MORELLI GIUSEPPE

MORELLI GIUSEPPE (1749 - 1829)

pittore, decoratore

Immagine del soggetto

Particolare degli affreschi parietali di Giuseppe Morelli eseguiti nel palazzo udinese Buiatti-Varmo nel 1794.

Nacque nel 1749, probabilmente a Modena (secondo quanto il de Renaldis riferisce), anche se da alcuni autori (come il Boni) è considerato friulano. Risulta presente a Udine dal 1770 circa al 1829, anno della sua morte, svolgendovi l’attività di quadraturista, proponendo soluzioni prospettiche di un gusto legato alla scuola emiliana del Bibiena (negli interventi del M. è assente la figura umana). Lavorò alle decorazioni del teatro sociale di Udine con Domenico Fossati (intorno al 1770) e in quel periodo gli è attribuito l’insegnamento della tecnica dell’affresco al giovane Francesco Chiarottini. Parti colarmente intenso appare il suo sodalizio con il veneziano Pietro Antonio Novelli, per il quale realizzò le quinte architettoniche degli affreschi nella cappella delle reliquie e nella seconda sacrestia del duomo di Udine (1792). Le fonti ricordano altre decorazioni del M. in ambienti sacri, però perdute: nella cripta della chiesa del Cristo e nella chiesa dei padri Missionari a Udine. Di maggiore impegno appaiono le commissioni per edifici privati, tra cui il salone del palazzo udinese Colloredo-Valvasone-Maniago-Pontoni (1793), dove unì elaborate fantasie architettoniche con vari riferimenti al mondo antico, proponendo così un insieme dall’eleganza neoclassica, sebbene piuttosto fredda e senza personalità. Caratteri che si ritrovano pure negli affreschi dello scalone e del salone di palazzo Buiatti-Varmo a Udine (1794), in cui compaiono gradevoli squarci vedutistici che riproducono monumenti romani. Inoltre gli sono attribuiti dei capricci architettonici in palazzo Antonini-Mangilli-Del Torso a Udine e a villa Steffaneo-Pinzani-Roncato a Crauglio ed è possibile che molte opere del M. siano presenti in dimore signorili del Friuli, a volte confuse sotto il nome dell’allievo Francesco Chiarottini. Al M. spettano anche quattro interessanti disegni che illustrano vedute udinesi, conservati nei Civici musei.

Bibliografia

G. DE RENALDIS, Della pittura friulana. Saggio storico, Udine, Pecile, 1798, 96; G. BERGAMINI - L. SERENI, Fra case e palazzi, in F. BARTOLINI - G. BERGAMINI - L. SERENI Raccontare Udine. Vicende di case e palazzi, Udine, Istituto per l’Enciclopedia del Friuli-Venezia Giulia, 1983, 76, 114, 201, 235, 376, 381; G. BERGAMINI, Giuseppe Morelli, Francesco Chiarottini e Vincenzo Chilone a Udine, «Arte|Documento», 5 (1991), 210-217; G. BERGAMINI - C. DONAZZOLO CRISTANTE, Udine illustrata. La città e il territorio in piante e vedute dal XV al XX secolo, Padova, Editoriale Programma/Istituto per l’Enciclopedia del Friuli-Venezia Giulia, 1992, 33-35; M. DE GRASSI, Francesco Chiarottini 1748-1796, Monfalcone, Edizioni della Laguna, 1996, 12-14, 58, 109; M. BONI, Pittori del secolo nostro, in G. ASQUINI, Notizie dei pittori del Friuli, a cura di P. PASTRES, Udine, Forum/Deputazione di storia patria per il Friuli, 2002, 115, 116-117; D. NOBILE, La grazia del colore nelle ville e nei palazzi friulani. La decorazione neoclassica, a cura di P. PASTRES, Udine, SFF, 2008, 404-419: 407, 408, 409, 412.

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