842 vinse nei Grandi concorsi di Venezia il premio per il disegno di figura con David che si offre di affrontare il Gigante Golia. A Venezia realizzò per Kier un gran numero di disegni litografici, soprattutto ritratti «intensi e mai idealizzati» (Gardonio, 2006), come: Ritratto di Fanny Cerrito (esemplare a Milano, Civiche raccolte Bertarelli); Giovanni da Udine, per il libretto di Fabio di Maniago Elogi di tre celebri pittori friulani (1842, esemplare presso i Civici musei udinesi). Nel 1859 eseguì a Torino i ritratti di Giuseppe Garibaldi, Vittorio Emanuele II, Napoleone III, per la Litografia Giordana e Salussoia. Nel periodo veneziano cominciò anche a dedicarsi agli avvenimenti di primo piano della vita politica, traducendoli in litografie largamente diffuse, come ad esempio Il 17 giugno 1846 che simboleggia l’accordo del cielo e della terra nell’elezione di papa Pio IX. Fu prodotta presso la Litografia Kier di Venezia anche una stampa senza data, a firma «A. Masutti», che rappresenta il monumento sepolcrale di Carlo d’Ottavio Fontana nel cimitero di S. Anna, solitamente pubblicato nei repertori di iconografia triestina a stampa. ... leggi Vinto un soggiorno per alunnato a Roma, ne approfittò anche per introdursi negli ambienti patriottici e collaborò al «Don Pirlone a Roma», giornale di satira politica, fondato da Michelangelo Pinto, edito dal settembre 1848 al dicembre 1850, che «irrideva alla condizione di certo clero e lanciava lazzi e invettive all’ipocrisia morale del tempo» (Gusmano, 1994); ne divenne uno dei più fecondi caricaturisti. Nelle sue opere pittoriche, completate prima di partire per Torino, si evidenzia la salda capacità disegnativa, mentre il cromatismo è «raffreddato» dall’accademismo. Esse si trovano: nel duomo di Aviano, La conversione di s. Paolo (1840), dipinto di impostazione ancora settecentesca, già esposto a Venezia e valutato all’epoca 3.000 lire; nella parrocchiale di S. Giorgio al Tagliamento la pala con i Ss. Valentino e Rocco (1844), firmata e datata; nella parrocchiale di Meduno il Martirio di s. Stefano (1830), attribuito recentemente. A Venezia un S. Marco Evangelista, tela che appartiene alle Gallerie dell’Accademia, in deposito presso la Corte d’appello dal 1936, è un saggio inviato a Venezia durante l’alunnato a Roma. Saccomani scrive che sue opere, schizzi e disegni si trovavano all’epoca in casa della nobile famiglia Oliva dal Turco, ad Aviano. Nel 1849 si trasferì a Torino, centro della litografia italiana ottocentesca, dove divenne popolarissimo come disegnatore litografo (disegnava ed eseguiva poi le litografie), citato tra i valenti disegnatori operanti in Piemonte. Amico di molti uomini politici, dedicò numerose stampe popolari all’esaltazione delle gesta di eroi del Risorgimento, e per questo è citato tra gli stampatori e litografi che con le loro opere sostennero la causa dell’indipendenza italiana. Lavorò assiduamente per gli stabilimenti litografici Doyen (che rappresentavano l’apice della litografia italiana e trionfavano alle esposizioni di metà Ottocento), Salussolia, Giudici e Strada, Giani. A lui si deve anche la creazione dell’emblema dell’antica associazione dei litografi italiani. Valente illustratore di giornali e di riviste, di satira politica e di allegorie, nonché di romanzi popolari e satirici, e di episodi della Bibbia, creò immagini improntate a un verismo descrittivo ritenuto a volte fin troppo minuzioso, mentre le caricature dei giornali litografati erano espressioni di immediata efficacia comunicativa, non di arte raffinata. Tra i titoli illustrati (Gardonio, 2006) si ricorda P. Corelli, La stella d’Italia o Nove secoli di Casa Savoia (Milano, 1861-1879), che comprende litografie di G. Carelli incise da suoi disegni, come Carlo Emanuele I e Paolo V, e Liberazione di una fanciulla sul rogo dell’Inquisizione (1861). Si dedicò anche all’editoria musicale, presso il citato Doyen, per la nota casa torinese Giudici e Strada, e per Demetrio Festa che gli stampò frontespizi musicali e spartiti. Nonostante l’intensa attività, morì povero a Torino l’11 gennaio 1895. Presso le Civiche raccolte A. Bertarelli del Castello sforzesco di Milano, la sezione delle Stampe conserva un consistente numero di sue litografie, tra cui O aiutare i nostri o morire con loro (campagna contro i briganti sul Fucino), Lit. Doyen, 10 maggio 1863, esposta a Torino nel 1941 alla Mostra di antiche stampe litografiche, insieme con Ingresso trionfale dei Bersaglieri in Milano. Alla Bertarelli si conservano inoltre due disegni: Prima e dopo Solferino (1859) e Un’opera di misericordia. Dar da bere agli assetati (1867), sarcastica intitolazione per la sconfitta dei garibaldini a Mentana ad opera dell’esercito papale, con Napoleone III che dà da bere il sangue degli italiani a Pio IX. Un altro disegno a matita, Agar nel deserto (1846-1847), si trova in un album conservato a Venezia presso il Museo Correr e riproduce la scultura di Vincenzo Luccardi visibile a palazzo Ferro-Fini a Venezia (deposito del Museo Correr). Un episodio della rivolta di Brescia è il soggetto della litografia Principale fatto sostenuto dai Bresciani nelle dieci giornate del marzo 1849 (Milano, 1863), disegnata da De Marchi, ispirata da uno schizzo di M. ora a Torino al Museo del Risorgimento di palazzo Carignano.

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Bibliografia

DBF, 507; Discorsi letti nella I. R. Accademia di Belle Arti di Venezia per la distribuzione de’ premi […], Venezia, Picotti, 1830-1835; F. DI MANIAGO, Elogi di tre celebri pittori friulani, San Vito, Pascatti, 1842 (nozze d’Altan-d’Attimis); SACCOMANI, Ristauro, 31; P. ARRIGONI - A. BERTARELLI, Le stampe storiche conservate nella raccolta del Castello Sforzesco. Catalogo descrittivo, Milano, Comune di Milano/Istituti di storia e d’arte, 1932, indice; Mostra di antiche stampe litografiche della raccolta del Sindacato Fascista Poligrafici. Catalogo a cura di L. CHIAPPINO, Torino, Salone de «La Stampa», 1941, 15; L. SERVOLINI, Incisione italiana di cinque secoli, Milano, Görlich, 1951, 51; SERVOLINI, 508; Dizionario Enciclopedico Bolaffi dei pittori e degli incisori italiani, VII, Torino, Giulio Bolaffi, 1975, 276-277; ROSSITTI, Dizionario, 55; G. MAZZATINTI, Inventari dei manoscritti delle Biblioteche d’Italia, III, Forlì, Luigi Bordandini, 1893, 96-98, n. 596; A. FORNIZ, Il travaglio dell’arte nella temperie ottocentesca, in Pordenone. Storia, arte, cultura e sviluppo economico delle terre tra il Livenza e il Tagliamento, Torino, Grafica Moderna, 1969, 290-291; S. MOSCHINI MARCONI, Gallerie dell’Accademia di Venezia, III, Roma, Istituto Poligrafico e Libreria dello Stato, 1970, 212; ALOISI, Vita e opere, 99-100; I pittori italiani dell’Ottocento, a cura di V. BOTTINO, Milano, Il Quadrato, 1993, 390; DE FAROLFI, 186 n. 731; A. GUSMANO, Due secoli di litografia. Storia, arte, società, Milano, Arti poligrafiche europee, 1994, passim; La Raccolta di stampe della Biblioteca Regionale di Messina, a cura di M. T. RODRIGUEZ - G. REPICI, Messina, Biblioteca regionale universitaria, 1994, 271-272; S. ALOISI, Antonio Masutti il litografo dell’Irredentismo, «La Domenica del Messaggero», 12 marzo 1995, 9; V. GRANSINIGH, Artisti friulani a Venezia nell’Ottocento: appunti per una storia del rapporto centro/periferia in area veneta, in Tra Venezia e Vienna, 127; M. GARDONIO, “Artista disegnatore eccellentissimo”: Per Antonio Masutti, «AFT», 25 (2006), 63-70.

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